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Ruiz Zafón Carlos - Il gioco dell'angelo

Il gioco dell'angelo
Zoom della copertina
TitoloIl gioco dell'angelo
AutoreRuiz Zafón Carlos
Prezzo € 22,00
Prezzi in altre valute
Dati2008, 676 p., brossura
TraduttoreArpaia B.
EditoreMondadori  (collana Scrittori italiani e stranieri)

Disponibile per la spedizione in 1 giorno lavorativo

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Descrizione
Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno, inconfessabile quanto universale: diventare uno scrittore. Quando la sorte inaspettatamente gli offre l'occasione di pubblicare un suo racconto, il successo comincia infine ad arridergli. È proprio da quel momento tuttavia che la sua vita inizierà a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora familiare, più spesso sconosciuta e inquietante, dai cui angoli fanno capolino luoghi e personaggi che i lettori de "L'ombra del vento" hanno già imparato ad amare. Quando David si deciderà infine ad accettare la proposta di un misterioso editore - scrivere un'opera immane e rivoluzionaria, destinata a cambiare le sorti dell'umanità -, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria.

La recensione di IBS
Non è un thriller, né un romanzo storico, né un romanzo di formazione. Non si può inglobare in nessuna definizione, ma le comprende tutte. L’opera di Carlos Ruiz Zafón si conferma ancora una volta il risultato, affascinante, di una commistione di generi, in cui si tenta di conciliare la narrativa introspettiva e psicologica tipica della tradizione letteraria della vecchia Europa, con le trame avvincenti del thriller contemporaneo. Il risultato è un romanzo epico, in cui gli eroi e le eroine si muovono in uno spazio interstiziale, senza tempo.
A sorreggere il progetto dello scrittore spagnolo è sicuramente l’ambientazione: una Barcellona chiaroscura, una città fatta di vicoli bui e baracche sul porto, di affascinanti ville imperiali e giardini battuti dal vento. In questa Barcellona gotica, David Martín, figlio di un reduce della guerra delle Filippine, cresciuto nei bassifondi della città, pubblica il suo romanzo a puntate su un giornale locale. Come fosse un giovane Edgar Allan Poe, David racconta le torbide storie degli abitanti di una città maledetta, anime dannate e assetate di sangue. Agli abitanti della nascente metropoli, che si prepara ad ospitare l’esposizione universale, le torbide vicende dei suoi oscuri personaggi piacciono molto, e il giornale aumenta ogni mese di più la sua tiratura, ma David coltiva grandi speranze: scrivere il romanzo della sua vita.
Incitato dal suo mentore, Don Pedro Vidal, rampollo di una delle famiglie più potenti di Barcellona, e dagli amici di sempre, il vecchio libraio Sempere e suo figlio, David inizierà a lavorare giorno e notte, chiuso all’interno della torre della sua vecchia casa posta ai margini della città. In un crescendo di ispirazione creativa e fermento intellettuale, David pubblicherà la sua grande opera, La città dei maledetti, guadagnando una fama crescente, fino a conquistare l’ammirazione di una figura tanto affascinante quanto misteriosa, l’editore Andreas Corelli. Il progetto dell’inquietante individuo è tanto ambizioso e visionario quanto turpe: pubblicare un libro in grado di influenzare i lettori di tutti i tempi attraverso la creazione di una nuova, oscura, religione.
In un continuo crescendo di tensione e colpi di scena, David assisterà all’ineluttabile fusione della realtà con l’incubo, vedrà concretizzarsi ogni sua più recondita paura e dileguarsi intorno a sé il mondo che aveva conosciuto fino ad allora. La lenta e penosa caduta del giovane scrittore percorre fino alla fine le pagine di questo voluminoso romanzo, trascinando anche noi nel turbine dei pensieri intorno a cui si snoda la trama. Una lettura ipnotica, un autore che conferma le sue grandi doti affabulatorie, proprie di chi narrando strega.

Ascolta la lettura delle prime pagine del libro su RadioAlt.

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice
Che cosa rievoca normalmente una città come Barcellona? Sole, mare, arte, divertimento, si pensa a una città dove passare il tempo immersi nell'entusiasmo e nella spensieratezza tipici della movida spagnola. Tuttavia, non è questo il ritratto che ci offre Carlos Ruiz Zafón, bensì quello di una città maledetta, ricca di segreti e di fantasmi che riemergono dal passato per sconvolgere il presente, dove si consumano delitti inspiegabili e tutto si muove al limite tra la realtà e la fantasia. Un giovane scrittore, impegnato nella stesura di una serie di romanzi noir per una casa editrice di dubbia fama, viene avvicinato da un misterioso editore francese, il quale promette di risolvere tutti i suoi problemi economici e di salute in cambio di un'opera, non una qualunque, ma di carattere religioso. I fatti che seguiranno questo incontro trascineranno lo scrittore in una rete di incongruenze, imbrogli, sotterfugi, anime riapparse come per incanto da un passato poco chiaro. Riprendendo alcuni luoghi e personaggi del suo precedente successo, L'ombra del vento, Zafón intesse un intreccio che parte seguendo un ritmo moderato, per poi incalzare improvvisamente verso la metà della storia e macinare a velocità eccessiva un concentrato di violenze, ingiustizie, magia, a tratti difficile da digerire, anche se non manca mai di tenere viva la curiosità e l'attenzione del lettore, per poi ricadere in un finale inatteso e originale, ma abbastanza deludente per l'eccessiva dose di fantasia che esaspera il tocco di mistero dato all'opera. Non c'è di che spaventarsi di fronte alla mole del romanzo, poiché il linguaggio adottato rende accessibile ogni tematica affrontata, spiegandola con vocaboli sempre comprensibili e periodi lineari. In tal modo si rende l'opera più facilmente assimilabile, ma, a tratti, superficiale e sbrigativa nell'elencare in modo troppo rapido azioni efferate e drammatiche.
Anna Zizola

