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Dawkins Richard - L' illusione di Dio. Le ragioni per non credere | Richard Dawkins è uno dei più famosi scienziati di oggi e uno dei più strenui difensori della teoria darwiniana della selezione naturale. La tesi di questo suo nuovo libro, che ha suscitato un enorme clamore nel mondo anglosassone e ha generato un dibattito accesissimo, è molto semplice: Dio non esiste e la fede in un essere superiore è illogica, sbagliata e potenzialmente mortale, come millenni di guerre di religione e la recente minaccia globale del terrorismo fondamentalista islamico dimostrano ampiamente. Agli occhi di Dawkins, ogni religione condivide lo stesso errore fondamentale, vale a dire l'illusoria credenza nell'esistenza di Dio, e, con essa, la pericolosa sicurezza di conoscere una verità indiscutibile perché sacra.
Recensioni 1 - 20 di 55 recensioni presenti. Media Voto: 3.85 / 5claudio pantano lombardo.dave@libero.it (11-10-2010) Adesso qualcuno scrivera'...L'illusione di Dio?Le ragioni per credere...Dawkins dice che ''essere morti non sara' diverso dall'essere non nati''...Ma e' sicuro?O ha ''l'impressione illusoria'' che sara' cosi'...a cosa serve l'illusione in natura allora?Qual'e' il vero volto della ''verita''?Dio se esiste si puo' ammalare e morire?Se l'uomo e' eterno nell'eternita', perche' la sua eternita' dovrebbe cominciare proprio da adesso,in quale punto si trova rispetto all'infinito temporale?Domande come queste potranno mai avere una risposta che corrisponda alla verita'? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sauro (28-09-2010) In ogni cosa l'uomo è da sempre portato a trovarvi in essa un fascino che assume forme diverse a seconda di colui che lo ricerca. Cari atei convinti, voi ricercate il fascino della presa di posizione ferma di chi detiene una verità anzi la verità. Ovviamente sprizzate rabbia (è evidente in tutti i vostri commenti oltre che nel libro in esame) nel ribadire questa vostra posizione e se uno ve lo fa notare subito ribattete non sull'essenza del fatto in se reputandolo giusto o sbagliato che sia un tale atteggiamento, ma su documentati atteggiamenti analoghi del credente (ad esempio citando le crociate per i cristiani). Voi cercate il fascino dell'intelletto. E' questa la presa di posizione. Se, per assurdo, la possibilità di esistenza o meno di un Essere superiore che vi ama e che vi donerebbe la vita eterna dipendesse da voi, voi optereste per non farlo esistere. La questione prescinde l'esistenza di Dio, la questione riguarda voi! Lasciarsi almeno una speranza di un amore eterno è una delle più profonde sfaccettature dell'animo umano. Siete concentrati sulle bellezze di questa vita come un passeggero che ammira la sala di attesa in cui si trova prima del viaggio e non la meta a cui è diretto. Siete tristi. Molto molto molto tristi. Un epsilon (piccolo a piacere e prossimo allo zero, come dicono i matematici) in più di conoscenza che l’intelletto umano apporta, basta a darvi questa sicurezza indemolibile circa l’esistenza o meno di Dio?! Siete sicuri?! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Phil (16-01-2010) Un libro molto intelligente, acuto e di grande presa. Dawkins è fine nei ragionamenti e porta avanti il darwinismo contro ogni esistenza soprannaturale. Ho letto i commenti negativi, che ho trovato un po' patetici, perché ripropongono obbiezioni che l'autore nel libro demolisce completamente. Un testo che andrebbe letto nelle scuole. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Aldo Melia (10-11-2009) Grazie signor Richard Dawkins, per tutto l'aiuto che sta dando a tutta l'umanità, a liberarsi dal "BURKA" che le tiene nascosta la VERITA'. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
