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Ferrandino Giuseppe - Spada |
Filippo Bornardone entra a Parigi in uno splendido mattino d'autunno. Arriva da Napoli, in tasca porta una lettera di raccomandazione per il capitano dei moschettieri, d'Artagnan. Al fianco esibisce orgoglioso una spada in puro acciaio di Pomigliano. Ha lo sguardo limpido e fiducioso del soldato e nelle orecchie il fascino esaltante dei racconti dello zio che l'ha educato al mito dei quattro spadaccini di Francia. Ma il suo entusiasmo dura poco. Appena sceso dalla carrozza un malinteso lo fa cadere in una serie vorticosa di eventi che determineranno il suo destino, votandolo alla più audace delle imprese: diventare moschettiere del re catturando Aramis, il cavalier d'Herblay, nemico giurato della corona. E mentre il giovane insegue il suo sogno e il suo nemico in un incalzare di fughe, agguati e scontri, alle sue spalle si tessono gli abili intrighi di una nazione ormai corrotta ma che non ha perduto il proprio fascino abbagliante. Così la sua ricerca spasmodica di giustizia si mescola ai piani di un'aristocrazia allo sbando, rovinata dai debiti di gioco e dalla sete di potere, che però ancora mantiene intatto il brio dei salotti, l'accortezza disincantata delle dame e la spregiudicatezza dei politici.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788804568483
Spada
Filippo Bornardone entra a Parigi in uno splendido mattino d'autunno. Arriva da Napoli, in tasca porta una lettera di raccomandazione per il capitano dei moschettieri, d'Artagnan. Al fianco esibisce orgoglioso una spada in puro acciaio di Pomigliano. Ha lo sguardo limpido e fiducioso del soldato e nelle orecchie il fascino esaltante dei racconti dello zio che l'ha educato al mito dei quattro spadaccini di Francia. Ma il suo entusiasmo dura poco. Appena sceso dalla carrozza un malinteso lo fa cadere in una serie vorticosa di eventi che determineranno il suo destino, votandolo alla più audace delle imprese: diventare moschettiere del re catturando Aramis, il cavalier d'Herblay, nemico giurato della corona. E mentre il giovane insegue il suo sogno e il suo nemico in un incalzare di fughe, agguati e scontri, alle sue spalle si tessono gli abili intrighi di una nazione ormai corrotta ma che non ha perduto il proprio fascino abbagliante. Così la sua ricerca spasmodica di giustizia si mescola ai piani di un'aristocrazia allo sbando, rovinata dai debiti di gioco e dalla sete di potere, che però ancora mantiene intatto il brio dei salotti, l'accortezza disincantata delle dame e la spregiudicatezza dei politici.
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11 recensioni presenti. Media Voto: 2.90 / 5mirko (24-05-2011) Buon libro nonostante la mole impressionante... la storia è avvincente e ricca di dettagli (saltuariamente addirittura troppi) e di intrighi nazionali spesso al limite della realtà (basti pensare alle svariate vicende amorose di un ragazzo appena arrivato in un nuovo Stato); unica nota negativa è che alcune volte ci si perde con i dialoghi quando ci sono "scene" con più persone... Nel complesso libro consigliato anche se forse prima bisognerebbe leggere "i tre moschettieri" ed i successivi due volumi di Dumas... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maria russo dixon (09-12-2010) Abbandonando il provincialismo da stracittà o strapaese, Giuseppe Ferrandino, uno scrittore italiano con due grandi successi alle spalle("Pericle il Nero" e "Il Rispetto" Adelphi) si lancia nella grande lettratura europea e dà alle stampe una fantasiosa continuazione della trilogia dei moschettieri di Dumas. Una sorta di quarto volume dove i personaggi si muovono non più in corti di maniera, ma nella parigina borghesia rampante. Andando oltre il "Visconte di Bragelonne" Ferrandino riprende lo stile da feuilleton di Dumas imitandolo sia nella teatralità della scrittura -, dialoghi serrati nati con Marivaux (vedi Wikipedia), schermaglie di spirito e ironia, il "marivaudage", tuttora presente nelle sophisticated comedies americane - che nella struttura ad episodi i quali giustificano la complessità della trama e la lunghezza dell'opera, studiata con un numero di pagine vicine alla edizione Folio della trilogia in lingua originale. Purtroppo in Italia Dumas è conosciuto principalmente per i "Tre Moschettieri" e spesso in edizione non integrale. Per chi ha una autentica familiarità con lo scrittore francese, però, la lunghezza del testo è compensata dalla gradevolezza e dalla velocità di lettura, con numerose citazioni dai romanzi originali , come il famoso salvacondotto di Richelieu per Milady " sia assolto colui che ha fatto quel che ha fatto" Ottimo romanzo emergente nello squallore umbilicale o sanguinolento della attuale narrativa italiana.
