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Volpi Roberto - La fine della famiglia. La rivoluzione di cui non ci siamo accorti |
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Titolo | La fine della famiglia. La rivoluzione di cui non ci siamo accorti |
| Autore | Volpi Roberto | Prezzo Remainder - 55%
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€ 7,42
(Prezzo di copertina € 16,50 Risparmio € 9,08)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2007, 151 p., rilegato |
| Editore | Mondadori
(collana Frecce) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi | | 
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| È riconosciuta come una delle strutture portanti di quel complesso edificio che è la nostra società. È al primo posto in tutti i sondaggi che indagano sui valori che le giovani generazioni ritengono essenziali per la loro vita e il loro futuro. È un fondamentale elemento della nostra identità, del costume e della cultura popolare. È la famiglia italiana: padre, madre, figli e magari nonni, zii e cugini a profusione. Ogni tanto sui giornali o in televisione si sente dire che in Italia non si fanno più figli, che i divorzi aumentano e che i giovani restano a casa dei genitori ben oltre i trent'anni, ma la forza dell'archetipo familiare non viene intaccata: gli italiani restano convinti di vivere in una società composta in grandissima maggioranza da famiglie tradizionali, forse meno ampie di un tempo, forse passate attraverso un divorzio, ma pur sempre basate su una coppia di adulti con i loro figli. Come ci dimostra Roberto Volpi, invece, la realtà del paese è completamente diversa: un quarto delle famiglie è formato da un solo individuo, quasi un altro quarto da coppie senza figli, e per il resto da una maggioranza di coppie con un unico figlio e da un numero crescente di famiglie con un solo genitore. Ma i freddi, incontestabili dati dell'Istat, che costituiscono la fonte primaria ma non unica di questa ricerca, raccontano molto di più e tracciano un ritratto davvero sconcertante della società italiana, che negli ultimi decenni è cambiata ben più di quanto crediamo.
Media Voto: 4 / 5Lelio Dall'Osso (20-07-2008) Un esempio di saggistica sociologica ben argomentata, documentata e pur tuttavia di lettura sempre agevole. Se molto è condivisibile, compresi gli allarmi sulla futura tenuta di una società tanto atomizzata, resta comunque il dubbio: non avranno forse ragione, almeno in parte, i giovani ad evitare di affrettarsi a costituire la loro famigliola, e a chiudersi dentro, con l'assillo della vita di coppia, i bambini molesti, l'incombere delle rate del mutuo, e le altre delizie del caso? Ed i nostri bisnonni (uomini abbrutiti dalla fatica di un lavoro bestiale, donne vecchie a trent'anni, sfasciate dalle maternità, caterve di figli gettati nel mondo all'ingrosso) quella condizione non l'avranno forse subìta per stato di necessità e impossibili alternative, o invece liberamente scelta, convinti della superiore virtù della "famiglia numerosa"? Insomma, se un certo mondo è finito, si può discutere sulle conseguenze ed i problemi, ma non pare il caso di mettere il lutto. Grande è il disordine sotto il cielo: la situazione non sarà precisamente ottima, come avrebbe detto il Presidente Mao, ma almeno gli spazi di libertà nelle scelte individuali si sono ampliati rispetto al passato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Claudio Ti (11-04-2007) L'analisi impietosa dei dati statistici ufficiali dimostra ancora una volta quanto sia distante la realtà italiana dall'immagine che continuano a mostrarci i mass-media e la classe politica. L'esposizione dell'Autore è chiara e comprensibile a tutti i lettori e gli spunti sociologici che propone sono estremamente interessanti. Questo libro dovrebbe essere letto obbligatoriamente da tutti coloro che operano in politica (a qualsiasi livello), dai sindacalisti, dai giornalisti e persino dai pubblicitari e dagli esperti di marketing. Prendere atto della reale composizione delle famiglie in Italia è condizione indispensabile per qualsiasi attività socio-politica e commerciale, qualunque sia il background culturale ed ideologico. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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