P.G. (03-09-2009) L'illusione di Dio può essere anche l'illusione dell'uomo, soprattutto se chi scrive mostra, volontariamente o meno, un'arroganza a tratti "disumana". L'impressione che se ne trae è di avere a che fare non tanto con un ateo "convinto", bensì con un uomo vittima del suo stesso "io". Forse è lui stesso la ragione per non credere e per non pensare. Pensare infatti, a mio modesto avviso, vuole dire lasciare spazio al dubbio e non negarlo a priori per rispondere in maniera integralista, quando non sarcastica, a quanti credono, o meglio sperano che Dio esista. Vorrei chiudere con un pensiero di S. Benni (non certo un credente!): "Non puoi niente contro questa speranza. Neanche tu, qui vicino a me sulla Terra, sai cosa accadrà". Non ci tolga questa speranza, signor Dawkins. Ma soprattutto non se la tolga lei. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Stefano 1971 (07-07-2009) Vivendo in un ambiente tradizionale e cattolico, ma avendo affrontato studi scientifici, col tempo ho trovato difficile conciliare questi due aspetti culturali e ho sempre continuato a pormi domande e cercare risposte. Ho scoperto perciò con entusiasmo l’esistenza di questo libro e l’ho letto con interesse ed anche, spero, con la serenità di non affrontare una guerra sanguinaria, atteggiamento che invece mi pare colga molti lettori di entrambi i punti di vista (ed è inevitabile che questi libri e questi argomenti polarizzino la critica su due versanti opposti). Non sono “attrezzato” per sbandierare dotte critiche filosofiche come altri qui hanno tentato di fare, però mi pare che questo libro di Richard Dawkins presenti molti pregi e anche qualche difetto. È scorrevole e leggibilissimo, chiaro. Di contro, i diversi capitoli paiono a volte slegati ed il tono qua e là travalica l’umorismo per sconfinare nell’arroganza. Il difetto più grosso è che non pochi argomenti sono trattati superficialmente e in modo platealmente parziale ed unilaterale, mentre altre pagine sono inutilmente prolisse. Ciò non scalfisce il suo maggior pregio: il coraggio e la franchezza di dire cose che nella loro semplicità sono assai ragionevoli, lineari ed evidenti eppure così lontane dal senso comune della cultura popolare prevalente (rassicurata dalle sue immutabili certezze puramente immaginarie e raramente stimolata ad un atteggiamento intellettualmente attivo e “critico” che solo un approccio scientifico – perennemente soggetto a verifica - può dare). Effettivamente la migliore traduzione del titolo sarebbe non “illusione” ma “inganno”!… Un buon libro, leggetelo! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Piero Calzona piero.calzona@fastwebnet.it (03-03-2009) In un mondo dove le religioni hanno il monopolio assoluto sulle nostre menti, c’era bisogno di un libro che potesse mettere in dubbio questo enorme fenomeno socio-antropologico, che ha portato, nel tempo, guerre teocratiche, eccidi, violenze di ogni tipo. Richard Dawkins, in questo straordinario libro, fa un’analisi molto profonda sulle conseguenze che le religioni possono apportare alla nostra cultura. Non a caso tutto quello che è nel nostro bagaglio culturale deriva da atavici modelli che si sono trasformati nel tempo in archetipi, a volte inestirpabili. Io penso che Dawkins, attraverso questo libro, abbia dato un impulso molto forte per riflettere sul passato, ripercorrendo così, un’evoluzione culturale basata anche su leggende, mitologie e storie assurde, che l’uomo, senza l’aiuto della scienza, ha costruito per soddisfare il bisogno di “credere”, per ovviare alle paure della propria esistenza. Dawkins ha dato anche degli input per riconsiderare, attraverso una visione più razionale e scientifica, questo fenomeno che è pura illusione. Nel VI e VII capitolo ha trattato ampiamente il problema sull’etica e sullo “Zeitgeist” (spirito del tempo), dimostrando che, non solo ci può essere un’etica senza Dio, ma è proprio escludendo Dio che si può avere una vera etica razionale e laica. Le religioni hanno la grande capacità di neutralizzare l’evoluzione del pensiero scientifico, perché basate su dogmi, precludendo così ogni possibile attività razionale della mente umana, una sorta di “atrofizzazione” della nostra libertà di scelta. Considero questo libro non solo edificante, dal punto di vista etico, ma soprattutto utile per sconfiggere un fenomeno che, dall’alba della civiltà, ha strumentalizzato miliardi di persone verso credenze assurde che sono degenerate in integralismi e fondamentalismi religiosi i cui risultati sono mostruose manifestazioni assolutiste che hanno distrutto il vero senso della vita. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio (15-02-2009) Anche in questa sede rischia di innescarsi per l'ennesima volta lo scontro atei-credenti, scontro che si svolge come al solito sotto le insegne della ideologia, a prescindere dai contenuti del libro. E' successo così anche per il saggio di Odifreddi "Perchè non possiamo dirci cristiani".
