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Oliva Gianni - «Si ammazza troppo poco». I crimini di guerra italiani... | "Non si ammazza abbastanza!", ammonisce nel 1942 il generale Mario Robotti, comandante dell'XI Corpo d'Armata italiano in Slovenia e Croazia. Nello scenario drammatico e complesso dei Balcani, infatti, l'Italia fascista reagisce alla resistenza jugoslava, albanese e greca con brutale durezza: rastrellamenti, villaggi incendiati, esecuzioni sommarie, internamento di migliaia di civili. In questo saggio Gianni Oliva prosegue la sua rivisitazione delle pagine dimenticate della storia nazionale affrontando il tema, ancora oggi poco noto, dei 1857 ufficiali e soldati di cui fu chiesta l'estradizione per crimini di guerra. Dall'analisi di queste vicende emergono le strategie di controguerriglia, le atrocità inferte e quelle patite, ma, soprattutto, affiorano le ragioni che hanno determinato sessant'anni di oblio creando lo stereotipo degli "italiani brava gente".
Media Voto: 4.5 / 5Maurizio (24-04-2012) Autore "eccentrico" su alcuni temi dell'Italia del fascismo e del dopoguerra che possono sembrare marginali, ma che invece aiutano a capire, a 90 anni dalla presa del potere da parte dei fascisti e a quasi 70 dalla fine degli eventi bellici, l'Italia di oggi e la sua societa'. Questa ricerca e' dedicata ai crimini di guerra italiani nel periodo dal 1940 al 1943, in Croazia, Slovenia, Albania e Grecia e ai quasi 2000 soldati e ufficiali italiani di cui fu chiesta, invano, l'estradizione al governo italiano dai governi di quei paesi. Militari protagonisti di eccidi efferati di civili e di partigiani dei paesi balcanici, vittime della guerra d'aggressione fascista e dell'occupazione militare. Nessuno, o quasi, dei responsabili fu mai estradato o condannato in Italia dopo il 1945, soprattutto a causa di una sorta di congiura del silenzio delle forze politiche italiane, dovuta certamente alle esigenze della politica estera postbellica. Bello e importante il volume, di un autore che andrebbe letto tutto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
monica (12-03-2012) Scatta l'offensiva dell'Asse contro il Regno di Jugoslavia e una parte dei territori vengoo annessi all'Italia. Si italianizzano le strade i cognomi vengono chiuse le scuole slave licenziati gli insegnanti, proibite le funzioni religiose non in lungua italiana, si confiscano i beni. Essendo in realta' tutto quanto amministrato da Hitler, il Generale italiano Roatta voleva emergere nella sua brutalita' adducendo "si ammazza troppo poco" e da qui si cominciano i pogrom contro gli ebrei, si devastano villaggi ammazzando tutti gli occupanti, intere aree abitate trasformate in deserti, si deportano intere popolazioni nei campi di concentramento in Italia e in Slovenia. Italiani brava gente? Devo ammettere che leggendo questo saggio una buona parte di questi soldati italiani non fu da meno delle SS di Hitler, e non credo che il motivo fosse solo a causa della guarra in atto. Una pagina buia della nostra storia. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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