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Sacco Joe - Neven. Una storia da Sarajevo | L'intrepido reporter e artista a fumetti Joe Sacco ritorna in Bosnia e a Sarajevo per raccontare la vicenda di Neven, un "fixer" che aiuta i giornalisti occidentali a trovare storie da narrare, fornendo informazioni e spesso guidandoli letteralmente attraverso quell'universo spaventosamente pericoloso che è la Sarajevo del dopoguerra. Neven aveva già lavorato per Sacco ("Gorazde Area Protetta"). Nato a Sarajevo, Neven vede sotto i suoi occhi allibiti i nazionalisti serbi ribelli armarsi contro la disarmata e multietnica Repubblica Bosniaca, e finisce per combattere in difesa di Sarajevo mentre la città viene fatta a pezzi. Si unisce a bande di criminali, di ladri e di psicopatici - signori della guerra che spesso sfidavano il governo legittimo - che alla fine rispondono all'appello in difesa della Repubblica Bosniaca. Ferito in combattimento, Neven diventa un "Fixer" ma resta intimamente legato - in quanto soldato legittimo, guerrigliero irregolare e cittadino vittima della guerra - a ogni aspetto del sanguinoso conflitto. Sacco riesce a intrecciare le sue personali sensazioni di disagio, di stupore con le peripezie della vita della sua guida. Questo racconto a fumetti, ricco di suspence, utilizza strumenti visuali tipici della miglior tradizione del film noir.
| La recensione de L'Indice |
 Edito nel 2003 ma tradotto e pubblicato in Italia solo nel 2007, vede finalmente la luce l'ultimo reportage a fumetti di Joe Sacco. L'autore americano torna a confrontarsi con la vicenda bosniaca dopo la convincente prova di Gorade area protetta e lo fa con una storia decisamente originale, più intimista e meno politica delle precedenti. La vicenda, che ruota attorno al suo rapporto con Neven, un accompagnatore di giornalisti a Sarajevo, non si sviluppa in maniera lineare, ma sembra muoversi a sbalzi, seguendo un viaggio psicologico (che dura quasi dieci anni, dal 1992 al 2001) alla scoperta di un personaggio sempre più complesso e inafferrabile. Anche il disegno assume forme differenti, da un iperrealismo quasi fotografico a un tratto più fumettistico nelle descrizioni dei combattimenti, a forme quasi cinematografiche in alcune sequenze clou. Si tratta di un fumetto molto "parlato", non solo nei dialoghi ma anche attraverso l'uso di interventi esterni, a mo' di "intervista con l'esperto", talvolta troppo didascalico senza tuttavia divenire didattico. Anche sulla figura contraddittoria del protagonista l'autore non esprime giudizi morali, limitandosi a descriverne abilmente le ambiguità, le contraddizioni, l'estrema umanità. Neven ma con lui anche gli altri personaggi non ha niente di eroico, ma non corrisponde nemmeno allo stereotipo del criminale di guerra; è un uomo sempre ai margini della società, eroe-bandito in un mondo di criminali e affarista-mendicante in un mondo malamente pacificato, che non ha più bisogno di eroi. Eric Gobetti |
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