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Grossman David - Che tu sia per me il coltello |
In un gruppo di persone, un uomo nota una donna sconosciuta che sembra volersi isolare dagli altri. Yair, commosso da quella che egli interpreta come un'impercettibile e ostinata difesa, le scrive una lettera, proponendole un rapporto profondo, aperto, libero da qualsiasi vincolo. Un mondo privato si crea così fra loro e in questo processo di reciproco avvicinamento Yair e Myriam scoprono l'importanza dell'immaginazione nei rapporti umani e la sensualità che si nasconde nelle parole. Finché Yair si rende conto che le lettere di quella donna stanno aprendo un varco dentro di lui, chiedendogli con imperiosa delicatezza una inaspettata svolta interiore...
14 recensioni presenti. Media Voto: 3.71 / 5Geffy Gemondi@libero.it (19-12-2009)
Mah! Stenta a decollare...anzi, direi che non decolla affatto!!!
Voto: 2 / 5 |
Anna (11-12-2009) Pochi scrittori, perlomeno contemporanei, sono riusciti a sviscerare così bene l'animo di due personaggi, affini ma distinti sotto svariati punti di vista. La scrittura di Grossman è un crescendo di penetrazione sentimentale ed è davvero come la lama di un coltello che affonda nelle radici delle passioni e si rigira nelle piaghe dei sentimenti. Raggelante il finale di cui, forse, non sono riuscita ad afferrare bene il significato. Voto: 4 / 5 |
martina bornslippy@live.it (28-10-2009) yair decide di essere libero di sentirsi nella sensazione che non ha forma e non ha consistenza.
la mancanza di realtà non significa idealizzazione.
è il percorso di un uomo nella sua interiorità tramite myriam-il coltello, toccando l'ossessione, la distruzione, la fantasia, le forme del corpo.
è un percorso che l'uomo si deve con coraggio.
uscendo dai limiti della realtà si conosce la verità del proprio essere.
la libertà di sentirsi è più importante della realizzazione di se stessi nella realtà.
noi non siamo concreti, siamo solo pensieri da racchiudere sotto pelle.
i nostri corpi sono lo strumento che dà suono alle nostre sensazioni e ai nostri pensieri.
senza pelle
nudità
Voto: 5 / 5 |
TheBabyFairy (30-08-2009) Molto profondo e significativo, ma non di facile lettura. Personalmente l'ho trovato ben fatto e per niente banale. Voto: 5 / 5 |
OskarSchell (06-05-2009) Per gli amanti di Grossman, un vero capolavoro di sentimenti e sensazioni. Voto: 5 / 5 |
giada (01-10-2008) Un libro che porto ancora nel cuore, per me veramente bellissimo...cambierei solo il finale! Voto: 5 / 5 |
marilia (11-09-2008) denso, fitto, intricato, pieno.
pieno di parole, di pensieri, di sentimenti.
brutto e bello.
difficile e coinvolgente.
scomodo ma da leggere. Voto: 4 / 5 |
Francesco (03-09-2008) Un’opera complessa, non di facile lettura. Per lunghi tratti banale e ripetitiva. Senza un filo logico. La parte più interessante, che rivaluta tutta l’opera è quella conclusiva, la lunga lettera di Myriam. Solo qui Grossman da prova della sua arte. Voto: 2 / 5 |
andrea tueme28@hotmail.com (21-03-2008) mi dispiace per Grossman, che reputo un grande, ma questo libro che ho comprato fin dalla sua prima uscita parecchi anni fa mi ha deluso totalmente. Ho cercato per ben tre volte di leggerlo e per ben tre volte non sono riuscito ad andare avanti. Una noia infinita, lento, non banale, ma senza adrenalina nelle parole e nell'anima. Non mi divertiva, non mi emozionava e alla fine ho desistito; leggere deve essere gioia, passione ed emozione. Questo libro non era nulla di tutto ciò. Voto: 1 / 5 |
roberta sibilio (27-02-2008) libro interessante anche se in alcuni punti lievemente noioso. Voto: 3 / 5 |
angelab. (18-02-2008) meraviglioso. Voto: 5 / 5 |
Carlotta sinestesia25@gmail.com (12-02-2008) Noioso. Ripetitivo. Non c'è scrittura e il soggetto è di una banalità imbarazzante. Un libro che non decolla e di conseguenza non fa decollare il lettore. Grossman vende per profondo e introspettivo il luogo comune camuffandolo attraverso un linguaggio apparentemente nutrito che in verità si rivela troppo spesso vuoto e inefficace. Voto: 2 / 5 |
F. username15@inwind.it (18-01-2008) Fin dalle prime pagine si capisce che si tratta di uno di quei libri che lasciano il segno, che si invidia chi ancora deve leggerlo.
La storia, cioè la corrispondenza epistolare tra uno sconosciuto che cerca di accedere all'universo intimo e complesso di una donna che ha solo visto nel gesto di incrociare le braccia, diventa una provocazione in questi tempi di paura dello sconosciuto.Mostra quanto sia un'esperienza unica e ricca il poter conoscere una persona, ogni singola persona. E per poter emozionare non serve raccontare chissà quali avventure della propria vita, essere simpatici e brillanti, basta esprimere le proprie paure, debolezze, speranze. Il libro parla di questo, non è una storia d'amore, sebbene ne abbia l'alta poesia e certe frasi rimangono scolpite nell'animo romantico di ognuno di noi, ma di emozioni, di amore per lo scrivere, di voglia di lasciare spazio all'immaginazione(il protagonista dice subito che non vuole incontrare la donna a cui scrive "per non percorrere strade già note").
Il problema è che dopo questo libro gli altri vi risulteranno un pò leggeri,senza spessore... Voto: 5 / 5 |
Loredana (19-09-2007) Geniale, coinvolgente, folle, asfissiante, limpido, ingarbugliato, noioso, fastidiosamente infarcito di religione e sensi di colpa e che ti imbocca di parole fino alla nausea... insomma un libro che non sapevo se odiare o amare, uno di quelli che lascia il segno ovunque... nel corpo, nell'anima e nella mente Voto: 4 / 5 |
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