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Berta Giuseppe - Nord. Dal triangolo industriale alla megalopoli padana. 1950-2000 |
II Nord Italia, e in particolare quell'area di Nord Ovest polarizzata attorno alle tre città maggiori: Milano, Torino, Genova, è stato, ed è, il motore industriale del Paese, un motore capace di esprimere il potenziale economico che traina l'intera struttura nazionale. Ma il Nord è anche quel territorio su cui si sviluppano linee di tendenza, comportamenti, culture e valori che, col tempo, entrano nel costume italiano. Ciò è vero sia per il periodo successivo alla seconda guerra mondiale, quando il Nord diviene l'epicentro del "miracolo economico", sia nelle fasi successive, quando si rivela straordinariamente reattivo alle trasformazioni che interessano l'Occidente sviluppato. In quest'area che prendono forma scelte e orientamenti politici e sociali che influenzano il quadro nazionale e lo condizionano, a volte generando conflitti, anche violenti, ma sempre dando luogo a un dibattito e a un fermento in grado di forgiare l'assetto della modernità italiana. Il libro si propone perciò di ripercorrere oltre mezzo secolo dì storia italiana, raccontando l'avventura di un mutamento ininterrotto e insistendo sul ruolo determinante e cruciale che il Nord ebbe, e continua ad avere, per la società italiana.
Antonio Romano (12-12-2008) Molto convincente la ricostruzione storica della vicenda delle imprese che hanno fatto il Nord negli ultimi 50 anni, della vicenda del mondo del lavoro nelle sue variegate espressioni all’interno delle fabbriche e nei campi. Molto bella anche l’analisi del problema della rappresentanza politica del Nord e la cosiddetta “ Questione Settentrionale”. Da meridionale vissuto a Milano per tanti anni, ho avuto l’impressione che questa storia della società settentrionale negli ultimi 50 anni sia costruita da un punto di vista un po’ provinciale, come se il Nord fosse solo della gente del Nord e non appartenesse alla storia personale e familiare di tanti italiani del Sud che con il lavoro e l’intelligenza hanno contribuito alla sua fortuna.
Il Nord è un fenomeno italiano costruito con il lavoro di tutti gli italiani: l’accento del vicesindaco di Milano dovrebbe essere il simbolo di quello che voglio dire.
Non condivido dell’autore l’idea che: “Per continuare a essere cruciale nell’evoluzione del paese, il Nord deve saperne mettere a fuoco le contraddizioni da risolvere e, nel medesimo tempo, porsi come l’indice di un progresso alla portata della maggioranza degli italiani”. Nord e Sud sono troppo diversi per storie e vocazioni per pensare oggi che il Nord possa essere il traino dell’intera nazione. Il Nord ha nella storia trainato al massimo se stesso e la possibilità di poter condurre per mano l’intera nazione è remota anche alla vicenda politica di Berlusconi.
Mi piacerebbe che lo studioso della Bocconi voglia scrivere un altro libro: Centro-Sud. Con l’attenzione di andare al di là dei pluridecennali luoghi comuni e scoprendo come la vitalità economica riguardi molte aree del resto d’Italia.
Un libro onesto, serio nell’analisi, non piagnone o meridionalista. Altrimenti siamo per sempre condannati a pensare che SUD l’abbia già scritto Saviano. E questo, nonostante premi internazionali e richiami alla stagione aurea del Neorealismo Italiano e a quella di Francesco Rosi, non è assolutamente vero.
Voto: 4 / 5 |
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