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Mishima Yukio - Abito da sera | Pubblicato a puntate su una rivista femminile nipponica nel 1966, "Abito da sera" (Yakailuku) è un'opera atipica nel panorama della produzione dello scrittore giapponese, solitamente incentrata sui temi alti ed eroici. Rimasto finora inedito in Italia, il testo costituisce una feroce, irresistibile satira dell'alta borghesia giapponese nel dopoguerra, prona ai desideri degli occidentali, stregata dal fascino di modelli di vita viziati e dimentica dell'antica, nobile tradizione del paese dei samurai.
Media Voto: 3.33 / 5Trixter (08-03-2012) Mishima ci regala un inatteso quadro familiare, dipinto con uno stile spiccatamente lezioso ed elegante; comprensibilmente superficiale nella trama (visto il pubblico cui il romanzo è chiaramente rivolto) ma altrettanto profondo nelle considerazioni sociali che traspaiono dai dialoghi dei protagonisti. Apparentemente futile e flautato (esattamente come le serate di Donna Takigawa), 'Abito da sera' nasconde una neanche troppo velata critica pungente alla società giapponese occidentalizzata, con le sue contraddizioni ed il suo legame, comunque inscindibile, con la cultura che ha fatto grande il paese del Sol Levante. Ne consiglio la lettura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
shigekuni (28-03-2010) Dormire è forse il modo migliore per dare alla fantasia, attraverso i sogni, la libertà di muoversi in un universo dove le infrastrutture della società sono sostanzialmente inesistenti o sostanzialmente diverse dalla realtà circostante. E' proprio ai sogni delle giovani generazioni giapponesi degli anni 60 e 70 che questo libro è dedicato perchè il fascino dell'america sweet e high collar è nei sogni di quelle generazioni. Partecipare ai party in smoking e abito da sera, con personalità illustri, è il desiderio di un paese che rifiuta le proprie tradizioni e che pensa di rimodernarsi adottando apparenze, abitudini e stili di vita che non gli appartengono, illudendosi di essere in questo modo migliore sotto tanti punti di vista. Mishima critica il mondo delle serate in Società, delle serate fatte di ambasciatori e presidenti. Serate dove l'abito da sera e la black tie sono obbligatorie. Serate in cui l'etichetta non è il preludio di una sostanza ma è la sostanza stessa. La critica non poteva che essere garbata e intelligente e tramite le vicissitudini di due giovani innamorati, quella che è una felicità dalle basi solide, semplici perchè sincere, lei, si trova a contatto con un ambiente di profonda solitudine, lui. Incastrati in un mondo dove tutto è perfetto agli occhi di chi non vi appartiene, un mondo in cui la felicità si baratta con una bugia fatta di perfezione stilistica e di sordità umana. Un altro libro scritto con intelligenza. Un altro teatro dove i burattini di Mishima urlano a gran voce "Non scimmiottate una cultura la cui applicazione pratica e giornaliera è quella di soffiarsi il naso a tavola". Urlano quindi le idee di difesa e riscoperta della cultura tradizionale nipponica. Se non vi piace nessuno vi obbliga a leggere questa roba..leggetevi moccia. Post scrittum. Saltate l'intrudizone e leggete subito il libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Nicola Intrevado intrevado@hotmail.it (21-05-2009) Ogni notte della sua vita , dall' eta' di sedici anni ,fino alla sua ultima notte del 24 Novembre 1970, Mishima fu nel suo studiolo a lavorare. E, pare che , questa sua precisa , irrinunciabile , disposizione fosse ben chiara nell' " omiai " del suo matrimonio , attraverso il nokado : il maestro Yasunari Kawabata. E , prima che il successo lo travolgesse come un diluvio di fama , notorieta' e denaro , e come artista e come personaggio , le sue notti , erano divise di due parti distinte. Una prima parte interamente dedicata alle Opere commerciali , destinate a riviste femminili e di largo consumo e , una seconda parte dedicata alle Opere vere e proprie. Ai Capolavori. Una prima parte , quindi , per procacciarsi di che pagare i conti e il suo alto tenore di vita e , il resto della medesima notte per nutrire il suo genio e dare al mondo i grandi lavori che ci avrebbero arricchito del suo talento. L' eterno compromesso del genio , dal quale sarebbero passati molti autori di successo e , condizione dalla quale nasce , senza dubbio , questo testo : " Abito da sera ". Composizione piu' che dozzinale , che non aggiunge assolutamente nulla nel vasto panorama dell' autore. Neppure un frammento. Niente di niente. Il lavoro esprime la sua nulla qualita' in pieno e non ne nasconde gli artifici , i fini , gli obiettivi e le opinioni sulle lettrici ( fu pubblicato a puntate su " Madomoiselle " ) alle quali e' destinato e per le quali e' stato espressamente scritto. A loro uso e consumo. Ovviamente , non e' da biasimare l' autore per questa sua dimensione di bisogno al guadagno , tutt' altro , almeno , il grande Mishima , ebbe , l' onesta' di presentare questi suoi lavori per quello che sono. Altri , li avrebbero difesi ad oltranza pur di non compromettere la loro dignita'. Infatti, leggendo le opere di alcuni , mi sono sempre chiesto di quante parti e' composta la loro notte e talvolta , ho avuto piu' di un impressione , nel pensare che , sarebbe stato molto meglio per loro e per noi che : domissero. Buona notte. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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