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Calabresi Mario - Spingendo la notte più in là. Storia della mia famiglia...

Spingendo la notte più in là. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo
Zoom della copertina
TitoloSpingendo la notte più in là. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo
AutoreCalabresi Mario
Prezzo € 14,50
Prezzi in altre valute
Dati2007, 131 p., brossura
EditoreMondadori  (collana Strade blu)

Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi

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Descrizione
È la mattina del 17 maggio 1972, e la pistola puntata alle spalle del commissario Luigi Calabresi cambierà per sempre la storia italiana. Di lì a poco il nostro paese scivolerà in uno dei suoi periodi più bui, i cosiddetti "anni di piombo", "la notte della Repubblica". Quei due colpi di pistola però non cambiarono solo il corso degli eventi pubblici, ma sconvolsero radicalmente la vita di molti innocenti. La storia dell'omicidio Calabresi è anche la storia di chi è rimasto dopo la morte di un commissario che era anche un marito e un padre. E di tutti quelli che hanno continuato a vivere dopo aver perso la persona amata durante la violenta stagione del terrorismo. Mario Calabresi, oggi giornalista di "Repubblica", racconta la storia e le storie di quanti sono rimasti fuori dalla memoria degli anni di piombo, l'esistenza delle "altre" vittime del terrorismo, dei figli e delle mogli di chi è morto: c'è chi non ha avuto più la forza di ripartire, di sopportare la disattenzione pubblica, l'oblio collettivo; e c'è chi non ha mai smesso di lottare perché fosse rispettata la memoria e per non farsi inghiottire dai rimorsi. La storia della sua famiglia si intreccia così con quella di tanti altri (la figlia di Antonio Custra, di Luigi Marangoni o il figlio di Emilio Alessandrini) costretti all'improvviso ad affrontare, soli, una catastrofe privata, che deve appartenere a tutti noi.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 112 recensioni presenti.  Media Voto: 4.78 / 5

amelia (28-10-2009)
Mario Calabresi,con immenso garbo e sconfinata sensibilità ci fa capire che volendo si può superare persino il rancore. Tutti noi, forse, per motivi vari nella nostra vita, abbiamo avuto bisogno di "spingere la notte più in là" per sopravvivere ad un dolore.
Voto: 5 / 5

sandra (26-10-2009)
Profondo, reale e commovente. E’ uno dei pochi libri che sono riuscita a leggere in un pomeriggio. Ne ho consigliato la lettura a mio figlio affinchè possa capire il significato degli anni di piombo che noi abbiamo vissuto come giovani studenti. La figura della madre Gemma è significativa e pregnante. Una donna forte e coraggiosa che a mio avviso ha saputo trasformare una tragedia familiare in un percorso di riconciliazione quale supporto educativo per i suoi figli affinchè potessero conoscere, approfondire e comprendere il loro dramma al di fuori dell'odio e della violenza.
Voto: 5 / 5

Bernard Dino (14-09-2009)
Se non piangerete lacrime di rabbia, cominciate a preoccuparvi. Fosse per me, questo libro dovrebbe sostituire subito l’inno di Mameli. Ma invece Cannavaro può dormire sonni tranquilli, l’Italia ha ormai superato il concetto di dignità, quindi teniamoci il parapà, parapà, parapappappappapà e godiamoci gli amici terroristi che con un sacchetto di tarallucci ed un bicchiere di vino sono liberi di celebrare la pochezza del Paese che hanno insanguinato. Mario Calabresi è uno educato, che parla sottovoce ed espone i fatti. E’ uno che quando tra cent’anni sarà chiamato a rendere conto delle sue debolezze umane, avrebbe il diritto di alzare timidamente il dito per dire “Mi scusi Dio, prima di giudicarmi, mi permette una domanda? Ma Lei, perché ha creato l’Italia?” “Io? Beh, ehm, cioè…vede, vabbè, vada pure. Avanti un altro!”. Calabresi ovviamente questa domanda non la farà, perché è troppo avanti, però rende bene l’imbarazzo che questo libro trasmette ad una coscienza civile. Vi saluto adesso, vado a comprarmi l’altro libro, su quelli che ce l’hanno fatta, magari con un po’ di speranza in più riesco a smettere di vomitare su questa terra, amica degli assassini e un po’ meno degli assassinati…
Voto: 5 / 5

Aquila (07-07-2009)
Indispensabile. Un testo che coinvolge a pieno il lettore, da farsi leggere "in un fiato". La storia è centrata sulla famiglia Calabresi, costretta a subire ingiustizie e luoghi comuni che sono andati e vanno avanti per decenni. Molto istruttivo. Fa aprire gli occhi su vicende scomode, preferibilmente evitabili da molti fornti politici, su cui si è fatta davvero poca chiarezza.
Voto: 5 / 5

