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Grossman David - Vedi alla voce: amore | Come parlare dell'Olocausto alle nuove generazioni, a chi è troppo giovane per aver vissuto l'orrore? A questa domanda - una necessità ineludibile - posta dallo scrittore Elie Wiesel, David Grossman ha risposto con questo romanzo. Protagonista e narratore è il piccolo Momik che, figlio di deportati, sente parlare in modo oscuro e allusivo dell'Olocausto, si interroga sul mistero dei numeri tatuati sulla pelle dei genitori, crede che la "belva nazista" sia realmente un animale feroce, sconosciuto e terribile. Ma per capire davvero dovrà crescere, diventare scrittore e seguire le tracce del nonno in Polonia; poi compiere un viaggio impossibile per mare, lasciarsi trasportare da personaggi immaginari e approdare all'ultima fantastica invenzione del libro: un'enciclopedia dove si raccolgono i fili innumerevoli del romanzo, e della vita. Così, con questa grande creazione etica, con questo libro insieme folle e scientifico, ingenuo e poetico, drammatico e grottesco, Grossman realizza il tentativo di interpretare e inventare una realtà segnata indelebilmente dal dolore.
Media Voto: 2.5 / 5LaMelaMarcia (05-10-2010) Stile elegante, trama intensa, personaggi interessanti, invenzioni strepitose (si può combattere il nazismo con dei racconti per bambini?), perle di saggezza sparse qua e là.. ..e allora perchè questo romanzo non mi ha preso più di tanto? Difficile dirlo. Forse l'eccessiva lunghezza (a parer mio, la seconda parte poteva essere benissimo eliminata senza per questo creare svantaggi al seguito della storia), la scrittura dell'autore che disperde, che non coinvolge appieno o forse, semplicemente, ho letto questo romanzo nel periodo sbagliato. Non so.
Certo il delicato tema dell'Olocausto è trattato da Grossman in maniera originale, nell'intrecciarsi della storia reale, nel campo di sterminio, con quelle puramente fiabesche delle Avventure Dei Ragazzi Di Cuore, narrate da uno dei protagonisti.
Insomma un romanzo con molte luci ma anche, qualcosa in più, di qualche ombra.
Se dovesse capitarvi di leggerlo fatemi sapere cosa ne pensate. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Marco 75 (07-06-2010) Grossman è uno degli autori contemporanei più in voga. La critica lo esalta, il pubblico sembra dargli molto rilievo.
Eppure, nonostante l'argomento di tutto rispetto, ho trovato questo romanzo pretenzioso, prolisso e terribilmente noioso.
Lo stile di Grossman sicuramente viene considerato originale. A me sembra solamente confuso, che si contorce continuamente su se stesso. Questo autore si parla(scrive) addosso con un autocompiacimento veramente irritante. Giri e giri di parole, fronzoli e moine.
Ecco. Questa è l'impressione che mi ha dato "Vedi alla voce amore"
Forse gli altri romanzi non sono così, forse ho beccato il più noioso, forse, se Grossman è tanto seguito, sono io che non riconosco il genio di questo scrittore.
Sarà.
In questo caso me ne starò nella mia beata ignoranza, circondato da scrittori magari snobbati da pubblico e critica, scrittori forse meno originali e fantasiosi, ma che, senza tante moine e orpelli inutili, pensano solo a raccontari una storia e a raccontartela in modo chiaro e onesto. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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