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Chiara Piero - La spartizione | Emerenziano Paronzini, solerte funzionario statale e reduce di guerra, giunto scapolo alla soglia della mezza età, ha maturato la solenne decisione di prendere moglie. La scelta è caduta sulla non più giovane ma benestante Fortunata Tettamanzi, che vive insieme alle due sorelle minori, Camilla e Tarsilla. L'inaspettata corte dell'interessato pretendente mette però a rischio il consolidato ménage familiare delle tre zitelle, ciascuna ben determinata a farlo innamorare di sé. All'uomo non rimarrà altra soluzione che accettare la situazione e farsi "spartire" fra le tre. Pubblicato per la prima volta nel 1964.
12 recensioni presenti. Media Voto: 4.75 / 5Renzo Montagnoli (30-01-2012) Emerenziano Paronzini, un impiegato statale di mezza età, ha idee ben chiare in testa: è giunto il momento di accasarsi, di trovare una moglie, non necessariamente bella, ma che rappresenti per lui una sicurezza, un approdo definitivo in attesa dell'ultima stagione.
E' così che nella sua ricerca, in cui spirito di osservazione e fiuto istintivo procedono appaiati, s'imbatte nelle tre sorelle Tettamanzi, zitelle ormai, timorate di Dio, anzi quasi beghine, senza problemi economici e con una vecchia, ma comoda casa in paese, circondata da un bel giardino. Belle non sono, anzi a voler essere realisti sono proprio brutte, anche se qualche particolare anatomico non è disprezzabile. E così come la faina si avvicina al pollaio con circospezione, il Paronzini guata le prede, fino a riuscire a introdursi nella loro dimora.
La scelta cade sulla più anziana, Fortunata, ma il corteggiamento di un uomo, del tutto ormai inatteso, sconvolge l'equilibrio familiare, provoca scariche ormonali al punto che tutte e tre le sorelle decidono, autonomamente beninteso, di farlo innamorare. E così, se la scelta formale sarà per Fortunata, portata infatti all'altare, Emerenziano Paronzini si farà in tre, passando da un letto all'altro, accontentando così anche le altre due che, per la prima volta, nella loro ingessata vita da nubili, conosceranno la felicità.
Secondo romanzo di Piero Chiara, dopo Il piatto piange, La spartizione vanta un'invidiabile freschezza, una leggerezza narrativa che presenta, per la prima volta nella produzione dell'autore luinese, una misurata ironia che fa muovere più al sorriso che alla risata, che stempera qualche scena un po' troppo erotica, restituendo all'atto sessuale quella sua naturalezza che solo secoli di calunnie hanno relegato fra i peccati.
La spartizione è un romanzo sicuramente piacevole e divertente e quindi la lettura è senz'altro consigliata. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Rita Belloni (24-12-2011) Semplicemente bellissimo insieme a "Il pianto piange", "Il cappatto di astrakan" e "La stanza del vescovo". Un capolavoro! Godibilissimo!Indimenticabile la figura della domestica Teresa. Leggetelo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
chiara (27-06-2011) un'opera promossa a pieni voti: una stotia sagacee, divertente, scorrendo la quale si coglie il pensiero di Piero Chiara sull'amore, sulla vita, sul tempo.
E uno scorcio di storia, che scorre leggero senza annoiare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Simone (10-03-2010) Bellissimo, delicato e ironico! Una chicca da non perdere assolutamente! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maria russo dixon (01-08-2009) Chiara ebbe grande successo e notorietà negli anni 70 , tanto che di questo romanzo ci fu una versione cinematografica "Venga a prendere un caffè con noi" con Ugo Tognazzi questa sì sparita dalla circolazione.
Chiara un 'effemeride della debole letteratura italiana, come probabilmente sarà Camilleri. Intanto Fruttero e Lucentini, Umberto Eco stavano intanto affilando i pennini.
