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Seminara Elvira - L' indecenza | Una moglie, un marito, una villa circondata da un giardino rigoglioso, in lontananza l'Etna che si staglia contro il cielo limpido e il mare scintillante. Una ragazza dagli occhi azzurri e le trecce bionde che suona alla porta: è la nuova colf ucraina, giovane, innocente e piena di speranze, che vivrà con loro e diventerà parte della famiglia. Una luccicante istantanea di felicità borghese. E invece, fra la moglie e il marito avanza, ogni giorno più estesa, la crepa di un silenzio pieno di rabbia e dolore, la crepa aperta da una ferita che non può essere sanata. Il giardino brulica di vite inquietanti e invade ogni spazio con i suoi odori, scardina i serramenti con le sue radici. L'Etna ribolle e, lungo giorni di un calore soffocante e innaturale, copre tutto di cenere scura. Il mare è così lontano... E Ludmila, la "bambina" ucraina, è una piccola luminosa oasi di purezza nell'angoscia che sembra pervadere uomini e cose oppure è anche lei parte di questa buia spirale?
15 recensioni presenti. Media Voto: 3.93 / 5AGT (14-01-2011) Angosciante.E' questo che è rimasto appena finito di leggere:un profondo senso di angoscia, e la disperazione delle donne che hanno vissuto un lutto come quello della protagonista.La donna ha perso un figlio,ma non solo,ha perso se stessa,ha perso tutto;si cerca,cerca di ricreare un equilibrio dentro e intorno a sé,ma non riesce a riavvolgere i fili della sua vita,si perde del tutto.Vince la disperazione,la rabbia e viene sconfitta per sempre.Ritmo incalzante,in un crescendo fino all'ultima pagina,in parte prevedibile.Ne vale la pena senz'altro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
anna teresi (17-04-2010) Fluisce la lettura del libro come l'acqua descritta, che invade ogni cosa.E ti tiene con il fiato sospeso sino all'ultima pagina, pur essendo, a mio avviso, tutt'altro che un noir.La fine inattesa, che corona una descizione onirica di luoghi e fatti, stupisce e invita ad immaginare un seguito all'intera vicenda, che piuttosto che terminare, sembra iniziare dall'ultima pagina.Ampio spazio è lasciato alla fantasia del lettore, che viene inconsapevolmente trascinato in analisi contraddittorie dei personaggi, facendo del libro quasi un prologo ad una storia ancora da iniziare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Spigozzia (10-07-2009) un gran bel libro come non ne leggevo da tempo. breve ma intenso. tetro e vischioso il fluire della storia che segue il contorto e quasi onirico flusso di pensieri della protagonista e tiene il lettore incollato alle pagine. tra veglia e dormiveglia, ingenuità e sospetto. un bel noir siciliano che come l'edera del giardino tiene sinuosamente avvinghiata la curiosità del lettore. alcune di queste recensioni giudicano il finale calante; a mio parere lo stile segue magistralmente la deriva mentale della protagonista.
consigliato anche a chi in genere non ama i noir. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Rita (21-03-2009) Pessimo esordio direi. Un libro brutto quanto inutile scritto con tono saccente e con un pessimo stile.
Indecente è proprio la parola giusta. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Silvia (13-12-2008) Mi spiace rovinare la bella media ma concordo con ant: il libro inizia bene per poi diventare di difficile lettura almeno per me che non amo particolarmente una certa visionarietà. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (17-11-2008) Il libro ha una bella presa, incuriosisce, si legge bene..all'inizio. Poi come se entrasse in un guado e non ne esce più, è la storia di una donna sconvolta di suo marito e di una badante ucraina; il tutto immerso in una villa alle pendici dell'Etna Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Aurora Mazza aegiu@videobank.it (03-08-2008) Graffia il cuore. Un chiaro-scuro caravaggesco in cui l'io narrante vaga come una monade impazzita, su conflitti non risolti. Cerca di riemergere dai postumi della depressione causata da un lutto non ancora e forse impossibile da elaborare. Il sogno infranto si legge nella descrizione quasi panteistica del giardino, della casa, degli anni che sciupano mente e fisico.Gli altri due protagonisti sono lo sfondo., la scenografia dove lei vive, riemerge, annega in un amore-sogno, in un non sense sulle note di un noir-tango. Starordinaria Elvira!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ivan (25-07-2008) Essenziale, crudo nelle descrizioni dei personaggi e dei luoghi. Una bel romanzo scorrevole, lienare. Il racconto scorre gradevolmente e non lascia distrazioni. Lo consiglio vivamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Adele (22-05-2008) Un libro da leggere tutto d'un fiato.
