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Alighieri Dante - La Divina Commedia | Una creazione poetica di sconvolgente novità, un classico della letteratura italiana che ha rifondato la lingua e la cultura letteraria dell'Italia, viene ora presentato in una nuova veste editoriale, con un nuovo commento. Il cofanetto racchiude le tre cantiche, affiancate da volume con una raccolta di termini teologici e un rimario con l'elenco in ordine alfabetico di tutte le rime e dei versi in cui compaiono.
Media Voto: 5 / 5Lorenzo (05-04-2012) Sublime opera immortale, curata da uno Spirito Sapiente che mai rinascerà. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco mypostamc@hotmail.com (08-04-2009) E' sempre difficile fare un commento che non sia retorico sulla Divina Commedia.
Credo che ogni italiano che ami leggere e che abbia un capacità e un trascorso culturale/scolastico adeguato, debba leggerla almeno una volta nella propria vita. Sebbene gli eventi e i personaggi siano "datati", poiché ci si riferisce al tempo di Dante e soprattutto a Firenze e dintorni, una delle qualità dell'opera risiede nella sua universalità, nel senso che il contrappasso (ossia la pena) dato ai varii personaggi ben sottolinea i vizi dell'uomo oppure (a seconda della Cantica) le sue virtù poiché ancora oggigiorno vizi e virtù sono poi alla fine i medesimi di allora.
La Divina Commedia, poi, si fa ammirare per le rime in endecasillabi e per le belle frasi e metafore rimaste famose sino ai giorni nostri.
Attraverso l'opera si capisce anche molto bene la società medievale (che non si può capire senza Religione cosa che invece cambia con l'arrivo del Rinascimento).
Molto bella, infine, la descrizione "geometrica" di Dio che sottolinea anche le buone conoscenze scientifiche di Dante e la sua grande immaginazione.
Mi permetto di farvi anche due suggerimenti. Il primo è di scegliere, se è possibile, un'edizione con le suggestive e famose incisioni di Gustave Dorè (grandissimo disegnatore che illustrò anche il Don Chisciotte e l'Orlando Furioso) e il secondo consiglio è di leggere, dopo la Divina Commedia, il romanzo "L'avventura di un povero cristiano" di Ignazio Silone dove si incotra il personaggio, a mio avviso, più misterioso della Divina Commedia che è Celestino V (dopo aver letto il romanzo di Silone inizio a credere come molti altri critici che il personaggio di cui parla Dante non sia Celestino V ma Ponzio Pilato). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberto Oddo roberto.oddo@email.it (15-10-2007) Splendido commento, per certi versi unico nel suo genere, di Anna Maria Chiavacci Leonardi: una rilettura chiara, splendida, che introduce al Capolavoro della cultura italiana anche il lettore occasionale, sebbene io ritenga che la si possa usare benissimo in un contesto didattico. Dopo quella di Bosco e Reggio, che ho usato a scuola e poi all'università, per me - nella categoria - insuperabile, è la "Mia" Divina Commedia. (Da non confondere con l'altra Divina Commedia pubblicata negli Oscar, molto meno pretenziosa e facilmente sostituibile con analoghe edizioni di ugual prezzo.) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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