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Kerouac Jack - Sulla strada | Dean e Sal (trasfigurazioni letterarie di Neal Cassady e Jack Kerouac) si mettono in viaggio, animati da una infinita ansia di vita e di esperienza, sulle interminabili highways dell'America e del Messico. "Sulla strada" ne registra le tappe, le rivelazioni, gli incontri, regalandoci una storia di grande autenticità artistica ed esistenziale. Romanzo dell'amicizia e delle difficoltà dell'amore, della ricerca di sé, del desiderio di appartenenza e dell'impossibilità di rinunciare al desiderio e al bisogno di rivolta, narrazione dell'ansia di un andare senza fine che cancelli l'ombra della noia e quella più grande e cupa della morte, Sulla strada da corpo a tutti i grandi miti dell'America. Ma è anche il romanzo della coscienza dell'oscurità, del silenzio insuperabile, dell'impossibilità della comunicazione, del ritorno ossessivo a cui ogni partire sembra ricondurre. Un'opera che, nei suoi valori compositivi, rivela una solidità di impianto dissimulata dai ritmi tesi e coinvolgenti della prosa di uno dei grandi padri della Beat Generation; un libro dall'immenso valore storico-culturale, ben illustrato dalla nuova introduzione di Fernanda Pivano che accompagna questa edizione speciale in occasione del cinquantesimo anniversario della prima pubblicazione.
8 recensioni presenti. Media Voto: 4.37 / 5Enzo (28-06-2010) Un capolavoro senza precedenti. Ha dato il via ad un'intera epoca. Amo Kerouac esageratamente. Andate a San Francisco o a Denver tra la gente che 30 anni fa era beat, tra le librerie, le strade, i pub, e i vaialoni. Alla fine vi sentirete meglio......... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
DANIELA danielaciur@hotmail.it (15-05-2010) Ne avevo sentito parlare così bene che mi aspettavo di più. Il romanzo è molto lungo ed alcune pagine sono superflue. Sarebbe stato sicuramente migliore se kerouac non si fosse fermato a descrivere nei minimi dettagli cose inutili, come le sue serate passate nei locali americani. Il libro in alcune parti è difficile da seguire perchè c'è uno scorrimento di eventi troppo veloce. Il tipo di scrittura è semplice, spicciola ed a volte elementare. Quello che Kerouac mi ha trasmesso è il non senso della vita, la sensazione di disadattamento che noi tutti abbiamo nei confronti della socieà, il non trovare il nostro posto nel mondo e la rincorsa da parte dell'uomo verso qualche cosa che nemmeno noi sappiamo che cosa è! L'insoddisfazione perenne che fa parte di ognuno di noi!
Dove stiamo andando? Cosa stiamo facendo? Quale è il senso di tutto questo? Infelicità e senso di non appartenenza.
è un messaggio su come sia difficile vivere in questa società e le conseguenze di una scelta di vita fuori dagli schemi.
