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Buttafuoco Pietrangelo - Le uova del drago | Eughenia Lenbach è giovane e bella. Ed è un soldato ad altissima specializzazione, anzi è considerata addirittura il "primo soldato del Reich". E infine è una spia, scelta personalmente da Hitler. Opera in un ufficio commerciale al porto di New York, e non c'è nave che, grazie alle sue segnalazioni, riesca a uscire indenne dagli agguati dei sottomarini tedeschi dell'Atlantico. Scoperta, viene spostata su tutt'altro fronte e per ordine diretto del Nido delle Aquile scende in paracadute sui monti delle Madonie, in Sicilia. Siamo all'inizio dell'estate del 1943 e lo sbarco degli alleati è imminente... Una storia intricatissima, e vera, da cui Buttafuoco ha tratto un romanzo.
Media Voto: 2.4 / 5Lady Libro (03-05-2011) Uno dei libri più brutti che io abbia mai letto in vita mia. L'ho trovato talmente brutto che non l'ho nemmeno terminato (non sono neanche arrivata a metà): è terribilmente noioso e soporifero, è un'assurda, ingarbugliata e intricata accozzaglia di eventi incomprensibili e assai difficili da seguire. Sconsigliatissimo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Carlo (06-05-2010) Di cattivo gusto, fastidioso e noioso. Il succo della storia è che i tedeschi sono buoni e gli angloamericani cattivi. Non sono riuscito a finirlo perché la noia mi ha divorato e anche un pò il disgusto per i giudizi revisionistici e antistorici. I poveri tedeschi traditi! I crudeli e sadici angloamericani! Non ci sono personaggi di razza ebrea, chissà in quel periodo cosa facevano ... gli ebrei. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
giorgio (22-09-2008) Detto subito che non mi sembra di eccessivo buon gusto che l'eroina del romanzo sia una Eughenia Lenbach, donna-soldato "di pura razza ariana" prediletta nientemeno che da Hitler, ritengo che se si volevano rivalutare i militari italiani che combatterono fino alla morte dopo lo sbarco anglo americano o condannare l'operazione di rientro in Sicilia dei mafiosi condotta dagli americani si sarebbe potuto operare in un contesto meno rocambolesco, che ha tolto credibilità a tutta la vicenda. Ma pensiamo a quei musulmani inviati dal Gran Muftì ospiati nei conventi dei frati! Se ci si volesse informare sulla realtà di queste vicende si potrebbe leggere "Arrivano i nostri" di Alfio Caruso: aiuterebbe anche a distinguere il (poco) reale dal (molto) inventato delle "Uova del drago". Un accenno allo stile: "Poi,però, nella plaga delle frequenze sfasciate da scrosci di disturbo, il segnale criptato..." (pag.259). L'ho trovato quanto meno pesante ed enfatico. Ma Buttafuoco è giovane: l'attendiamo a migliori imprese.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Mario (28-06-2008) Da due anni a questa parte ho ripreso il gusto di leggere e con sistematicità, tra gli altri debbo ringraziare proprio l’autore di questo romanzo che l’anno scorso ebbe tanto successo e tanto scalpore (scandalo) suscitò nella stampa e nella critica: Pietrangelo Buttafuoco, giornalista (di destra) ed ora affermato scrittore (di destra). Il romanzo s’intitola “Le uova del drago”, edito da Mondatori nel 2005.
Mi sono sempre piaciuti i romanzi storici e questa opera prima mi incuriosiva particolarmente: conoscevo l’autore come giornalista su Tempi o il Foglio ed ora per Panorama, a volte ne apprezzavo le fulminee battute anche se non sempre “politically correct” - e come potevano esserlo da uno che non disprezzava dichiararsi di destra, anzi fascista!
Il romanzo, scritto con un linguaggio asciutto ma al tempo stesso con un respiro epico e poetico, descrive un aspetto poco conosciuto della seconda guerra mondiale dal punto di vista di chi la persa (quella guerra): è ambientato in Sicilia (terra dell’autore) e racconta la vicenda di alcune spie tedesche nella Sicilia “liberata” da americani ed inglesi. La verità delle vicende si confonde con la rappresentazione teatrale dell’opera dei pupi, lasciando al lettore il compito di approfondire o meno gli spunti e le provocazioni che il testo fa emergere. Per facilitare questo compito al termine del romanzo è proposta una ricca bibliografia, alcuni di questi testi non ancora tradotti in italiano. L’autore orgoglioso di essere siciliano e di appartenere ai cosiddetti “sconfitti” ha il merito di aprire la nostra mente ad una visione della realtà secondo schemi non ufficiali, senza per questo non essere credibili e veritieri. Da leggere. – Voto: 7. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ugo (14-11-2007) Lo stile dello scrittore è sapiente e ironico.La storia mi è piaciuta molto,forse però si è perduta in un estremo intrigo di vicende...ma del resto tratta di una donna spia e soldato,dotata di capacità organizzative e di tanta spietatezza che quasi ho stentato a credere che la storia sia realmente accaduta e proprio qui in Sicilia.Complimenti a Buttafuco. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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