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Harris Thomas - Hannibal Lecter. Le origini del male | Lituania, 1941. Un bambino di otto anni emaciato e sporco, emerge dalle macerie e dalle stragi del fronte occidentale e vaga senza meta nella neve con un braccio rotto e una catena stretta al collo. Quel bambino è Hannibal Lecter, fuggito dal casino di caccia in cui si era rifugiato con la famiglia per scampare alla violenza delle soldataglie. Gli occhi attraversati da un'indecifrabile espressione, chiuso in un ostinato silenzio, il piccolo Hannibal cresce nell'orfanotrofio russo che lo ospita in una solitudine apparentemente assoluta. Lo zio, un famoso pittore, riesce a rintracciarlo e lo porta a vivere con sé a Parigi. Qui, grazie alle amorevoli cure di sua moglie, Hannibal avrà modo di scoprire e coltivare i suoi innumerevoli talenti, che spaziano dalla musica alla letteratura, dall'arte alla medicina. È in questa atmosfera, densa di stimoli e suggestioni, che il giovane comincerà a edificare un vero e proprio "palazzo della memoria", impreziosendolo di visioni spettacolari e insieme agghiaccianti, teatro e sfondo interiore delle più raffinate speculazioni come dei più inconfessabili desideri. Fino al giorno in cui Hannibal decide che è tempo di tornare a casa e bussare alla porta dei demoni che così spesso vengono a fargli visita...
6 recensioni presenti. Media Voto: 2.66 / 5mirko (30-08-2011) Si è cercato di creare un racconto trattante l'infanzia di Hannibal, ma questa volta Harris ha mancato il bersaglio, in quanto dà spesso l'idea che sia stato scritto solo per vendere e non per il completamento della saga. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Gianluigi Zannol g.zannol@libero.it (21-01-2011) "...io faccio gru per la tua anima, Hannibal. Tu vieni trascinato nel buio..." ... "...il piccolo Hannibal è morto nel 1945 là fuori nella neve, cercando di salvare la sorella. Il suo cuore è morto con Misha...". Questi potrebbero essere i momenti principali del libro nei quali viene descritta la metamorfosi del giovane Lecter, metamorfosi che lo porterà a diventare il leggendario cannibale de "Il silenzio degli innocenti". Però non mi ha convinto, almeno non fino in fondo, il libro è scritto molto bene ed è un gran bel romanzo sotto tutti i punti di vista ma probabilmente l' Hannibal Lecter che abbiamo conosciuto nella prima pellicola e successivamente anche in "Hannibal" è un personaggio talmente forte ed enigmatico che non trovo il vero "anello mancante" fra il personaggio di questo romanzo e quello magistralmente interpretatro da Hopkins al cinema. Il giovane Lecter è si descritto come estremamente intelligente, aristocratico nei pensieri prima ancora che nei modi e sempre lucido, come in effetti siamo stati abituati a conoscerlo, ma pur sforzandomi di capire la tragedia devastante che lo ha colpito faccio comunque fatica a giustificare il fatto che un ragazzo sensibile e capace di certe amorevoli cure per la sorellina possa diventare l' assassino senza remore che poi diventa. Hannibal ragazzo ha quindi molte delle caratteristiche note nella sua "versione" adulta, ma in questo libro è spinto da un desiderio di vendetta onestamente più che comprensibile, quindi mi viene da vederlo come un "giustiziere" e non come un mostro, cosa che invece è, a tutti gli effetti, il Dr. Lecter e non sono riuscito a trovare mai, ad eccezione delle due frasi riportate all' inizio, una vera connessione fra i due personaggi. Insomma, bellissimo libro, consigliato a tutti gli amanti del genere chiarendo però che Harris ha tentato, senza riuscirci pienamente, di regalarci delle spiegazioni quando, forse, non ce ne sono. Hannibal non era... Hannibal è... e basta Voto: 3 / 5 |  |  |  |
ricu (26-08-2009) sinceramente mi aspettavo molto molto di meglio dal grande autore quale è harris.
ottimo come sempre lo stile,ma questa volta a mio avviso è impalpabile la suspance solita delle sue opere precedenti,manca lo sviluppo psicologico tipico dei protagonisti dei suoi romanzi così come la crudele mente di hannibal non viene approfondita come speravo.probabilmente l'attesa di questo romanzo mi aveva illuso rispetto a quello che è effettivamente uno dei più grossi flop della mia esperienza di lettore. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Chris sylar81@hotmail.it (26-08-2009) Ho appena finito di leggere questo libro e devo ammettere che ha un pò deluso le mie aspettative.Premesso che ho letto tutti gli altri libri che parlano del Dr.Hannibal Lecter,devo sottolineare quanto quest'ultimo scritto risulti molto differente dagli altri.Per lunghi tratti tedioso e piatto,riesce a riprendersi un pò solo verso la metà.Una prima parte confusa,che non suscita nulla nel lettore;invece nella seconda parte il libro riesce ad essere più movimentato ed a tirare fuori il vero Hannibal che si conosce.Scrittura monotona e scialba,tanto da non sembrare scito da Harris.Un tre di voto visto che ho letto tutti gli altri.Da leggere per comprendere meglio i veri perchè di Hannibal. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
germana (10-07-2009) Harris è impagabile, scrive per immagini, lampi, folgorazioni... tre brevi frasi e ti comunica un universo. I suoi libri mi sono tutti piaciuti molto(forse Red Dragon il meno consigliabile) ed ero curiosa di approfondire l'infanzia di quell'incredibile personaggio che è Hannibal Lecter. Mi rendo conto che le trame di questi tesissimi thriller potrebbero rivelare qualche pecca o esagerazione se non fossero ottimamente sostenute da una scrittura potente e incisiva, capace di alimentare una tensione incredibile. Tuttavia... lo stile è quello che è e il godimento è assicurato! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
midnight angel (20-05-2009) carino, ma dalla voce ke circola di Thomas Harris pensavo molto meglio...cmq all'inizio nn tanto si capisce come gli eventi siano stati compiuti...xò alla fine il libro si riprende un pò... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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