Paola (04-06-2009)
Condivido i commenti positivi. Da leggere per diversi motiivi, anche per avvicinarsi alla Storia, che è reale nelle storie dei singoli individui, e non solo dei pochi nomi celebri.
Voto: 5 / 5

Francesca (04-06-2009)
Un libro da leggere e far leggere a tutti. Necessario, chiaro, commovente. Soprattutto qualsiasi sia la propria idea è evidente che la posizione di Mario Calabresi non può non essere presa in considerazione, conosciuta e capita. Questo libro ci permette di fare tutto ciò, una grande occasione.
Voto: 5 / 5

Roberto (15-05-2009)
Io non credo tanto alla ricostruzione storica sul terrorismo fatta da chi ne è stato vittima.Quale obbiettività potrebbe avere l'autore? Difatti leggendolo mi pare proprio sia stato cosi. Consiglio la lettura di Camilla Cederna (che non è un'estremista)in "Pinelli. Una finestra sulla strage". Che racconta tutta un'altra storia.
Voto: 2 / 5

tilia (10-05-2009)
Sono una persona che ama tantissimo la storia in generale. Vengo da un paese dove la storia a avuto e tutt'ora ha un ruolo importante, come in tutto il mondo. Ho saputo de l'uscita di questo libro, quando fu proprio Mario Calabresi a fargli pubblicita ed a parlare dell'importanza e dei suoi valori. Leggendolo fui molto indignata sapere che ci sono persone come noi, e anche peggio che si sono permesse di decidere quando, dove, perche deve finire una vita, senza farsi minimamaente una domanda o ideea di quello che succedera dopo. Grazie a persone come Mario Calabresi, che hanno avuto il coraggio di raccontare la verita anche da questo punto di vista, la storia viene conosciuta meglio. Grazie di averci fatti conoscere la realta di quei tempi e la sofferenza a qualle furono costretti tutti i familiari delle persone uccise con barbarita. Chiedo scusa a tutti i lettori per gli errori di grammatica, che spero siano comprensibili. Di nuovo grazie di cuore!
Voto: 5 / 5

Alessandro (22-04-2009)
Conosco Mario da sempre. Il mio ed il papà sono stati amici. Vivevamo nella stessa Milano, avevamo lo stesso cappoto grigio e la stessa moto elettrica. A lui hanno ammazzato il padre, a me no. Ma solo per un caso. Anche il mio avrebbe potuto fare la stessa fine. Erano colleghi di stanza. Grazie Mario!
Voto: 5 / 5

rainbow tempofranco@inwind.it (27-01-2009)
Di questo libro, molto scorrevole e caratterizzato da grande valore narrativo, colpisce soprattutto la serenità d'animo (che non c'entra nulla con il buonismo e il perdonismo che oggi vanno così di moda) con cui è scritto. Non so se possa influire il fatto che Mario aveva solo due anni quando il papà è morto. Forse mia figlia, che ne ha parecchi di più, se perdesse il babbo allo stesso modo, non saprebbe essere tanto pacata. Quanto al resto, è bello come l'autore ricordi costantemente il dolore delle altre vittime del terrorismo senza polarizzare in modo assoluto l'attenzione sulla sua esperienza. Fa poi molto riflettere la sua scelta ideologica (sembra proprio di capire che è un progressista) la quale potrebbe apparire strana visto che la sua famiglia è stata rovinata da un'aberrante "idea" che si definiva "di sinistra". In realtà la lezione che giunge da questo libro è che la violenza, l'intolleranza, il fanatismo stanno sia a destra che a sinistra, anche se sarebbe bello non stessero nè a destra nè a sinistra.
Voto: 4 / 5

annamaria (12-01-2009)
Bello, molto bello. Letto d'un fiato, con il nodo in gola. A chi voleva i nomi e gli approfondimenti: non credo volesse essere un saggio storico-politico-sociale sugli anni di piombo. Soprattutto un grazie a Mario Calabresi per il suo contributo a fare posto sugli scaffali delle librerie anche alle "altre voci".
Voto: 5 / 5

gloria (09-01-2009)
mi è piacuta molto la semplicità e la profondità dell'autore nella stesura del libro,diretta, ma non cruda,vera, complimenti
Voto: 4 / 5

