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Mankell Henning - Il cervello di Kennedy | Da diversi giorni Henrik Cantor non risponde al telefono. Quando sua madre Louise giunge finalmente al suo appartamento, dopo un viaggio dalla Grecia segnato da una sottile angoscia, trova il cadavere del ragazzo riverso sul letto. Tutte le tracce, a cominciare dai sedativi trovati nel sangue di Henrik, fanno pensare a un suicidio, ed è con questa conclusione che la polizia archivia il caso. Louise, tuttavia, rifiuta di credere che suo figlio si sia tolto la vita: nonostante le ricerche archeologiche di cui si occupa l'abbiano tenuta a lungo lontana dalla Svezia, è convinta che Henrik non avrebbe mai commesso un gesto del genere. Insieme all'ex marito Aron, che aveva abbandonato la famiglia poco dopo la nascita del bambino, comincia così un'indagine sulla vita di Henrik, della quale entrambi capiscono presto non sapere realmente nulla: tra le carte del ragazzo ritrova un minuzioso dossier sulla presunta sparizione del cervello del presidente Kennedy dopo l'attentato di Dallas, testimonianze di innumerevoli viaggi all'estero e un'enigmatica lettera da parte di una fidanzata di cui nessuno dei due conosceva l'esistenza. Louise e Aron si lanceranno così sulle tracce lasciate dal figlio fino all'Africa, scoprendone i legami con il mondo corrotto e spietato creatosi intorno alla tragedia dell'AIDS: affaristi senza scrupoli che commerciano in sangue infetto, ricercatori che compiono esperimenti illegali per trovare un vaccino, contrabbandieri di farmaci retrovirali.
Media Voto: 2.25 / 5Gianni F. (15-10-2011) Un romanzo che non mi ha del tutto soddisfatto. Rispetto ai precedenti libri di Mankell, l'ho trovato meno ispirato, meno fluido e poco credibile. Una lettura appena sufficente! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Stefano (06-02-2011) Il cervello di Kennedy c'è solo nel titolo, non è un giallo, si tratta di un libro-denuncia romanzato sulle attività illegali di ricerca medico-farmacologica in Africa. Tristissimo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
alberto scherini (13-01-2011) purtroppo non è un VERO mankell...NOIOSO, NOIOSO! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Daniela (16-02-2010)
Sto scoprendo Mankell,il primo libro che ho letto
di lui è stato:"Il cinese", che mi è piaciuto.
Il cervello di Kennedy è diverso: è un giallo con
un finale aperto, che fa pensare e dove il confine
tra finzione e realtà forse non è così netto... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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