Personalmente non discuto sui valori morali e messaggistici di questo romanzo, nel quale Keruac è bravissimo e riesce a trasmettere molto bene, solo ripeto, il romanzo è troppo lungo ed alcune parti sono noiose ed inutili. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Salvo (09-01-2010) Un libro che inizialemte ho interrotto perché non riuscivo a seguirne la storia...poi mi ci sono messo su seriamente ed è un capolavoro che bisogna assolutamente leggere. Mistico, subliminale, con un invito fortissimo a vivere la vita intensamente, istante dopo istante, al di là di ciò che si possa avere in tasca. Un libro che ti induce a chiederti chi sei, cosa fai, perché lo fai. Un libro che ti apre gli occhi alla vita. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Manuel (04-09-2009) Quando mi chiedono "il tuo libro preferito?", io rispondo il solito "non si può averne uno solo di preferiti" ma il mio pensiero va sempre inevitabilmente sulla strada... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
federica (28-01-2009) libro senz'altro da leggere....non si può non trovare nella libreria di tutti!!! l'ho apprezzato nonstante abbia riscontrato difficoltà nel seguire il racconto...in certe parti ho fatto fatica ad afferrare il succo degli avvenimenti.....inoltre, non so se anche ad altri è capitato, Dean mi faceva proprio antipatia!!! Cmq và letto! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
francesco franzdebba@libero.it (23-09-2008) Libro crepuscolare,non sembra affatto propenso a dettare le linee generali di un manifesto programmatico di identificazione di un fenomeno sociale,quanto a scandagliare le sensazioni di soggetti perduti.condotto sul crinale doppio di un onirisno spinto,di un delirio ossessivo, estatico in contrasto esacerbato con la cadenza quotidiana della monotona esistenza,impastoiata di melensa finitudine.tutto e' avvolto dall'inquietudine di questi hipsters che decidono di andare a ritmi frenetici,dettati dall'angelo bruciante,l'irrequieto dean che rapisce ogni volta sal imprimendo all'esistenza di ognuno che incroci la sua strada velocita' intense.attraversano l'america da est ad ovest ,da nord a sud,non lasciano traccia,si consumano a vicenda.pasoliniano a volte,qui ci troviamo di fronte a ragazzi di vita statunitensi che si sostengono a forza di traversate continentali spasmodiche ,benzedrina ,marijuana ,sesso e jazz.la visione del cavallo notturno che fende il silenzio della giungla del sud interrompendo il sonno-sogno di sal non potrebbe evocare ,se pure in circostanze del tutto diverse,la visione della strenua attesa nel deserto dei tartari ?apologia negativa della figura femminea relegata al ruolo di oggetto di consumo ,sembra che per questi personaggi la collocazione ideale della donna sia il materasso.comunque risaltano le visioni estatiche ,le elucubrazioni deliranti,ebbri come erano di droghe,poi i viaggi interminabili,la consumazione della propria vita a non progettare niente di duraturo se non fughe continue,fino allo sfinimento fisico,per poi trovarsi catapultati nella noia di un crepuscolo metroplitano a leccarsi le ferite .autodistruttivi,lesionisti ,non curanti del pericolo,generazione di osservatori delle strade ,scrutatori delle lunghe notti di pioggia .timidi accenni di denuncia sociale nelle critiche mosse ai benpensanti dei college, irridenti, benestanti.testo da studiare ,meditare,non da afferrare e farne oggetto di venerazione.sal alla fine del viaggio si annulla nel pensiero,imitiamolo in silenzio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Patty (31-08-2008) Il voto cosi alto e' dovuto ad un insieme di cose: innanzitutto per quello che questo libro rappresenta; grazie a questo libro e' nata una nuova epoca, un nuovo modo di vivere la vita, viverla "sulla strada" appunto, sempre alla ricerca di se' stessi e di un motivo per cui vivere.
Poi sicuramente il mio giudizio si riferisce sicuramente anche al nuovo modo che ha Kerouac di scrivere e di raccontare..
E' dunque assolutissimamente da leggere!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alessandro ivanoeap@libero.it (10-07-2008) E'un libro icona,a volte fastidioso,a volte divertente, ma la sensazione che mi ha lasciato è un misto di inquietudine e libertà. Dico subito che il libro mi è piaciuto e che in qualche modo mi ha fatto pensare alla mia condizione di essere umano a volte asservito alla società.La Beat generation ha avuto il coraggio e la sfrontatezza di abbattere quelle barriere e quei legacci morali e bacchettoni caratterizzanti quell'epoca (anni 50) di cui parla il libro, ma si potrebbe tranquillamente fare la trasposizione ai giorni nostri. In questo libro la cosa più sorprendente sono i personaggi così moderni e così trasgressivi,soprattutto la figura di Dean(concentrato di energia/pazzia/voglia di vivere)e anche di Kerouac stesso(Sal)ma con la caratteristica di un introspezione profonda da vero scrittore . E poi la descrizione di Una America underground così sorprendentemente viva ma con tanti chiari/scuri da fare a volte impressione. E infine la descrizione dell'ultimo viaggio in Messico fatto quasi in chiave antropologica/mistica, risulta magica quanto inquietante e disperata. Un libro da leggere meglio se in viaggio come Jack Kerouac(possibilmente in moto) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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