UCCI (16-12-2008)
Un libro eccezionale, che non racconta solo i fatti pubblici degli "anni di piombo", ma racconta anche quelli privati, i pensieri e il vuoto, si il vuoto che lascia la perdita di una persona amata e di come questo vuoto rischia di riempirsi di odio e nulla più. "Spingendo la notte più in là" commuove semplicemente raccontando la realtà dell'Italia degli anni '70. Mario Calabresi nella sua storia,che è anche la storia di tutti noi italiani,da anche alle altre vittime del terrorismo un ampio spazio.
Voto: 5 / 5

sandrina66 (11-12-2008)
Un libro necessario. Da leggere
Voto: 5 / 5

Diego diegolanza@libero.it (21-11-2008)
Una lama tagliente che apre una ferita non del tutto rimarginata. Un pugno allo stomaco questo libro, blocca il respiro, devi fermarti due o tre volte perché rischi di iniziare a piangere. Mario Calabresi dà un calcio alla notte, in maniera commovente, emozionante. Una grande lezione!
Voto: 5 / 5

Giovanni B. (11-11-2008)
Bellissimo. Mi ha anche commosso, pur essendo un libro che non è scritto con toni da commozione sdolcinata. Esemplare il tono con cui parla Mario Calabresi. Esemplari le figure di sua madre e di suo padre: non sono due eroi... o forse lo sono, ma di quell'eroismo del quotidiano che non splende più di tanto, poichè si nasconde dietro alla normalità. Me ne avevano parlato bene, di questo libro, ero preparato.., ma nonostante ciò non è bastato e ne sono rimasto comunque colpito.. uno stile di vita che tocca il cuore, nel profondo e anche senza alcun tono polemico...non era facile.
Voto: 5 / 5

michele68 (04-11-2008)
Trovo che in questo libro venga rappresentata la consapevolezza della condizione di vittime (di un sistema) e che se ne reclami quindi la dignità, almeno nella misura necessaria, cosa che nel nostro paese non sempre è stata riconosciuta. C’è la dimostrazione che la spinta che scaurisce da esperienze drammatiche non è solo diretta verso l’abisso del dolore e della dissoluzione, ma può altresì innescare un percorso per uscire dal tunnel usando tutte le virtù disponibili: una madre si è assunta la responsabilità di governare da sola la propria famiglia e da come ne scrive M.Calabresi lo ha fatto magnificamente, sua madre secondo me è una figura emblematica, un grandissimo esempio di una dignità straripante. Anche all’autore riconosco le capacità, di cui nell’infanzia può solo avere avuto un principio, che ha saputo coltivare e affinare, e le ha sapute utilizzare per ricostruire un percorso nella storia italiana in cui trovasse significato ciò che era accaduto. Esprimere il giudizio personale nei limiti del consentito è legittimo, ma considero squallide le critiche che richiamano situazioni e teorie ormai insostenibili che l’autore, con questo libro, tenta di “spingere più in là” tenendole comunque agganciate attraverso la fune della memoria, la fune che ha saputo intrecciare negli anni lungo il cammino a cui accennavo. Aggiungo infine che, essendo io quasi coetaneo dell’autore, penso che abbia contribuito a tutto ciò pure la maturità dei quarant’anni, cosa di cui mi sto rendendo personalmente conto: una maturità che non cresce da sola però, ha la sua genesi, che non è una passeggiata, ma prestandole le dovute cure sa ricompensare con gli interessi. Un ottimo libro.
Voto: 5 / 5

Massimo BLANC (20-10-2008)
Ho letto questo libro subito dopo aver avuto una perdita x me molto dolorosa (mia mamma) e l'ho trovato molto toccante. Credo che la perdita di un genitore sia difficile da accettare da parte di ognuno ma io ho avuto la fortuna di stare con Lei x tanti anni mentre Mario Calabresi non ha avuto il tempo di gioire, parlare, giocare con suo padre. Ritengo che gli sia stata tolta una opportunità di "vivere" la vita che nessuno gli possa ridare. Libro molto bello. Complimenti all'autore.
Voto: 5 / 5

manuela carlino (14-10-2008)
il libro non si può non leggere! ed oltre alle emozioni che sprigiona tanta ammirazione per Mario Calbresi
Voto: 5 / 5

Tiziana (25-09-2008)
Complimenti a Mario Calabresi che ha saputo raccontare con dolcezza, ma anche con lucidità, la tragedia che ha colpito la sua famiglia. Ho letto il libro in 3 gg e l'ho trovato molto istruttivo, specie per chi come me è nato proprio durante gli Anni di Piombo e non puo' dunque avere ricordi di quel periodo così tragico per il nostro paese. Avevo già una stima enorme del povero commissario Calabresi, vittima prima di tutto della stampa e della disinformazione del tempo, e questo libro non ha potuto che far crescere la mia ammirazione nei confronti di quest'uomo, così semplice ma così speciale
Voto: 5 / 5

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