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García Márquez Gabriel - Cronaca di una morte annunciata | Santiago Nasar morirà. I gemelli Vicario hanno già affilato i loro coltelli nel negozio di Faustino Santos. A Manaure, "villaggio bruciato dal sale dei Caraibi", lo sanno tutti: presto i fratelli della bella quanto svanita Angela vendicheranno l'onore di quella verginità rubatale in modo misterioso dall'aitante Santiago, ricco rampollo della locale colonia araba. Tutti lo sanno, ma nessuno fa alcunché per impedirlo: non la madre della vittima designata, non il parroco, non l'alcalde, neppure una delle numerose fanciulle che spasimano per il Nasar. E così la morte annunciata lo sorprende nel fulgore di una splendida mattinata tropicale. Ma non per agguato o per trappola: un destino bizzarro e crudele fa sì che la fine di Santiago si compia per un concorso di fatalità ed equivoci, mentre gli stessi assassini fanno di tutto perché qualcuno impedisca loro l'esecuzione. Basato su un fatto reale, Cronaca di una morte annunciata venne pubblicato nel 1981 (un anno prima del Nobel a García Márquez) e, pur nella brevità, rappresenta uno dei vertici della sua narrativa: un romanzo magistrale che sa fondere i toni della tragedia antica con il ritmo di una detective story in una grandiosa allegoria dell'assurdità della vita, l'apoteosi della fatalità.
16 recensioni presenti. Media Voto: 3.31 / 5anna nibba (11-02-2012) Molto conosciuto e molto celebrato: secondo me piu' di quello che dovrebbe essere. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
dalia (05-07-2011) Adoro Marquez ma questo libro non mi è per niente piaciuto. Ripetitivo, noioso, senza mordente. Durante la lettura mi venivano in mente scene dal Processo di Kafka ma il livello non è, ahimè, minimamente paragonabile. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
mario (23-11-2010) CAPOLAVORO! Semplicemente perfetto. Il miglior romanzo breve del '900. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Simone (08-10-2010) Vuoi per la costruzione particolare che a me in qualche modo ha ricordato il film Rashomon di Kurosawa, dove ogni personaggio fornisce la sua versione della storia. Vuoi perché Marquez ha una scrittura elegante, leggera, dove realismo e magia (in questo caso una magia di fondo che rischiara ambienti e personaggi) procedono a braccetto. Vuoi perché il lettore non può fare a meno che parteggiare per Santiago Nasar, il protagonista destinato a un esito tragico fin dal titolo del romanzo. Per questi e molti altri elementi "Cronaca di una morte annunciata" è un libro straordinario. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sebastiano (22-04-2010) Uno splendido romanzo nel puro stile di Marquez.
A prescindere dai riferimenti espliciti a Cent'anni di solitudine, mi è sembrato di rivivere le stesse atmosfere magiche. La storia e tutt'altro che banale, così intrisa di paradossi e contraddizioni, coincidenze ed omissioni, in un intreccio di storie che sembrano tutte incanalate da una forza superiore verso l'inevitabile destino che attende il povero Santiago!
La cronaca di una morte decisa più dal fato che dagli uomini che come spesso accade nelle opere di Marquez sono soltanto dei burattiti mossi dal DESTINO! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
duilio (20-03-2010) Bello e affascinante non capisco assolutamente chi l'abbia considerata una lettura lenta considerato il fatto che è una cronaca e inoltre è molto più scorrevole di tante altre opere di Marquez. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Greta (07-01-2010) assolutamente noioso e banale... cosi piccolo e pure sembrava di nn finire mai Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Blea (08-10-2009) Libro che sicuramente non può deludere chi apprezza in Gabo la magia che ammanta ogni sua storia. Cronaca di una morte annunciata è l'allegoria della fatalità del destino, che esula dalla colpa o dall'innocenza, ti trascina per le pagine come un libro giallo anche se qui non c'è nessun assassino da scoprire nè tantomento alibi da difendere; sappiamo già chi ucciderà chi, tanto è scritto già nel titolo, ciò che resterà nelle nostre domande è il perché, ma non è la stessa domanda che ci poniamo quando subiamo qualcosa che ci coinvolge sulla quale non abbiamo nessun potere?
Bellissimo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Intro87 (04-09-2009) Francamente trovo incredibile che tra i commenti ci sia qualcuno che affermi che la trama sia banale o il ritmo lento.
Dimostra pienamente di non aver compreso la chiave di lettura di questo libro. Essendo cronaca di una morte annunciata è stupido aspettarsi colpi di scena e pagine veloci.
Ben altro è da ammirare in queste (poche ma corpose) pagine. Un esempio per qualsiasi giornalista, un modello per qualsiasi scrittore. Ciò che importa, e deve risultare, è il modo in cui viene realizzata la cronaca di un avvenimento "bizzarro" in un piccolo paese dove tutti, ma proprio tutti, si conoscono.
Consigliato a chi sappia leggere senza incontrare in ogni pagina scoop o colpi di scena. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Lodovica (13-06-2009) wow...davvero emozionante, specie il finale!!
Mi piace la ricostruzione che fa l'autore di quest'omocidio, bravo Marquez, un vero maestro della letteratura! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
KINE (14-03-2009) Non mi è piaciuto per niente. Forse lo dovrei rileggere con più attenzione, e giudicarlo poi, anche se sembra strano che in un libro di 90 pg. mi sono annoiato parecchio. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
zaraffa siculo (11-10-2008) ORRIBILE LIBRO,DAL MOMENTO CHE SEMBRA PERVASO DI UNA LARVATA APOLOGIA DEI CRIMINALI SVENTRATORI E DI UNA PATINATA ELEGIA DELLA PROSTITUTA FINTA VERGINELLA.COLOMBIANO. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giuseppe Gr. (27-06-2008) Il libro nn si fonda sull'effetto sorpresa.. il titolo svela già il finale ma la storia, grazie al Grande Autore (a cui io sono devoto!) assorbe sempre piccoli grandi colpi di scena che allonatana la nuvola della banalità e illumina una serie di eventi, in un posto e in un epoca che a me risulta un po' fantastici in quanto misto di una serie di effetti di epoche e gente diverse, che fa del libro un'opera da leggere, cn il cuore ma soprattutto cn la testa, in quanto evidenzia l'assurdità della vita.. Voto:7 Voto: 4 / 5 |  |  |  |
vale90 (02-05-2008) Questo libro è uno dei più brutti che abbia mai letto. E' il primo e l'ultimo libro di marquez che leggo. La trama è banale e la scrittura poco scorrevole. Non vedevo l'ora di finirlo per non doverlo più leggere. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
anna lilli.beth@inwind.it (20-04-2008) ho letto questo libro dopo tutti gli altri di marquez. lo consiglio perche e* costruito in modo cosi avvincente che il lettore non riesce a mollarlo finche non lo ha finito. ha un ritmo ed una capacita di aumentare progressivamente l attesa che fanno riconoscere il grande scrittore. psç ho letto che l autore lo considera, dopo cent4anni di solitudine il proprio miglior libro !! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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