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Rosnay Tatiana de - La chiave di Sarah | È una notte d'estate come tante altre, a Parigi. La piccola Sarah è a casa con la sua famiglia, quando viene svegliata dall'irruzione della polizia francese e prelevata insieme ai genitori. Ha solo dieci anni, non capisce cosa sta succedendo, ma è atterrita e, prima di essere portata via, nasconde il fratello più piccolo in un armadio a muro che chiude a chiave. È il 16 luglio del 1942. Sarah, insieme a migliaia di altri ebrei, viene rinchiusa nel Vélodrome d'Hiver, in attesa di essere deportata nei campi di concentramento in Germania. Ma il suo unico pensiero è tornare a liberare il fratellino. Sessant'anni dopo, Julia, una giornalista americana che vive a Parigi, deve fare un'inchiesta su quei drammatici fatti. Mette mano agli archivi, interroga i testimoni, va alla ricerca dei sopravvissuti, e le indagini la portano molto più lontano del previsto. Il destino di Julia si incrocia fatalmente con quello della piccola Sarah, la cui vita è legata alla sua più di quanto lei possa immaginare. Che fine ha fatto quella bambina? Cosa è davvero successo in quei giorni? Quello che Julia scopre cambierà per sempre la sua esistenza.
15 recensioni presenti. Media Voto: 4 / 5Titti (13-02-2012) La prima parte del libro è davvero toccante e struggente.Un pugno nello stomaco, che fa riflettere a lungo su quelle tragiche vicende.La seconda parte è invece molto inverosimile, costruita (male) sulle vicende anche personali della protagonista. Il libro merita comunque un voto alto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
zialelli (06-02-2012) Più che letto....divorato in treno.
Molto bello, scritto bene e soprattutto in un modo garbato, ma secco porta alla ribalta questo episodio sconosciuto ai più dell'Olocausto dove i francesi non ci fanno una gran bella figura!!!
Sarebbe utile proporlo alle scuole nella "Giornata della memoria ". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alessandra (07-01-2012) Ho letto il libro in due giorni, l'ho trovato particolarmente bello ed interessante. Ammetto che non conoscevo il tragico avvenimento di cui tratta e questa è una delle motivazioni che me l'ha fatto apprezzare. Ora sono pronta ad andare a vedere il film anche se non mi trasmetterà le stesse emozioni della carta stampata.
Lo consiglio caldamente a tutti!!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maria Cristina (24-03-2011) Il libro è molto scorrevole e si legge piacevolmente anche se trovo inverosimile l'eccessiva maturità della figlia...Certi passaggi comunque restano fissi quali l'estrema lacerazione nel distacco dai genitori e la perseverante fretta e preoccupazione per il fratellino nascosto...nonchè la disperazione nella sua scoperta...Un libro che comunque ritengo di consigliare. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
paola (01-11-2010) Emozionante, interessante, scorrevole. Si legge tutto d'un fiato ed ha anche il pregio di raccontare un pezzo di storia ai più sconosciuto.
Bellissima la prima parte con i diversi tempi di narrazione che si alternano creando una suspence crescente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
isabella (08-11-2009) Bello, bello, bello!
assolutamente da leggere, delicato e commovente, soprattutto negli excursus temporali degli anni 40..
Raccomandatissimo!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gra (14-10-2009) E' stata una piacevole lettura,un libro scritto in maniera semplice e la storia è tragicamente reale, tuttavia non mi ha convinto totalmente. Le due bambine (Sarah e anche Zoe) ragionano e parlano come due adulti,sono inverosimili, inoltre il finale è decisamente scontato, quasi da romanzo rosa. Molto bella comunque la prima parte. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
federica (25-07-2009) Bellissimo libro sull'Olocausto, che tratta un commovente periodo della Guerra in Francia, di cui nn ne sapevo nulla. Stranamente mi è risultato più commovente e coinvolgente questo romanzo piuttosto che i libri di esperienze vere raccontate dai sopravvissuti...
In questo libro c'è storia, sensibilità, dolore e tanta sofferenza. L'intreccio del passato e del presente è ottimale, dando ancora più coinvolgimento al lettore.
Veramente tanti complimenti all'autrice!
