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Oates Joyce C. - La figlia dello straniero |
Rebecca è una donna dai molti segreti. Mentre si sposta lungo l'America tenendo stretto per mano il figlio Niley, lascia dietro di sé pezzi enormi del suo passato. Una famiglia giunta dall'Europa carica degli orrori della Seconda guerra Mondiale, un marito che trova sfogo alla durezza della vita quotidiana nella violenza sulla propria moglie, una lettera da un lontano cugino, sopravvissuto all'Olocausto, che le rivela dei suoi genitori più di quanto essi avrebbero mai voluto confessare. L'unica soluzione, per Rebecca e Niley, sembra dunque quella di partire. Partire e reinventarsi. In fondo l'America, è anche questo. Ma riuscirà quel giovane, immenso e violento paese a proteggere una madre e un figlio?
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.83 / 5Brunella (12-07-2009) Ho letto tutti i libri di questa meravigliosa autrice e se devo essere sincera questo non è il mio preferito...però è comunque un bel romanzo. Voto: 4 / 5 |
claudia (11-07-2009) primo libro della Oates che leggo. L'ho appena finito e sono ancora emozionata. Bellissimo Voto: 5 / 5 |
Marzia (27-04-2009) Come è possibile in paese così grande essere così soli? Non si capisce la solitudine se non si sprofonda nella palude in cui si dibatte la protagonista. Ombre e fantasmi gareggiano per allontanarla dal resto dell'umanità.
Da leggere assolutamente. Voto: 5 / 5 |
india (28-09-2008) è un libro veramente bello, avvincente, profondo nell'analisi dei personaggi. la storia è scorrevole e lo stile, tipico della Oates, ricorda quello della precedente opera "una famiglia americana". senza dubbio è un libro che consiglio vivamente. Voto: 5 / 5 |
Gianni (01-09-2008) Meraviglioso romanzo, auspico che ne venga fatto un film, magari con Charlize Theron nel ruolo di Rebecca Voto: 5 / 5 |
Giosetta (18-07-2008) E' un romanzo che affascina e capta l'attenzione del lettore fin dalle prime pagine, proprio per quell'aria di mistero che vi soffia.Il ritmo della narrazione è lento perchè l'autrice scava nell'intimità dei personaggi. Vi sono trattati tutti i temi cari a Joce Carol Oates: la fragilità dell'identità e l'imprevedibile, la violenza maschile, la paura, il ritorno al passato, il difficile rapporto con "gli altri" ( considerati quasi sempre "nemici"). Si avverte un'esperienza del mondo così profonda così tragica che apre- e non solo nella protagonista- quella ferita che giunge alle zone più oscure ed opache dell'io. Ho trovato il libro interessante anche sul piano storico ed ambientale: offre al lettore uno spaccato della realtà americana della prima metà del Novecento. Voto: 5 / 5 |
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