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Fruttero Carlo - Ti trovo un po' pallida |
"Questo racconto apparve originariamente sul settimanale "L'Espresso" ma con la doppia firma Fruttero&Lucentini. Semplice il motivo: quei due nomi uniti dalla e commerciale s'erano ormai bene o male consolidati come una ditta o azienda (in realtà era semmai una società di mutuo soccorso) e sarebbe stato stupido rinunciare a un marchio così bene avviato. Ci venivano delle idee, ci presentavano delle proposte, e noi le valutavamo, ne discutevamo, e poi decidevamo se buttarci o no. La richiesta stavolta era per un racconto di genere poliziesco, avendo "La donna della domenica" diffuso tra i periodici italiani di ogni livello e genere la seguente equazione: vacanze = brama di spensieratezza = lettura di evasione = polizieschi brillanti = F&L. Cedemmo un paio di volte a tali offerte con risultati ai nostri occhi non entusiasmanti. Con Franco ci parlammo al telefono, è chiaro. Probabilmente lasciammo subito cadere la possibilità di mettere insieme un intreccio poliziesco contenibile in una ventina di pagine, e fui forse io, o forse invece Lucentini, a propendere infine per la ghost story." (Dal Backstage di Carlo Fruttero)
Media Voto: 4 / 5taffy76 (29-06-2009) Leggendo il racconto mi è sembrato quasi di sfogliare un numero di Dylan Dog, tanto surreale era la storia. Ce ne sono troppo pochi di racconti del genere. Concordo, però, con chi si è lamentato del prezzo. Voto: 4 / 5 |
carlo arcari (30-07-2008) Il volume originale, che ho letto a suo tempo con grande piacere era illustrato da una serie di bellissime foto di scena tratte da diversi film di Fellini intitolata "Dieci fantasmi femmina". Di questo racconto breve si trovano molte tracce nel successivo "Il Palio delle Contrade morte" (altro racconto gotico-toscano, ma il genere è stato rivisitato da F&L anche ne "L'amante senza fissa dimora" questa volta ambientato in una invernale e struggente Venezia. Rileggere uno dopo l'altro questi libri e scoprire le autocitazioni di nomi, situazioni, caratteri operati dalla premiata ditta, per me è sempre una vera goduria. Voto: 4 / 5 |
Simone (03-04-2008) Un racconto che nella sua brevità rimane impresso vivissimamente; abile Fruttero a tratteggiare con pochi cenni la protagonista, i suoi conoscenti altolocati e un pò fatui, la concitazione del viaggiare in auto nella campagna senese sotto il sole cocente...Bello anche il colpo di scena finale, anche se qualche"sospetto"cominciavo a nutrirlo da qualche pagina...Valido il breve"saggio"in cui lo scrittore narra la genesi del racconto. Voto: 4 / 5 |
Silvia (23-06-2007) Non male ma, forse perché letto in un momento di stanchezza, non avevo afferrato appieno certe sottigliezze del racconto che poi ho compreso leggendo il backstage. La scrittura è interessante e anche la descrizione dell'irritante compagnia che circonda Gea. Concordo sull'esagerazione del prezzo per un libro che si legge in un'ora. Voto: 4 / 5 |
maurizioliberti.style.it (14-06-2007) Mondadori ha ripubblicato questo racconto di Fruttero & Lucentini in una versione grafica elegante (ma non certo economica: 9,60 euro per 85 pagine) e aggiungendo in coda dei sapidi saggi ad esso correlati dello stesso autore. Il racconto in sè ha tutte i pregi delle opere dei due scrittori: capacità rara di fotografare l'ambiente altoborghese con le sue noie e i suoi tic, stile di scrittura sempre elegantissimo, colpo di scena finale (che non rivelerò, ma non leggete il risvolto di copertina sennò...) e personaggi descritti con minuziosa ironia. Più del racconto valgono a mio parere i microsaggi di Carlo Fruttero: impagabile quello in cui parla con affetto di Pietro Citati.
Voto: 4 / 5 |
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