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Davies Paul - Una fortuna cosmica. La vita nell'universo: coincidenza o progetto... | Da qualche tempo, fisici, astronomi e cosmologi hanno iniziato a rendersi conto di quanto molti dei parametri fondamentali dell'universo - dalla velocità della luce, alle caratteristiche dell'atomo di carbonio - siano calibrate in modo apparentemente miracoloso per permettere l'esistenza della vita: spostamenti anche minimi nei valori di queste costanti porterebbero ad universi altrettanto fisicamente realistici del nostro, ma senza alcuna speranza di ospitare qualcosa di simile a uomini, piante e animali. Nel suo nuovo libro, il fisico Paul Davies esamina la possibilità che esistano infiniti universi paralleli al nostro, ipotesi presto scartata: secondo Davies, non esistono universi alternativi, ma solo questo, in cui le osservazioni che l'uomo compie oggi potrebbero contribuire a modellare la natura della realtà nel passato remoto. La vita e la coscienza umana non sarebbero casuali sottoprodotti dell'evoluzione cosmica, bensì i suoi attori decisivi.
| La recensione de L'Indice |
 È un libro gradevole e ben scritto, ma la prima cosa da osservare è che il titolo e soprattutto il sottotitolo dell'edizione italiana sono mistificatori di quelli dell'edizione americana, che erano, Cosmic jackpot e Why Our Universe is just right for life. Il sottotitolo italiano, in particolare, implica (a fortiori per la sua forma interrogativa) che l'autore si ispiri a un qualche intelligent design, mentre l'originale sottintende che l'autore medesimo abbia le idee molto chiare su che cosa pensa. Davies mi conferma che titolo e sottotitolo italiani non sono stati scelti da lui e l'hanno lasciato insoddisfatto. Leggendo il libro si trova che l'autore, che pure denuncia alla fine in maniera esplicita le sue preferenze, fa uno sforzo per presentare in maniera equanime le varie ipotesi su come l'universo sia nato, si sia evoluto e, soprattutto, su come appaia "proprio la cosa giusta" per lo sviluppo della vita. Questo, infatti, è il leitmotiv del libro, che si sviluppa attraverso un'analisi la più critica possibile (compatibilmente con l'inerente scivolosità qua e là dell'argomento) di tutte le teorie che sono state avanzate sull'origine sia dell'universo che della vita. Molte delle ipotesi (riprese dalla scienza "ufficiale") non sono di facile digestione, ma almeno viene fatto il tentativo di dare uno spaccato completo presentato in maniera accessibile a tutti, e la mano che lo presenta è molto esperta. Questo, peraltro, tenendo sempre presente che la materia è certo affascinante, ma spesso non facile per chi non possegga già una qualche conoscenza dell'astrofisica e delle problematiche che la disciplina ha aperto negli ultimi anni (come, ad esempio, materia oscura, struttura ed energia del vuoto, geometria dell'universo, accelerazione della sua espansione, sua origine quantistica ecc.) e le cui interpretazioni restano ancora largamente al livello di speculazioni teoriche. Enrico Predazzi |
Media Voto: 3.8 / 5orwell (18-10-2010) un libro un po' ostico ma davvero interessante Voto: 4 / 5 |  |  |  |
lobi (29-09-2008) Ho appezzato moltissimo tutti i libri di Paul Davies, ma a questo sono costretto a dare un voto meno alto, perchè mi è sembrato più un operazione editoriale(e commerciale)per fare un pò di cassa, che un reale approfondimento di quello che già l'autore ha brillantemente esposto nei sui libri precedenti. Solo gli ultimissimi capitoli sono sembrati abbastanza interessanti.
Alla fine solo un'appunto al commento di Giorgio Tarditi: da parte tua è fuorviante attribuire a Davies concetti come quello di "forza vitale", che sono concetti da teologo del rinascimento. Davies da scienziato invece, cerca di fare un'analisi sottile delle leggi di natura che comunque sembrano incidentalmente e fortunosamente per qualche ragione, favorire la vita e la coscienza. Per il resto andare dove la scienza sperimentale e teorica non può ancora dire niente significa fare un bibattito filosofico; e questo vale per tutti, Dawkins compreso. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Sarti Alex (16-07-2008) Chiaramente chi è legato alla teoria dell'evoluzionismo di DARWIN non può comprendere questo libro. Darwin ha commesso molti errori nelle sue teorie a fronte delle scoperte scientifiche odierne nei campi dell'astronomia, fisica e biologia. Ma chi vive con i paraocchi, magari influenzato e forviato da una cultura schematica, tradizionalista e chiusa non può comprendere. Non è importante quante cose una persona conosce, ma come le apprende e con quale apertura mentale. Bando a chi è stretto nella morsa delle convizioni tradizionaliste. Buona lettura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Domenico Conti d.conti6@virgilio.it (05-07-2008) Il grande Paul Davies, uno scienziato con grandi capacità divulgative, ha scritto un nuovo e fantastico libro. Analizzando le nuove teorie riguardanti la nascita dell'universo e la fisica delle particelle, ci porta a scoprire sconcertanti verità sul perchè il nostro universo è così idoneo alla vita. Un libro da non perdere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giorgio Tarditi (23-12-2007) Niente di più niente di meno da uno scienziato che ha vinto il Templeton Prize.
L'universo è frutto di una "forza vitale" - molto scientifico, senza dubbio, peccato che questa visione potesse essere plausibile scientificamente fino al rinascimento circa - non certo oggi. Tutto questo nel tentatvo di seguire una logica empiricamente smentita che l'evoluzione dell'autocoscienza sia necessaria o dovuta nella storia dell'universo.
Al di là dell'ateismo, meglio leggere Dawkins, per esempio nell' "Orologiaio cieco", o Gould, "La vita meravigliosa, per capire come l'evoluzione non abbia alcuno scopo, e la come la sua storia sia intrinsecamente contingente.
La selezione naturale, al cui agire si devono le caratteristiche adattative della nostra autocoscienza (insieme a fattori strutturali derivanti dalla storia evolutiva che non sono adattativi), è un processo differenziale cieco, privo di scopo finale ma essa NON è casuale poiché opera facendo sopravvivere/riprodurre di più alcuni individui più di altri, ovvero coloro che portano caratteri vantaggiosi in circostanze locali. Le mutazioni all'origine della variabilità dei caratteri sono invece casuali.
Davies farebbe meglio a leggersi con un po' più di attenzione gli autori evoluzionisti, prima di resuscitare teorie oggi inutili. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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