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Le Carré John - Il canto della missione | Il protagonista ha una storia particolare alle spalle. "Figlio del peccato" di un missionario bianco e di una donna congolese, dopo una sofferta infanzia in Africa è stato cresciuto in Inghilterra, dove ha anche compiuto gli studi e incontrato sua moglie. A 29 anni è uno stimato e preziosissimo interprete di lingue africane e la sua rara esperienza è spesso di aiuto anche al governo britannico. È in occasione di un incontro tra alcuni misteriosi finanzieri, membri dei servizi segreti di Sua Maestà e Signori della Guerra del suo nativo Congo che la sua esistenza prenderà una drammatica piega. Si troverà infatti di fronte a una verità fatta di voraci multinazionali, governi collusi e sordide macchinazioni di potere. E per lui si tratterà di decidere tra la fedeltà assoluta alla Corona o alla propria coscienza.
Media Voto: 4 / 5maurizio (20-09-2011) L'Autore,a prescindere dalle singole - nuove -
storie narrate,ha un leit - motiv di fondo,comune a tutti i suoi libri più recenti e
recentissimi,ed è il seguente: la critica,spesso
spietata, a certi ambienti inglesi che hanno potere di decidere, e che si avvalgono dello aiuto della cosidetta " intelligence " britannica.Le multinazionali losche del Constant
Gardner;I " nuovi ricchi " russi del Traditore Tipo;IL Nuovo Terrorismo orientale;lo esthablisment anglosassone è sempre sotto la lente di ingrandimento di questo scrittore, in modo mai tenero.L'abbandono del vecchio scontro
est - ovest, ha portato Le Carrè a focalizzare la
attenzione su presunte distorsioni del sistema britannico, verso il quale è sempre molto critico.Ogni nuovo libro del maestro è un pretesto per parlarci del suo Paese,ed anche dei
nostri tempi moderni, con una lucidità rara in altri letterati.Se si è letti " I Mastini della
guerra " del grande Forsyth, ebbene questo testo
in questione,può esserne la risposta lecarriana.
Un ottimo libro,per riflettere,non privo di suspence, bella la frase finale con cui il maestro chiude il libro.A differenza di molti scrittori cosidetti " di genere ", Cornwell fa riflettere e molto sui nostri tempi liquidi ed inquieti,è questa la sua grandezza,che spero un giorno venga riconosciuta a Stoccolma, con un bel Nobel alla carriera che merita ampiamente, per aver avuto da sempre uno sguardo lucido sulla
nostra realtà,sempre analizzata giorno per giorno,era per era,oltre che con una qualità di scrittura eccelsa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Claudio cla114@hotmail.com (16-07-2010) Solito bel libro di Le Carrè, affilato e preciso, molto accurato ed illuminante sul modo di pensare e di agire da parte di certi poteri e di certi ambienti. Ciò che è stupefacente è come Le Carrè riesca da 40 anni ad essere così bene informato e così accurato. Questa è una storia inventata ma potrebbe tranquillamente essere vera, e Le Carrè riesce a portarti all'interno della vicenda in maniera come sempre geniale. Non dò il massimo perchè i suoi classici sono ancora quanto di meglio abbia scritto, resta però un bel libro e miglia sopra la produzione spionistica e di thrilller che affolla le librerie degli aereoporti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
wehrkelt relvo@hotmail.it (13-07-2010) Non il miglior Le Carré, ma un libro godibile, a tratti avvincente.
Il protagonista è, come sempre, un perdente nato, un uomo legato a doppie fedelta un po' come i personaggi di G. Greene; suscita una istantanea simpatia, mentre gli ambienti altolocati inglesi sono descritti con la consueta spietatezza. Ironia graffiante, scrittura curata, dettagli storici precisi. Non può certo definirsi una semplcie spy-story, Le Carré va sempre oltre le etichette.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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