Le parole ed il ritmo del racconto mi hanno trasmesso in maniera eccezionale il caldo e la lentezza descritti, di una Sicilia afosa e di una donna che sembra vivere insieme apatia ed estremo dolore.
Una storia che mi ha "preso", addirittura angosciato a volte, fino ad arrivare in fretta all'ultima pagina.
Complimenti davvero. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Carestia (15-05-2008) Si legge con piacere L'Indecenza. Un libro piacevole anche per le sottili perversioni. Buona narrativa quella di Elvira Seminara. (Il professor Gustav del commento prima è uno che certamente la sa lunga, anche sulla corretta pronuncia imbecca il povero lettore qualunque, ma non si è professori per nulla...) Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Alberto (15-05-2008) Romanzino a modo, come si deve, in una parola "grazioso" L'indecenza. Per il desiderabile antigrazioso aspettiamo altre prove più temprate di Elvira Seminara, in futuro. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Gustav (05-05-2008) Una coppia borghese. Una villa alle pendici dell’Etna. Una natura troppo selvaggia che sembra aver preso vita. E Ludmila.
Sono questi gli ingredienti de “L’indecenza” di Elvira Seminara. Il dramma psicologico di una donna, la voce narrante, vittima di un trauma.
Un avvenimento che segna irrimedibilmente questa coppia. Fino a dividerla. Da quel fatidico “allora” si parlerà soltanto di prima e dopo.
Prima marito e moglie costiutiscono un segmento.
Dopo due punti separati.
E poi arriva Ludmila, anzi Ludmi. Con lei sarà tutto diverso.
Ludmila infatti non rappresenta il terzo vertice di un triangolo. Ma è il punto di congiunzione fra i due punti separati. Un triangolo con un lato mancante. Quello della coppia che non è più coppia. C’è un nuovo “loro”. Anzi due. Ludmi e lui- il marito. Ludmi e lei- la moglie.
Ma chi è? La nuova cameriera ucraina. No. E’ “la Bambina” , la moglie, il marito perduti. Ludmi è tutti. Nessuno. Sempre. Mai.
Eppure lei è l’unica ad avere un’identità, un nome chiaro e definito che il lettore non può permettersi di sbagliare. Ludmila. Ma si legge Ludmiua.
E quando anche lei sta per essere perduta. Per sempre. Non resta altro che costringerla a rimanere. A tutti i costi.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cristina (03-05-2008) un romanzo delicatamente feroce.la rabbia,l'incomprensione,il silenzio,il dolore,la colpa,il sospetto,il desiderio, catturano il lettore facendolo sentire parte di un quadro di una bellezza esasperante e quasi dolorosa.sentimenti non espressi o non identificati,equilibri perversi,ma soprattutto disgregazione del rapporto,della casa,che non è spettatrice ma partecipe di una carneficina che inghiotte,gradualmente,ogni cosa.il tutto con eleganza e raffinatezza,a volte con tenerezza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Renata Zarillo (02-05-2008) Finalmente un romanzo che afferra e che entusiasma, che turba e che convince. Una scrittura ricca e sensuale, molto "femminile", per una trama compatta e serrata: un noir domestico, che mi ha fatto pensare un po' al "Giro di vite" un po' a Simenon...
Straordinario. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
una lettrice elenacaruso@live.it (01-05-2008) Essenziale. Psicologico. Hitchcockiano.
Quando lo avrete finito vi renderete conto di quanto poco tempo avete impiegato a leggerlo...
DA NON PERDERE!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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