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Canfora Luciano - Esportare la libertà. Il mito che ha fallito |
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Titolo | Esportare la libertà. Il mito che ha fallito |
| Autore | Canfora Luciano | Prezzo Remainder - 55%
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€ 5,40
(Prezzo di copertina € 12,00 Risparmio € 6,60)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2007, 104 p., rilegato |
| Editore | Mondadori
(collana Frecce) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi | | 
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| Da sempre i governi e gli stati coprono con altisonanti dichiarazioni i motivi spesso cinici che stanno alla base delle guerre da loro scatenate. Secondo Luciano Canfora, il proposito americano di esportare la libertà in Iraq è solo l'ultimo esempio di questo oliatissimo meccanismo propagandistico. Sparta combatté la guerra del Peloponneso sostenendo di voler liberare i Greci dall'oppressione ateniese; le guerre napoleoniche determinarono la trasformazione della Francia rivoluzionaria in impero bonapartista; i conflitti regionali della Guerra Fredda (Vietnam, Medio Oriente, Afghanistan), furono sempre inseriti nel contesto di una lotta per l'affermazione della democrazia nel mondo. Canfora dimostra in un'analisi acuta e spesso provocatoria che la politica internazionale si è sempre servita del richiamo all'ideale libertario per coprire le logiche di lotta per il dominio che inevitabilmente condizionano lo scenario internazionale. Un appassionato atto d'accusa contro le nefandezze compiute in nome di nobili principi e supremi ideali e allo stesso tempo un disincantato repertorio di casi storici recenti e remoti, accomunati da quella che Canfora definisce una emblematica "torsione morale, culturale e politica" che consente a uno stato di perseguire una cinica politica di egemonia, fregiandosi allo stesso tempo del titolo di difensore della libertà.
| La recensione de L'Indice |
 Non c'è molto di nuovo sotto il sole, dice Luciano Canfora, quando si guarda all'attuale politica americana verso Afghanistan e Iraq. L'attacco motivato dalle più sacre intenzioni per ragioni di propaganda e presentabilità aveva già contraddistinto gli ateniesi del V secolo a.C. nei loro rapporti con i Sami e i Meli. Atene aveva infatti punito con crudeltà queste due popolazioni, ree di non volerla appoggiare nella lotta contro i Lacedemoni, proclamandosi in lotta per la libertà dei popoli ellenici. Da parte sua, all'inizio della guerra del Peloponneso, anche Sparta aveva promesso la libertà a quanti si fossero battuti contro Atene, per poi conculcarla in modo sistematico dopo avere sconfitto appunto Atene. In sostanza, seguendo una sorta di Realpolitik, per conseguire i loro scopi imperialistici Sparta e Atene tendevano entrambe a presentarsi come paladine della libertà presso i circonvicini con il fine di vedersene riconoscere un'altra, ben più remunerativa: la libertà d'azione. Lo stesso Napoleone godette dell'immagine del liberatore, anche fra intellettuali della statura di Foscolo o di Beethoven, almeno fino al 1802-1803. Discorso analogo si può fare, secondo Canfora, per Stalin. L'autore, che non approfondisce molti spunti per l'evidente urgenza di spostarsi sull'oggi, conclude rilevando che "procedure di esportazione manu militari di un modello politico-sociale (considerato irrinunciabile e perciò meritevole persino di un disastroso crollo d'immagine) non si possono ripetere più volte". Propone infine una lettera di Khomeini a Gorbacëv, datata 1° gennaio 1989, sull'ineluttabile fine del comunismo, documento di considerevole interesse. Daniele Rocca |
Media Voto: 4.66 / 5Davide (28-04-2007) Un ottimo saggio, come nella miglior tradizione del Professor Canfora.
Le vicende raccontate nei capitoli mettono in luce come il programma di esportazione di idealità e di modelli politici ("libertà", "democrazia", "socialismo", ecc.) copra in realtà esigenze di potenza.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Dario Giorgianni (16-04-2007) E' una tematica interessante.Non appena ho letto il titolo mi è subito tornata in mente quella famosa frase di Tacito :"Ubi solitudinem faciunt,pacem appellant".
Il progetto di esportare la libertà,sebbene sia banale a dirsi,ha sempre in se una doppia finalità :il potere.
Ma non è solo questo.Entrano in gioco anche aspetti economici,sociali e strategico - militari.In questa grande guerra globale,chi è più forte deve insegnare a vivere a chi,secondo la credenza comune,non è in grado di farlo.Ma il punto è uno : la legittimazione.Chi mi da il potere di dire chi sa vivere e chi no?L'argomento è lungo e qui non è il caso affrontarlo.Grazie comunque al Prof. Canfora per averci offerto questa eccellente ricostruzione storica,unita ad un commento esaustivo sull'argomento. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Luca (23-03-2007) Un capolavoro di analisi "realpolitika". La Storia delle pelosissime filantropie interstatali, delle "sacrosante" esportazioni di qualsivoglia Bene Politico, dei soggiogamenti geoeconomici e geopolitici, della Politica di Potenza, alla luce dei fatti ricorrenti e dei Leitmotiv retorici ideologici giustificazionistici. La fagocitosi senza cosmesi. La Storia senza Retorica. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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