Chiara piaceva molto alle signore e a Maurizio Costanzo. Fosse vissuto di più, avrebbe avuto come rivali Mazzantini o Ammanniti e allora sì che ce l'avrebbe fatta a farsi prendere in considerazione. Beati monoculi, in orbe caecorum
Maria Russo Dixon Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Alessio manrico79@gmail.com (13-07-2009) Un capolavoro troppo ignorato. La grazia dello stile, l'acutezza dell'ironia, l'eleganza della prosa: Piero Chiara, uno scrittore che sta tra i grandi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ale bedica alebedica@hotmail.it (27-10-2008) "Con costanza,silenzio e buona tempra si possono ottenere risultati sorprendenti". Sotto l'avventura tragico grottesca delle sorelle Tettamanzi si nasconde un accurato studio di Estetica del Brutto. Chiara dimostra di conoscere non solo gli scrittori che farà leggere al suo Paronzini (Manzoni,Poe,Zuccoli,Dostoevskij,Mantegazza,in questo ordine),ma anche le classificazioni scientifiche del mondo naturale di Ulisse Aldobrandi,che nel seicento affermò che i 'mostri' devono essere considerati fenomeni perfettamente naturali:perciò tanto il bello quanto il brutto sono frutto di un uguale sforzo creativo e sono pertanto qualità 'raggiunte'.Chiara,nella sua analisi,provocatoriamente contrappone le tre Grazie,Aglalia lo splendore,Eufrosine la gioia e Talia la perfezione,simboleggianti l'ideale a cui l'uomo deve tendere,a Tarsilla le gambe,Fortunata i capelli e Camilla le mani,a dimostrare la ricerca personale del sublime. Chiara,ancora,sembra citare,Freud,per il quale l'ironia è l'espressione delle idee che violano la censura dei tabù.Infine la 'scena madre' della spartizione e ricomposizione delle tre mele marce,che opera il Paronzini alla tavola delle tre sorelle, richiama la frantumazione delle convenzioni tradizionali nel brano "Tre pezzi in forma di pere" di Satie. La spartizione non è solo un libro 'divertente';Chiara non è solo un bravo caricaturista. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
francois francoissanders@gmail.com (21-10-2008) "Di lui parlava un intero paese,e il suo nome sarebbe rimasto come un simbolo dei risultati che si possono ottenere con la costanza e col silenzio,con la buona tempra e con lo stomaco forte".Con queste parole,che sembrano un epitaffio,si conclude La spartizione.
Emerenziano Paronzini è stato un eroe.Non è morto per eccessive fatiche sessuali. L'infarto non è stato causato dal giornaliero amore che gli offrivano alternativamente le sue tre ancelle,ma,probabilmente,dalle sei uova (due a colazione,due a pranzo e due a cena)che sempre con costanza e silenzio ha mangiato per due anni.
"Camerata Emerenziano Paronzini!" "Presente!" Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luciana (13-09-2008) Questo spassosissimo romanzo (scoperto grazie a IBS) è una vera "chicca"... lo sto consigliando a tutti gli amici/amiche "libridinosi" come me. La scrittura è perfetta: ogni parola, frase o pensiero sono al posto giusto al momento giusto. Da non perdere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Angelita (20-03-2008) I libri di Piero Chaira li ho scoperti di recente, dopo aver letto Vitali, e me ne sono innamorata. Questo è sicuramente uno dei più divertenti e ben scritti a mio parere.
Consiglio anche la lettura de "I giovedì della Signora Giulia".
Buona lettura Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Elena elena191174@hotmail.com (31-08-2007) Leggendo questo tipo di romanzo ci si sente pronti ad ascoltare gli aneddoti scabrosi raccontati sottovoce da una saggia nonnina di paese: decisamente rilassante. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvia (27-08-2007) Qualche anno fa avevo letto Il pretore di Cuvio e I giovedì della signora Giulia con un certo interesse ma senza essere particolarmente trasportata. Dopo aver divorato tutti i libri di Vitali e dopo aver visto che qualcuno lo paragonava allo scrittore luinese ho deciso di rimettermi ai romanzi di Piero Chiara. Ho ricominciato con questo e ne sono rimasta molto soddisfatta. La storia è intrigante, la pittura della vita di paese, sempre presentata con impagabile ironia, è arguta e precisa. Purtroppo il romanzo finisce troppo presto dato che non si arriva alle 150 pagine, tuttavia i vari personaggi - Emerenziano, la triade Fortunata, Tarsilla, Camilla e il povero Paolino - restano a lungo nel cuore. Per comletare la lettura suggerisco di vedere il film "Venga a prendere il caffè da noi" con Ugo Tognazzi, interessante trasposizione cinematografica curata da Chiara stesso che appare nella pellicola come personaggio secondario. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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