Io vorrei svincolarmi da questa logica... Penso che le posizioni siano inconciliabili, in quanto frutto di una diversa base culturale, umanistica da una parte e scientifica dall'altra. Semplicemente un umanista non PUO' cogliere la bellezza e la spiritualità profonda di un discorso sulla religione imperniato sulla logica e sulla razionalità. Gli mancano semplicemente i mezzi. E penso che sia questo un limite del libro: dice cose che chiunque sappia ragionare con la propria testa ha già accolto in modo semplice e naturale, mentre risultano incomprensibili e diaboliche a chi è abituato a (s)ragionare in base a dogmi e credenze infantili. Il tentativo di Dawkins di anche solo seminare un dubbio nella testa incancrenita e devastata da troppa cultura umanistica di un religioso è destinato a fallire miseramente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Simone (10-02-2009) se fosse fatto leggere nelle scuole il mondo sarebbe migliore
non ci stanno santi Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano carbo@inrete.it (25-01-2009) Cozzaglia di tesi antireligiose messe assieme senza uno sviluppo logico del discorso. Chi é poco informato in materia
tenderà a dare ragione a chi alza la voce e si fa vedere sicuro e intransigente nelle proprie affermazioni.
Piu' che ateo razionale, Dawkins sembra un integralista ateo.
Consiglio di leggere "L'illusione di Dawkins" per avere un' opinione completa in merito.
Per il resto lo consiglio anche ai credenti, in quanto non sposta l'ago delle nostre convinzioni... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
capitano (23-10-2008) tutto sommato un bel libro, sicuramente l'autore dimostra competenza in materia e padronanza nella scrittura.
unico neo è la parte centrale del libro in cui l'autore si dilunga in ragionamenti sull'esistenza di dio dal punto di vista biologico.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Stefano O (05-10-2008) Le idee di Dawkins sono forse inattaccabili,ma il libro mi è sembrato un pò noioso e eccessivamente pignolo nell'enumurazione di pretese confutazioni.Forse il problema sta a tutt'altro livello.Filosofico e non scientifico.
Ho smesso di leggerlo a pagina 200.Proverò a finirlo più in là. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Pierfrancesco C. (12-09-2008) Mi sembra impossibile non essere d'accordo con l'autore. Comunque molte delle idee del libro, e in particolare del capitolo 5, sono approfondite dal filosofo Daniel Dennett in "Rompere l'incantesimo". Altre letture correlate: "Il caso e la necessità" del biologo Jacques Monod e "Who Knows? A Study of Religious Consciousness" del logico Raymond Smullyan. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cogito ergo sum seperac@tin.it (29-07-2008) Chi crede è soggetto al dogma della Verità rivelata, l'ateo è libero.
In questo senso, il titolo "L'illusione di Dio. Le ragioni per non credere" contiene una sorta di excusatio non petita: non sono io, ateo, a dover fornire "ragioni per non credere", poiché l'onere della prova compete sempre a chi afferma qualcosa, non a chi si limita a osservare, studiare, ricercare...
Cogito ergo sum
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Angelo Napolitano avv.anapolitano@alice.it (26-06-2008) Sto leggendo il libro di Dawkins; lo trovo interessante, ma asscuro, a quanti sono interessati all'argomento, che ce ne sono tanti altri di non minore intresse, scritti da teologi cristiani (non solo cattolici), e sono i migliori per capire l'irragionevolezza di ogni religione. Dopo aver letto decine di detrattori della religione -con i quali inevitabilmene mi trovavo d'accordo- ho cominciato a leggere i non pochi coraggiosi cristiani che affrontano il problema con onestà mentale, innanzitutto Hans Kung (specie: Essere cristiani; Credo; La Chiesa)e tanti altri, ma proprio tanti... Quando le critiche all'impalcatura provengono da loro... offrono i migliori spunti di riflessione. Poi mi sono dedicato a qualche lettura di antropologia, indagando il come e il perchè l'uomo è stato indotto a "creare" l'idea di dio, a sua preceduta dall'idea del "sacro", nel significato latino di "sacer", cioè separato, diverso dall'uomo. Ho cercato di indagare il momento in