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Hofstadter Douglas R. - Anelli nell'io. Che cosa c'è al cuore della coscienza? |
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Titolo | Anelli nell'io. Che cosa c'è al cuore della coscienza? |
| Autore | Hofstadter Douglas R. | Prezzo Sconto 50%
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€ 11,00
(Prezzo di copertina € 22,00 Risparmio € 11,00)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2008, XI-508 p., ill., rilegato | | Traduttore | Bianchini F.; Codogno M.; Turina P. |
| Editore | Mondadori
(collana Saggi) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi | | 
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| Nel 1979, un giovane esperto di intelligenza artificiale sorprese il mondo con un libro di enorme mole, labirintico, geniale e di immenso successo. Il libro era "Gödel, Escher e Bach" e il suo autore Douglas Hofstadter. Attraverso logica matematica, musica, paradossi grafici e linguistici, Hofstadter cercava di dare sostanza a un'intuizione che sembrava scandalosa: la mente umana potrebbe non essere altro che un computer, i neuroni dei semplici chip, l'intelligenza mera capacità di eseguire i programmi scritti nel cervello. A quasi trent'anni di distanza, molte cose sono cambiate: i computer non occupano più gli scantinati delle università ma sono in tutte le case e in tutte le tasche, e gli studi sul cervello hanno raggiunto un grado di raffinatezza quasi inimmaginabile. Eppure, resta intatto l'ultimo mistero: dove si trova e come è fatta l'anima? Cos'è che chiamiamo "io" quando parliamo con noi stessi? Cosa resta di noi (se resta qualcosa) dopo la nostra morte fisica? Nel libro di Hofstadter troviamo tutta la sua abilità di divulgatore, capace di spaziare dalla letteratura all'informatica, dai giochi di parole ai dibattiti più attuali della filosofia, dagli esempi più curiosi agli esperimenti mentali più originali e vividi.
Media Voto: 4.2 / 5Alessandro (17-10-2009) Un bel modo di chiudere lo strano anello iniziato con Goedel Escher e Bach. Quest'ultimo lo lessi in due giorni in una specie di trans che solo a vent'anni si puo' avere ed ero giunto ad alcune conclusioni esplicitate in modo piu' chiaro in Anelli nell'io. Purtroppo a quarant'anni con famiglia non è piu' possibile leggere un libro in due giorni e soprattutto non si vive piu' quella trans associativa che porta ad essere creativi come a vent'anni. Il libro merita di essere letto anche perchè offre notevoli spunti per ulteriori letture. Se fosse stato possibile avrei dato di piu' del massimo dei voti. La nuvola è piu' larga di quel che pensi mio caro D. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cristiano Ravasio (28-06-2009) Nonostante abbia dato un buon voto al libro che merita sicuramente di essere letto, non ne sono rimasto molto soddisfatto.
In primo luogo mi aspettavo qualcosa di più simile allo storico GEB: qui invece Hofstadter mi pare abbia un po' esaurito la sua vena creativa, limitando molto le invenzioni stilistiche a cui ci aveva abituato, riducendosi a una semplice esposizione a volte a mio parere abbastanza prolissa con frequenti riprese dello stesso tema. Inoltre mi aspettavo un libro fondato sulla logica, mentre il tutto è scaduto nella più bassa filosofia, dove si può dimostrare qualunque cosa partendo dalle premesse giuste e con analogie scelte ad hoc.
Tra l'altro le conclusioni a cui arriva DH mi paiono alquanto tristi e avvilenti, relegando la nostra coscienza a un mero gioco di interazioni meccaniche, senza nemmeno dar peso alle contraddizioni che scaturiscono da questa visione e che lui stesso evidenzia. Sarà forse che lo strano anello si ritorce sull'autore: quello che c'è alla base della coscienza non è dimostrabile e ogni tentativo per farlo porta a contraddizioni; Godel ha avuto ragione ancora una volta...
Mi complimento invece con i 3 traduttori che hanno invece fatto un lavoro magistrale e credo durissimo, visti gli innumerevoli giochi di parole presenti nel testo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
federico benincasa (03-04-2009) Leggere Hofstadter fa sempre piacere, anche se non pare ci sia niente di nuovo dai tempi di GEB...di cui questo Anelli nell'io è un bignamino semplificato. Non è tuttavia avvincente come lo fu all'epoca (ma forse ero più giovane...)leggere l'io della mente.
Può essere comunque un buon testo per chi non ha mai letto Hofstadter e/o Dennet e si avvicina per prima volta a questi temi.
Per il resto....mi spiace molto, ma vivere come subroutine sfocata nel cervello di qualcun altro non mi dà nessuna consolazione.....
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Paola Turina (16-12-2008) Nella mia esperienza tutti i libri di Hofstadter, e Anelli nell'io non fa eccezione, hanno funzionato come degli apri-mente, nel senso che tutte le volte sono emersa dalla lettura con la netta e quasi tangibile sensazione che i miei circuiti cerebrali scorressero in modi significativamente diversi - con cerchi più ampi, più insoliti, più elettrizzanti. Chissà, forse sono un po' anche questi gli "anelli nell'io" del titolo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio .mau. codogno nda-abeb@myamail.com (25-11-2008) Questo libro è certo diverso da Gödel, Escher, Bach, anche se è in certo senso la sua continuazione. Ad esempio, mancano quasi del tutto i dialoghi. Ma questo non vuole affatto dire che sia più sciatto. La prosa hofstadteriana è sempre spumeggiante, e ha sempre almeno due livelli di lettura, se non di più. Inutile poi dire che il testo è olistico, e ci sono riferimenti interni ovunque; non è affatto raro che una frasetta anodina a pagina 100 acquisti un significato completamente diverso a pagina 400. Per quanto riguarda i contenuti, la spiegazione di come funziona il teorema di Gödel è molto più chiara di quella di GEB, e già questo dovrebbe essere sufficiente. Ma quella trattazione è solo la base per la tesi principale del libro, indicata dal sottotitolo Che cosa c'è al cuore della coscienza: che l'"io" in realtà non esiste, ed è semplicemente un prodotto inevitabile ("emergente") di avere una coscienza sufficientemente complessa da potersi osservare, proprio come l'aritmetica è sufficientemente complessa da poter definire (una struttura isomorfica a) sé stessa al suo interno. Gli "strani anelli" sono proprio questi: strutture che si rivolgono dentro sé stesse a un livello più alto. Più che di matematica o informatica, infatti, questo è un testo di filosofia, fatta all'americana e dunque molto personale, come si può anche vedere nel capitolo in cui racconta come si è sentito dopo che sua moglie Carol morì improvvisamente. Indubbiamente non è un libro facile, ma nemmeno GEB lo era; e qui forse è più facile trovarsi in disaccordo con le tesi dell'autore. Ritengo però che valga davvero la pena leggerlo, sapendo di doverci mettere tutto il tempo necessario.
Noi traduttori-traditori abbiamo fatto il possibile per mantenere i giochi di parole (e il redattore ci ha dato una grossa mano per lo stile), e siamo fiduciosi che la versione italiana sia godibile. Ma non aspettatevi una traduzione iperletterale: per renderlo al meglio, abbiamo sempre saltellato tra la lettera e lo spirito del testo. Sappiatelo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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