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Buchignani Paolo - Fascisti rossi. Da Salò al PCI, la storia sconosciuta... |
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Titolo | Fascisti rossi. Da Salò al PCI, la storia sconosciuta di una migrazione politica 1943-53 |
| Autore | Buchignani Paolo | Prezzo Sconto 15%
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€ 8,33
(Prezzo di copertina € 9,80 Risparmio € 1,47)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2007, 316 p., brossura |
| Editore | Mondadori
(collana Oscar storia) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| "Fascisti rossi'", "fascisti comunisti", "camicie nere di Togliatti". Li chiamano così, tra gli anni Quaranta e Cinquanta, gli avversari politici. Loro si definiscono "ex fascisti di sinistra della corrente di "Pensiero Nazionale". Fanno capo a Stanis Ruinas, provengono dalla Repubblica sociale italiana e individuano nel Pci il referente politico più idoneo e affidabile per realizzare quella rivoluzione popolare e anticapitalista inseguita invano nelle file della repubblica nera. In questo libro Paolo Buchignani ricostruisce il rapporto, in apparenza impossibile, che si creò tra il gruppo di Ruinas e i dirigenti di Botteghe Oscure. Si tratta di uno studio che suscitò, fin dalla prima edizione nel 1998, un vivo interesse e ampie polemiche. Oggi, nel mutato clima culturale e nell'acceso dibattito in corso, torna di prepotente attualità. Infatti, nel riportare alla luce un episodio rimasto a lungo ignoto, sconvolge schemi consolidati e rassicuranti - per esempio quello della radicale diversità e dell'irriducibile opposizione tra comunismo e fascismo - e offre un significativo contributo a una rilettura critica e non ideologica di un passato che continua a interferire nel nostro presente.
Media Voto: 3 / 5Euge esibona@yahoo.it (10-10-2008) In due parole, istruttivo ma ripetitivo. Volendo invece fare un'analisi più approfondita è forse un libro sottovalutato, ma che dovrebbe essere letto di più e fa capire la differenza fondamentale tra due tipi di fascisti: quelli per cui l'unico principale nemico è il comunismo, e si sentono fascisti e di destra; quelli per cui sia liberismo che comunismo sono nemici da combattere, per cui si sentono e proclamano fascisti, ma non di destra, e continueranno a rimanere nel limbo sconosciuto della "terza via", almeno finchè non attueranno davvero quella rivoluzione social- popolare di cui dovrebbero essere i portatori. Troppo facilmente, o opportunisticamente, sono cacciati nel calderone dell'estrema- ultra- super- destra, in realtà se guardate i loro programmi potrebbero stare benissimo a sinistra o all'estrema sinistra. Ma non perchè inconsciamente essi sono talmente di destra che sfondano a sinistra, come anch'io erroneamente in passato credetti, bensì perchè in quanto prefascisti (del '19) e/o filorepubblicani sociali (repubblicHIni è l'aggettivo dispregiativo afffibiatogli dalla parte avversa, che sarebbe quella democratica), prendono deliberatamente alcuni idee a destra, Patria, Dio e Famiglia, e altre a sinistra, antiliberismo, statalismo, antiborghesismo, difesa dei più poveri. Tanta gente di sinistra li ripudia a priori, in realtà se ci parlasse ci andrebbe molto d'accordo, come già successo, come dice questo libro. Inoltre, si capisce perchè ci sia tanta confusione sulle idee di destra e di sinistra, e tanta gente che abbraccia quest'ultima idea ritiene che certi valori ne facciano parte o siano almeno neutrali, perchè scopri che è stata una politica opportunistica del PCI per prendersi i voti di elettori in teoria avversi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
sasso (16-02-2008) Il saggio di Buchignani è molto interessante e documentato, anche se inevitabilmente indirizzato ad un pubblico se non di addetti ai lavori, quanto meno di iniziati delle vicende politiche del nostro paese. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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