cui l'ominide ha fatto il balzo da... zero a uno lungo il processo della sua "umanizzazione" e siritualizzazine.Si sconfina, ovviamente, nella preitoria, epoca per la quale si può ipotizzare solo ciò che è probabile e versomile, andando a ritroso dalle esperienze più complesse a quelle più semplici. L'idea del dio moneteista è stata preceduta dal politeismo e prima ancora dall'animismo e ancora prima dal totemismo; via via risalendo nei millenni, si arriva a quela primordiale idea del "sacro" (separato) costituito dagli effetti di due fenomeni comuni a tutti, sempre: la morte e il sogno. Il familiare, il capo, il figlio morto che ritorna in sogo impone di pensare che esista una realtà altra, "separata", quindi sacra, parallella a quella empirica e immanente. L'idea di un mondo "altro" nasce da lì. E a distanza di millenni ancora facciamo di tutto per dare un senso alla nostra ignoranza e alla nostra solitudine, guardando in alto e non accanto a noi; cercando un dio ideale e fantastico e trascurando la concretezza dell'uomo che ci sta davanti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
franco (20-04-2008) uno dei più bei libri sull'argomento mai scritti. un must! come, quando, ero più giovane, "il caso e la necessità" di jacques monod Voto: 5 / 5 |  |  |  |
massimiliano NICCOLO' niccomax@libero.it (08-04-2008) Questo è il primo libro che leggo scritto da Dawkins ed è davvero godibile. L'autore scrive in maniera semplice ma efficace, tratta argomenti difficili, ostici, ma anche il lettore "non addetto ai lavori" comprende fino in fondo il messaggio: siamo il frutto dell'evoluzione naturale della specie e non esiste un Architetto Supremo che ha inventato di sana pianta il Cosmo, l'Universo, l'Umanità eccetera. Tuttavia, se è vero che l'autore disintrega, con tremenda e razionale efficacia, i concetti fondamentali delle principali religioni, è altrettanto fuori di dubbio che lo stesso si limita (forse anche troppo) a considerare l'Uomo unicamente come essere biologico, una mera massa di materia, di sicuro armoniosamente evoluta nel rispetto di leggi naturali ma comunque sia un insieme di cellule, DNA ed atomi.Sia ben chiaro, è tutto vero, nessuno può mettere in dubbio ciò, però manca un aspetto fondamentale, un argomento spinoso che lo scienziato evita accuratamente di affrontare, dandone cenno (su 400 pagine...) solo in 5 o 6 pagine:mancano le riflessioni sul Pensiero, sull'Io,sull'Introspezione. Non sto parlando di Anima ma dell'Essere Umano come Essere Pensante. In quale momento dell'evoluzione naturale l'Uomo ha incominciato a formulare pensieri, si è guardato dentro, ha visto se stesso come essere introspettivo? Dawkins accenna a malapena, in due o tre concetti, allo svuluppo neurale che comporta la formulazione dei pensieri ma il lettore brancola nel buio e non riesce ad afferrare nè tantomeno a farsi un'idea di un concetto cosi fondamentale. Un vero peccato perchè è proprio nelle infinite disquisizioni sull'intelligenza umana che i sostenitori del Vecchio Architetto Cosmico si difendono in maniera egregia:siamo gli unici esseri intelligenti sul pianeta proprio perchè creati da un'Essere Superiore, un Essere Divino.Concludo esprimendo una mia riflessione: si raggiunge una "disperata" serenità quando si comprende che tutte le domande che ci poniamo sulla nostra esistenza non potranno avere alcuna risposta... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gianni F (13-03-2008) Prima di scrivere questo commento ho fatto quello che quasi tutti coloro che hanno dato 1 non hanno fatto, ho letto il libro. Anzi l’ho letto due volte, come gli altri libri di Dawkins, che conosco bene. Posso dirvi che L'illusione di dio non è un capriccio di un biologo che vuole vendere più copie di un suo libro (vi assicuro che non ne ha bisogno, e chi lo conosce lo sa). Accenni agli argomenti di questo libro vengono fin dal Gene egoista e via via nelle altre sue opere, e credo che Dawkins, che è nella scena letteraria da 32 anni debba ricevere un minimo di attenzione.
In questa seconda edizione inglese ci sono riferimenti davvero recenti per far capire piuttosto il clima culturale che è alla base dell'intolleranza religiosa e dell'irrazionalità.
