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Pennacchi Antonio - Il fasciocomunista. Vita scriteriata di Accio Benassi | È il 1962 e "Accio" ha 12 anni. È in seminario - sognava di fare il missionario - ma ora s'è stufato e vuole tornare a casa, a Latina. Lì, però, non lo accolgono troppo volentieri: sette tra fratelli e sorelle, più un padre operaio e madre in crisi di nervi. E allora scappa da casa, non va più a scuola, s'iscrive al MSI. Gira con la catena sotto l'impermeabile, entra ed esce dalla questura, lo espellono dall'MSI, entra nel Movimento Studentesco, diventa maoista... Antonio Pennacchi racconta la storia di un eroe istintivo, stupido, goffo, attaccabrighe, arrogante, sentimentale.
15 recensioni presenti. Media Voto: 3.6 / 5Pino Chisari (22-09-2011) Dato il carattere decisamente autobiografico della storia raccontata, viene da chiedersi quali siano i valori ideologici reali nelle scelte polititiche dell'autore. Lo stile sanguigno e, almeno all'apparenza, sincero è comunque un valore che rende un po' più digeribile questa storia che, per alcuni versi, sarebbe altrimenti noiosa e banale. Di certo c'è molto di una certa generazione (alla quale appartengo anche io); vorrei tuttavia pensare che i dolori, i drammi, i lutti ed il successivo sfacelo sociale che quella generazione ha portato non siano solo frutto della voglia di 'menare' che caratterizza il protagonista. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Guido-Maria (02-10-2009) Bel libro, fortemente evocativo di un epoca e di luoghi particolari. Divertente e scorrevole da leggere, ironico quanto basta. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Consuelo (30-08-2009) Alcune critiche mi sembrano ingenerose.COncordo con Francesco,è vero
l'autore manca di stile letterario, non siamo davanti ad un capolavoro, lo scrittore viene dalle fabbriche e non dal bello scrivere ma resta una lettura fresca, simpatica e una bella ricostruzione di anni importanti della nostra storia. Credo che la sufficienza se la merita tutta Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Elsa (25-08-2009) Un autore che ha tutti i limiti del parvenu culturale, di chi scopre tardi e male cose
che tutti sanno. Con una punta di fastidiosissimo provincialismo. In questo saggio
c'è anche tantissima noia aggiuntiva. Qua e là la butta sulla simpatia e la confidenza. Ma è troppo poco.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Gabriella (24-08-2009) Sono perplessa. Perché sì va bene, questo è un libro che una lettura la merita. C'è di peggio. Ma un capolavoro no, per piacere. Lo stile è volutamente basso, colloquiale, "neorealista". Diciamocela tutta: lo stile è sciatto, tenuto su da un continuo ammiccare al lettore, dando di gomito con battutine da bar e parolacce. La struttura narrativa è esile, tutta prevedibile, dilettantistica, da metà libro in poi persino stanca e ripetitiva, non sarà un caso che nella trasposizione cinematografica soggetto e sceneggiatura siano stati firmati da altri. Modesto e retorico, infine, il contenuto. Un'operetta che si può leggere.Ma bisogna essere chiari e onesti: se ne può fare tranquillamente a meno. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Alessandro Colia (10-03-2009) Partenza fulminante, la prima metà del libro è avvincente e originale ma poi si perde nella ripetitività dei pensieri e delle situazioni. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
francesco f.innella@tin.it (10-09-2008) Pennacchi pur mancando manca di stile letterario lo si può definire, tutto al più un tardo realista, è efficace nel ricostruire la storia di quegli anni difficili, dove i giovani corrosi dalla dissoluzione passavano dalla destra alla sinistra con molta disinvoltura. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
manu (26-05-2008) Stupendo. Da leggere tutto d'un fiato... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lalli (07-11-2007) PENNACCHI HA VERAMENTE RICEVUTO IL DONO DELLA SCRITTURA ED ALCUNI SUOI PERSONAGGI SONO INCANTEVOLI.PERO' NEL LIBRO C'E' QUALCOSA CHE NON SI COMPIE PERCHE' LA STORIA AD UN CERTO PUNTO SCORRE POCO FLUIDAMENTE...FORSE E' QUESTA LA RAGIONE PERCUI NEL FILM DAL LIBRO ISPIRATO TUTTO VIENE STRAVOLTO! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Gabriele gabryfontana@hotmail.it (13-10-2007) Un opera neorealista ambientata negli anni '60, un pezzo di storia della nostra nazione, un protagonista che ti trascina nelle sue storie, facendoti ridere, commuovere, riflettere. Una perla. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
janie jones (09-10-2007) Dice: "C'era bisogno di un libro così?" E la risposta non può che essere positiva. Accio Benassi è un personaggio unico a cui è impossibile non affezionarsi. Non si può rimanere indifferenti al suo interminabile interrogarsi su tutto ciò che lo circonda e sulle vicissitudini che gli capitano nel corso della sua "vita scriteriata". Pennacchi ci ha regalato una vera chicca con questo suo romanzo che, tra i tanti pregi, ha anche quello di mostrare in modo vivace e avvincente uno spaccato della storia del nostro Paese. Lo consiglio a tutti... leggetelo e avrete fatto "metà del vostro dovere"! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
luca lookluc77@hotmail.com (28-08-2007) Come spesso accade film e romanzi non vanno molto d'accordo, e il vantaggio delle immagini che si riescono a creare leggendo certe storie non hanno paragoni con quelle impresse sulla pellicola. Mio fratello e' figlio unico ha in comune con questo libro solo il nome del personaggio principale. Un film discreto, simpatico primo tempo, meno convincente il secondo, ma un libro decisamente interessante. Un autore che non conoscevo, e che deve essere scoperto. Un libro da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alessandra rudina79@libero.it (29-05-2007) Il libro è ben scritto ed è scorrevole nella lettura! Il protagonista è un personaggio originale e fuori dagli schemi, ma allo stesso tempo molto tenero e sensibile!
L'unica pecca è che si parla troppo di politica... anche se visto il titolo era prevedibile! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Gianca (06-05-2007) Ottimo romanzo. Pennacchi ha fatto metà del suo dovere scrivendolo, aspetto l'altra metà. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luca moviesat@movie-sat.com (16-04-2007) Un capolavoro della letteratura italiana. Un vero maestro. Consigliato a chi ha voglia di iniziare un libro con la speranza che non finisca mai. Scanzonato e drammatico, Pennacchi rende queste pagine indimenticabili. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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