|
|  |
Hemingway Ernest - Addio alle armi | Composto febbrilmente tra il 1928 e il 1929, "Addio alle armi" è la storia di amore e guerra che Hemingway aveva sempre meditato di scrivere ispirandosi alle sue esperienze del 1918 sul fronte italiano, e in particolare alla ferita riportata a Fossalta e alla passione per l'infermiera Agnes von Kurowsky. I temi della guerra, dell'amore e della morte, che per diversi aspetti sono alla base di tutta l'opera di Hemingway, trovano in questo romanzo uno spazio e un'articolazione particolari. È la vicenda stessa a stimolare emozioni e sentimenti collegati agli incanti, ma anche alle estreme precarietà dell'esistenza, alla rivolta contro la violenza e il sangue ingiustamente versato. La diserzione del giovane ufficiale americano durante la ritirata di Caporetto si rivela, col ricongiungimento tra il protagonista e la donna della quale è innamorato, una decisa condanna di quanto di inumano appartiene alla guerra. Ma anche l'amore, in questa vicenda segnata da una tragica sconfitta della felicità, rimane un'aspirazione che l'uomo insegue disperatamente, prigioniero di forze misteriose contro le quali sembra inutile lottare.
6 recensioni presenti. Media Voto: 3.83 / 5AMORE-MORTE-GUERRA (07-04-2011) AMORE-MORTE-GUERRA
Questo libro è l' esaltazione di questi tre tragici concetti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefano gallotta (21-10-2009) finito di leggere da meno di un'ora.. un romanzo assolutamente emozionante, la capacità descrittiva di Hemingway è straordinaria.
Consigliato a chi vuole saperne di più della grande guerra, dell'Italia e degli italiani di un secolo fa: il tutto a fare da cornice ad una grande storia d'amore.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mj (09-06-2009) Aspettava qualcosa di meglio!!!Non fa altro che bere , bere e bere!!!!!E poi e troppo ripetitivo. L'unica cosa interessante sono le descrizioni dell'Italia... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Fabio (23-04-2009) I cultori di Hemingway mi perdoneranno per quello che sto per scrivere? Scusate ma questo libro mi è piaciuto molto meno di quello che mi aspettavo. Forse, o meglio sicuramente, non ho la preparazione culturale-letteraria per poter gustare questo libro e questo autore. Pazienza! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Piero Suriano dereg@caltanet.it (21-01-2008) Addio alle armi può essere letto in due modi: come romanzo d’amore immerso in uno scenario di guerra o come libro di guerra che sfocia in un inno all’amore eterno. Questo a seconda delle prospettive dalle quali ci si pone e dal tipo di lettore interessato. Nel primo caso, l’irrequieto tenente Frederic Henry, troppo poco americano nel credere alla favola della operosa bontà umana e troppo poco europeo nell’avere fede assoluta nella fratellanza universale, e la diafana Catherine Barkley, talmente bella, bionda e onesta da far pensare che esista solo nell’immaginazione dell’innamorato, si stagliano nell’orizzonte narrativo del romanzo oscurando le vicende tragiche della guerra che si riducono ad una cornice ingiallita di un quadro appena dipinto e dai colori sempre vivaci. Nel secondo caso invece, la guerra diventa la protagonista del libro e i lutti che ne conseguono, anche la morte di Catherine e di suo figlio, appaiono solo inevitabili effetti di meccanismi messi in moto da qualcuno che fa leva sulle bassezze della natura umana. In entrambi i casi si perde qualcosa: l’universalità delle passioni umane e l’intima individualità che le differenzia l’una dall’altra nell’atto di realizzarsi concretamente. Ciò che unisce ineluttabilmente amore e guerra nel romanzo è la costante presenza, talora discreta, talora sfacciata, della morte che pervade i pensieri dei personaggi, anche quando sono felici, o fingono o si sforzano di esserlo. Amara è la conclusione di Henry: essere chiamati alla vita senza un perché, come il bambino che la sua Catherine porta in grembo, o i commilitoni Aymo e Rinaldi, e con la stessa meccanica e brutale assenza di spiegazioni dover dir di sì all’appello della morte quando si sta appena assaporando la vita non richiesta. Splendida la descrizione dell’arrivo della neve che segna la fine dell’autunno e l’inizio della vita di trincea. La neve diventa la testimone silenziosa dell’impossibilità degli uomini di superarsi in guerra o di addivenire ad un accordo in pace. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Paolo Cordaro pacordaro@tiscali.it (02-05-2007) Una delle opere più importanti di Hemingway, un romanzo in cui non manca nulla, dalla descrizione della guerra alla storia d'amore, dalla sofferenza per gli orrori delle battaglie, all'infausto destino che attende i protagonisti del romanzo. Accurata la descrizione della disfatta di Caporetto. Tratti due film dal testo, uno del 1932 (da vedere) e l'altro del 1957 (rinunciatevi). Infine il film "Amare per sempre" narra la storia d'amore tra Hemingway e Agnes Von Kurowsky, ossia la relazione sentimentale che ha ispirato il romanzo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Hemingway Ernest |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|