Per ultima, una curiosità. Se il non più giovane Ferrandino, per chi non ha gradito il romanzo, invece che napoletano fosse stato brianzolo faceva differenza?
Maria Russo Dixon Voto: 5 / 5 |  |  |  |
annabo92 (30-06-2009) a me è piaciuto moltissimo.. L'ho fatto fuori in 1 settimana. Davvero bello. Riguardo ai commenti negativi che ho letto: è vero può essere pesante in alcuni punti e può piacere come no, è questioni di gusti, ma definirlo insensato è assurdo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Davide (28-06-2009) Non ho parole per descrivere questo libro, posso solo dire che è illeggibile. Trovo scandaloso che i mitici moschettieri vengano ridicolizzati da un ragazzino napoletano, per non parlare della trama e dei dialoghi proposti dall'autore. Assolutamente sconsigliato a tutti. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
VALENTINO (27-01-2009) Secondo me e un libro noiosissimo.Gli dialoghi non hanno testa e coda e delle volte non ci si riesce nemmeno a capire chi parla e perché.Come trama sono riuscito a malapena seguirla nascosta tra gli noiosi monologhi.Ci si deve avere tanta pazienza a leggere un libro di genere.Spiacente... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
angela b (08-06-2008) io questo libro l'ho trovato molto intenso, interessante, divertente, un intreccio molto ben articolato e che si lascia amare soprattutto da chi come me è appassionato delle storie di d'artagnan athos porthos e aramis. inoltre vorrei sottolineare che questa lettura credo mi abbia arricchito molto come persona, tanto che per tutto il tempo ho pensato all'autore come a una persona dotata di uno spirito non comune ai nostri tempi. mi rattristano un pò i commenti lasciati dagli altri lettori, il consiglio che posso dare io è di leggere questo libro fino all'ultima pagina, senza farsi spaventare dalla mole delle pagine, è un'opera ambiziosa e per appassionarsi alla trama bisogna superare almeno le trecento pagine! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefania (12-05-2008) Finalmente l'ho finito dopo 2 mesi che l'avevo iniziato... molto molto lento.. la parte bella è iniziata a circa 300 pagine dalla fine quando entra in scena Du Vallon.. ma è stato molto dura terminarlo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
FrEr (15-12-2007) Un delizioso romanzo di intrattenimento, da leggere la sera per distrarsi e poi magari sognare avventure, o il tempo e le emozioni in cui le sapevamo ancora sognare sulle pagine di Dumas, Salgari o Tex Willer. A 50 pagine per sera mi ha tenuto compagnia per quasi un mese, e nel frattempo ho letto altre cose molto più impegnate, serie e profonde, ma non si vive di solo quelle, e questo appuntamento adesso che ho finito mi manca - spero che Ferrandino ci dia presto i "Vent'anni dopo" di Filippo Bornardone, e che sia più lungo. Ridicolo cercare in questo romanzo il realismo fasullo di un Faletti o di un Patrick Fogli, che ciò che imitano è la televisione, e allora meglio guardare quella. Questo è un vero feuilleton, fatto della materia di cui sono fatti i sogni: duelli, amori, moschettieri, bellissime dame, gelosie, rivalità, amicizie, conversazioni su questioni di etichetta o sul senso della vita. Per una volta, nessuna morale, nessuna lezione, nessuna denuncia: solo il piacere di immergersi in una bella storia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Elisabetta V. (18-10-2007) Io invece,incredibilmente, sono arrivata fino all'ultima millesima pagina. Comunque concordo con i commenti precedenti: è un libro sensa senso, non si capisce dove voglia arrivare, nè cosa voglia dirci l'autore... Così come non capisco l'accanimento nei confronti del "povero" Aramis... Dò un punticino in più solo perchè sono inseriti i personaggi della trilogia dumasiana da me tanto amati nella mia adolescenza. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Roberto (03-10-2007) Volevo scrivere un commento, ma vedo che prima di me Lalli ha scritto esattamente quello che avevo in mente. Soldi buttati. Anch'io ho lasciato dopo 250 pagine. Secondo il mio modesto parere prima di scrivere un libro di oltre 1000 pagine (prima di scrivere ogni libro) bisogna: a)documentarsi, b)essere capaci di scrivere qualcosa di originale. Ridatemi i miei soldi! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
lalli (28-06-2007) mi dispiace ma s, pur amante del feilleton,o forse proprio per questo devo desistere dal leggere questo libro...
e' bruttissimo insensato,le donne sono tutte bellissime,i protagonisti tutti stupidi, la trama non ha senzo... forse andando avanti sarebbe migliorato ma dopo trecento pagine proprio non lo sopporto più Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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