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Cisi Andrea - Cronache dalla ditta |
Un giorno di ordinaria precarietà, un giovane nemmeno trentenne con diploma di ragioniere cerca lavoro nel cuore della alacre pianura Padana. Dopo il classico vagare di tre mesi in tre mesi da un posto all'altro, trova finalmente l'agognato posto fisso, il solo che consenta di affittare un appartamentino e iniziare una vita autonoma, come operaio, ovviamente non specializzato, in una piccola ditta familiare. Nello stanzone dove il protagonista compie ogni giorno gli stessi gesti fino allo sfinimento trascorrono gran parte delle loro vite anche il vecchio Gino che parla solo dialetto, la minuta Teresa da Napoli, il Bomber, il Parrucca, il Boss sempre incazzato, la Signora, cioè la madre del Boss nonché occhiuta e inflessibile contabile della ditta, e diversi altri personaggi, i cui dialoghi, nati per sottrarsi alla schiacciante ripetitività del lavoro, sono irresistibilmente comici e talvolta incredibilmente acuti nella loro assoluta semplicità il protagonista e narratore di questo romanzo, che insieme alla sua fidanzata e a un gatto sornione cerca di costruirsi una vita felice senza correre il rischio di fare il "bamboccione", riflette con un po' di amarezza e grandissimo umorismo sui compromessi a cui il lavoro oggi costringe tutta la generazione dei più giovani.
6 recensioni presenti. Media Voto: 3.66 / 5oblivio (22-02-2009) Cisi affronta con ironia e disinvoltura un argomento attuale e complicato come il precariato. Il tema è di quelli che scottano, in Italia se ne parla male è poco, per fortuna ci sono giovani autori come lui che hanno il coraggio di raccontare la vita spesso triste di chi è abituato ogni giorno a conquistarsi un po' di spazio in questo paese che non lo degna di attenzione. Cisi lo fa con ironia, ma non con leggerezza come può sembrare. Attraversando il velo simpatico del romanzo si scopre un mondo nebbioso e senza speranza che pervade i nostri luoghi di lavoro e gran parte della nostra esistenza dedicata ad esso. Bravo, coraggioso e ancora poco compreso. Voto: 4 / 5 |
Monica (26-09-2008) Ho trovato questo libro simpatico e divertente, in uno stile colloquiale che,pur essendo legato a doppio filo ad una precisa realtà provinciale, affronta un tema universale come la spersonalizzazione del lavoro in fabbrica e la difficoltà di adattarsi a contesti aziendali e umani che spesso non ci appartengono.
Il libro non ha la pretesa di essere un capolavoro letterario, per una precisa scelta di argomento e di linguaggio, ma sa cogliere e rappresentare appieno pensieri e parole di chi tutti i giorni lotta per sbarcare il lunario.
Altamento consigliato per una lettura piacevole e in molti passi assolutamente esilarante. Voto: 5 / 5 |
claudio (09-09-2008) Dispiace pure dare un voto così basso ma sinceramente continuano i misteri Italiani che portano autori come Cisi a pubblicare per un "Mostro" come Mondadori (e quindi con tutta la visibilità di questo mondo) e altri, grandi scrittori, a rimanere confinati e destinati alla buona volontà dei lettori che li cercano e li ordinano. Questo libro è un insieme di pensierini innocui con una palese ricerca estenuante di trasmettere simpatia al lettore tramite frasette o espressioni ripetute all'infinito che alla fine hanno il potere (almeno su di me) di innervosirmi e di renderlo illegibile. Uno dei libri che ho portato avanti con maggiore fatica, altro che scorrevole. I personaggi di contorno sono di quanto più stereotipato non si può. Per non parlare dell'odiosa gatta/o. Voto: 1 / 5 |
Luciana (28-07-2008) A me questo libro è piaciuto molto.Certo, è un libro di nicchia, non per tutti, bisogna sapere leggere tra le righe e purtroppo al giorno d'oggi non tutti lo fanno. E' un triste racconto della società di oggi, raccontata con ironia intelligente e sottile. Molto scorrevole e piacevole alla lettura, lo consiglio vivamente. Voto: 5 / 5 |
Gianni Giuricin (23-06-2008) Sì. La lettura scorre veloce. Gli escamotage del gatto maschio Fulvia che ritorna periodicamente con un paio di aggettivi sempre differenti sono un trucchetto un po' povero. La Pupina poi viene sposata? Mi aspettavo qualcosa in più oltre alla pur benfatta descrizione delle miserabili prospettive degli operai. Fino alla fine. Niente in tutto. Voto: 2 / 5 |
Titta (04-06-2008) grande libro Voto: 5 / 5 |
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