Leggetelo e la storia di Sarah non potrà più uscire dal vostro cuore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
xxMarta (23-05-2009) Quoto in pieno il commento di Stefano! Ho trovato il libro scorrevole e la storia interessante, aggiungo soltanto che la prima parte del romanzo mi è piaciuta molto di più (il finale mi ha convinta poco). Ne consiglio la lettura! Ciao ciao! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
stefano (22-04-2009) Libro dignitoso, con accurate basi storiche, che narra una storia imbastita su un triste episodio dimenticato. La storia della protagonista si innesta come un contrappunto sulla triste sorte di una famiglia ebrea nel luglio del '42, a Parigi.
Scritto con equilibrio, senza effetti speciali.
Lettura piacevole e mai noiosa.
Lo consiglio vivamente, in questo panorama di serial e legal thriller
Un pieno 3/5 Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Sabrina (23-03-2009) Un bel libro anche se personalmente mi è piaciuta di più la prima parte. Comunque è da leggere. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Mattia (27-11-2008) Sono in totale disaccordo con alcune delle precedenti recensioni.
Ho trovato questo libro veramente stupendo. Lo stile narrativo è veramente buono ed il libro è molto scorrevole. Ne sono stato così appassionato e rapito che l'ho finito in poche ore. E non trovo assolutamente noioso l'interruzione del passato per dar più spazio al presente. Anzi, secondo me è stato giusto e necessario per seguire la logica della narrazione.
Il finale, in effeti, forse, è un pò scontato, ma non significa che non sia denso di significato, di emozioni forti e contrastanti.
Questo libro mi ha toccato molto. Mi ha lasciato dentro una storia che non penso dimenticherò facilmente, e di questo ringrazio molto l'autrice.
Bellissimo, dall'inizio fino alla fine. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gaby (27-04-2008) Un inizio fantastico, che spinge a leggere ma alla metà, quando rimane solo la storia al presente, la forza narrativa viene a perdersi. Un finale quasi scontato. Peccato Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Danimal (21-04-2008) Libro molto bello, posso concordare sul fatto che la bambina di 10 anni sia non troppo verosimile vista la sua maturità nel ragionare eccessiva...ma credo che lo sia meno inverosimile se si considera che un esperienza come quella che ha avuto lei (che in questo caso è inventata) possa far crescere e maturare molto + in fretta di una persona con una vita "normale". comunque vivamente consigliato Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Leonardo Banfi (15-04-2008) Leggendo la quarta di copertina si rimane colpiti. Subito si pensa che si leggera’ un romanzo, naturalmente con personaggi inventatai, che in qualche modo ricalchi gli avvenimenti di quegli anni terribili, quelli delle leggi raziali, della occupazione, che hanno caratterizzato l’Europa durante la seconda guerra mondiale. Appena si conmincia a leggere si viene catturati dalla tecnica narrativa a due voci, semplice, che alterna il passato col presente, passando dalla narrazione in terza persona a quella in prima persona, piu’ soggettiva. Questo alternarsi di capitoli brevi, tra passato e presente e’ molto suggestivo,trascina il lettore, tuttavia il personaggio di Sarah e’ poco verosimile, poco credibile. Man mano che si procede il personaggio si muove nella trama, agisce, pensa e riflette, non come una bambina di 10 anni, ma come una donna matura e, soprattutto, in condizioni tragiche e di sofferenza come sono quelle narrate dalla scrittice, e aime’ vissute da tante persone innocenti. Insomma il personaggio di Sarah non funziona!!! (E anche quello di Zoe, a pensarci bene.) Sembra che la scrittice abbia dimenticato nella stesura del romanzo della vera eta’ del suo personaggio. La prima parte del romanzo si lascia comunque leggere ed e’ scorrevole, fino a quando termina la narrazione a due voci e il passato lascia spazio al presente. Il romanzo comincia a diventare noioso , pieno di ripetizioni e di sensi di colpa della giornalista che sono ingiustificati. Introduce un bambino inaspettato che fin dall’inizio si capisce che terra’, che sara una bambina e che si chiamera’ Sarah....veramente originale. Una parte del romanzo che non sta in piedi!! Inoltre, si dilunga troppo sui problemi personali della giornalista. E la ricerca di Sarah e poi del figlio tra America ed Europa? E il finale banale, dove lo mettiamo?Un libro brutto,che non vale la pena di comprare anche se in offerta col 30% di sconto, sono soldi buttati via e tempo sprecato a leggere un libro che e’ brutto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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