Vedo che questo libro di Dawkins (passato rigorosamente sotto silenzio dai media) ha scatenato le ire dei fondamentalisti cattolici che ben rappresentano lo stato intellettuale dell’italiano medio. Se le critiche fossero state date una volta letto il libro le avrei accettate anche se negative. Invece la maggioranza di quelli che hanno messo un 1 (a parte qualcuno) avevano un solo scopo, cioè abbassare la media facendo del triste terrorismo culturale. E’ un peccato che l’ignoranza dilagante che c’è in Italia non si sia abbassata anzi sia aumentata proprio tra quelli che religiosamente si inchinano al dogma e all’irrazionalità. Queste persone avrebbero dovuto leggere il libro, non solo il titolo. Dicevo che è un peccato per questa zichichiana gente perché in questo libro non ci sono, come detto già da altri, le “solite” obiezioni filosofiche o scientiste sull’esistenza di dio, ci sono punti di vista diversi che stimoleranno le persone con spirito aperto. Inoltre l'argomento è per una volta interpretato alla luce dell’evoluzione, che ha molto da dire sulla patologia chiamata religione, e scoprirete il significato di “delusion”.
Insomma, alla fine non è molto importante se si cambia idea, è importante leggere, leggere, leggere. Capito? Leggete! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
raimondo44 (23-02-2008) Dawkins vuole dimostrare che Dio è una sorta di allucinazione. Persegue questo obiettivo sia criticando le tradizionali prove dell'esistenza di Dio, sia evidenziando aspetti apparentemente irrazionali delle religioni storiche. Tutto questo facendo leva sulle illimitate capacità inventive della selezione naturale, su cui mi permetto di essere un po’ scettico. Il caso e la selezione naturale possono andare a segno solo all'interno di un ordine costituito da leggi fisiche, chimiche e perfino biologiche. Che anche quell'ordine possa essere il prodotto della selezione naturale può essere solo una ipotesi, priva peraltro di evidenze a differenza della biologia. Non parliamo poi della esigenza scientifica di poterle replicare. Ammesso che l'ordinamento intelligente e razionale dell'universo possa generarsi dall'accumulo di segmenti insignificanti e ottusi si ammetterebbe una cosa mai osservata e inaudita: si sostituirebbe l'onnipotenza di Dio con l'onnipotenza della materia, si scambierebbe un miracolo con un altro miracolo, una creazione dal nulla con un'altra creazione dal nulla, un fideismo con un altro fideismo. Spinozianamente anche l'ateo Dawkins finirebbe per implicare che Dio è la cosa di cui siamo più certi.
Sorprende questo uso ideologico della scienza e l'assenza di prospettiva storica nel giudizio sulle religioni chiamate ad una resa di conti davanti ad una implacabile commissione scientifica. Gli atei facciano pure salti di gioia per questo libro. È pericoloso però che si parli di orgoglio ateo. Orgoglio genera orgoglio in un processo che può sfuggire di mano. Preferirei avere a che fare con atei che dichiarino le loro ragioni con fermezza, ma senza iattanza. Dopo tutto l'essere atei o l'essere credenti è un caso della vita. La razionalità non è prerogativa esclusiva né degli uni né degli altri e non è tutto; semmai è un terreno neutro per incontrarsi e per capirsi. Con tutti i limiti può essere un libro stimolante per chi non si lascia ammaliare da musiche troppo facili. Voto: 3/5
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Niko thesnowghost@hotmail.it (21-02-2008) Un libro che ho trovato molto interessante in quanto mi ha dato modo di vedere da altri punti di vista molte argomentazioni sull'esistenza o meno di Dio. L'ho già consigliato a svariati miei amici e conoscenti e lo raccomando a tutti i credenti e non. Offre parecchi spunti di riflessione e valide argomentazioni che confutano addirittura quanto ho leggo in alcuni commenti negativi a questo libro. Devo dire che anche se, secondo me, in alcuni tratti può risultare offensivo o piccante verso i credenti, nel complesso lo trovo un gradita lettura con tesi per me nuove non avendo letto nessuno dei precedenti libri di questo autore.
Trovo molto utili anche i continui riferimenti ad altri libri di cui credo che effettuerò l'acquisto poichè mi hanno incuriosito.
Insomma l'analisi evoluzionistica del tema religioso mi ha molto sorpreso e credo che, anche per lo stile coinvolgente e di facile comprensione, questo libro si meriti un bel 5/5.
P.S.:Credo che prenderò addirittura spunto da questo libro per la mia tesina poichè la parte "l'origine della religione" in cui viene descritta in parte la teoria dei memi mi ha davvero entusiasmato ^^. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 55
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