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Malerba Luigi - Fantasmi romani | Il matrimonio di Giano e Clarissa, dopo più di vent'anni, si regge su un borghese "equilibrio imperfetto" fondato su una solida e collaudata ipocrisia, per cui ciascuno dei due nasconde segreti che, se venissero alla luce, provocherebbero una catastrofe. Ma questa "manutenzione del matrimonio" non è una semplice sequela di volgari sotterfugi, è l'applicazione assidua e insonne di capacità dialettiche, di facoltà intuitive brillanti, si potrebbe quasi paragonare a un esercizio zen. Un esercizio da cui non sono comunque per nulla assenti il tormento e la passione. Così gli scambi, le relazioni, gli intrecci di verità e menzogna, l'alternanza di freddezza e seduzione tra i vari personaggi, se all'inizio hanno un aspetto geometrico, appena sfiorato da qualche brivido di trasgressione e d'inquietudine esistenziale, poco alla volta si trasformano in spirali ossessive, in soffocanti prigioni in cui Clarissa sbatte le sue piccole ali di farfalla lussuriosa e Giano contempla attonito le conseguenze fatali dei suoi gesti: l'arrivo dirompente dei Quattro Cavalieri dell'Apocalisse. Come in uno specchio deformante Giano registra con cinismo in rischiose pagine parallele i peggiori gesti dei vari protagonisti, quasi l'ombra di un romanzo in margine al romanzo che stiamo leggendo.
Seiphora (04-12-2011) Leggibile...molto...quanto un romanzo Harmony! E come nei romanzi Harmony i personaggi non hanno alcuna profondità psicologica: si amano tradendosi, prevedono le rispettive mosse senza comunicare, affrontano le proprie crisi senza affrontarle. I due protagonisti, marito e moglie, si fanno una vera e propria guerra di silenzio: l'una tradendo l'amante con cui tradiva il marito, l'altro scrivendo un romanzo autobiografico noioso quanto la propria biografia. Pessimo e stiracchiato il finale, anzi, il duplice finale, quello del romanzo nel romanzo e quello, addirittura peggiore, del romanzo contenitore. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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