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 278 recensioni presenti.  Media Voto: 3.26 / 5

Caterina (26-10-2009)
fenomenale ogni libro di Zafòn! da leggere assolutamente.
Voto: 5 / 5

Chiara (23-10-2009)
E' il primo libro di Zafon che leggo, ma ho già pronto sul comodino "L'Ombra del vento"... Ero molto entusiasta de "Il gioco dell'angelo" soprattutto verso la metà del libro, ma come ho letto da altre recensioni, anch'io sono rimasta molto delusa dal finale...troppa confusione, ad un certo punto sembra che il protagonista David si sia inventato tutto, che sia solo frutto della sua mente "malata" ma poi non è così... Barcellona un po' troppo "buia" e tetra rispetto ai miei ricordi molto "colorati"...nel complesso è scritto molto bene e la lettura è scorrevole...peccato proprio per il finale..
Voto: 3 / 5

Dils (22-10-2009)
Non mi sento di bocciarlo del tutto: il mio voto sarebbe 3 stelline e mezzo, ma metto 3 - al ribasso :( - perchè il finale di questo libro mi ha lasciato proprio l'amaro in bocca. L'ha sciupato. Le prime pagine non sono molto scorrevoli, ma quando arrivi nel cuore della storia non puoi fare a meno di scoprire come va avanti. Ero ossessionata da David e Isabella - che a mio parare dovevano stare insieme - e da Corelli, personaggio sinistro e affascinante. E poi sono arrivata alle ultime 50 pagine e tutto è crollato. Inseguimenti, sparatorie, tutto si succede troppo in fretta. Vengono introdotti personaggi nominati poche volte come quasi protagonisti, indispensabili per risolvere il fitto intrico della trama. Non ci stavo letteralmente capendo più niente, sembrava un libro a parte. E l'epilogo? Muah. Dire che non ha saputo di nulla è dire poco. Andrebbe riscritto :) Leggerò Marina per vedere se zio Carlos si è ripreso. L'Ombra del Vento mi era piaciuto davvero tanto.
Voto: 3 / 5

pina e lucrezia (19-10-2009)
Libro inutilmente gotico,eccessivamente misterioso, con un finale affrettato e incomprensibile. Deludente e noioso. Forse "il gioco dell'angelo" è proprio quello che Zafon fa con i suoi lettori: gioca con personaggi inquietanti che si muovono senza logica. David è il primo degi esseri demonici che affollano il libro. Sicuramente un assassino, uomo dalla vita miserrima, che si lascia andare alla depressione forse anche per colpa di un'infanzia violenta. Depresione che sfocia nei delitti. E' un libro strano di cui vorremmo cogliere il messaggio.
Voto: 2 / 5

Sara C. (10-10-2009)
Un libro magico, ricco di intensità, emozioni e noir. Il lettore viene immerso poco a poco nella storia fino a renderlo testimone della spirale di eventi che investe lo stesso protagonista. Lo consiglio a chi già ha apprezzato "L'ombra del vento " o per chi ha voglia di scoprire una Barcellona cupa e impetuosa.
Voto: 5 / 5

VerA (06-10-2009)
All'inizio non riusciva ad appassionarmi...alla metà mi sono detta che in base al finale poteva venirne fuori un capolavoro o un libro da 4 soldi. Per essere un capolavoro gli manca poco. L'unico neo che ho riscontrato è il finale troppo frettoloso rispetto alla narrazione generale. Meglio certamente di 'L'ombra del vento' trovo che 'Il gioco dell'angelo' sia il meglio della narrazione straniera che io abbia letto nell'ultimo periodo.
Voto: 5 / 5

Iris (03-10-2009)
Semplicemente MERAVIGLIOSO!!! Dalla metà del libro in poi non sono riuscita a smettere di leggerlo....grande Zafon...
Voto: 5 / 5

francesco (27-09-2009)
Avevo letto tutti i suoi libri eccetto marina e li ho trovati meravigliosi...questo non ne fa una piega. Il finale non bello ma affascinante, sognatore, da arte. La storia bellissima e il protagonnista è un grande..Zafon scrive benissimo e il libro è sato veramente un amico, un viaggio, un amamnte. COMPLIMENTI. non vedo l'ora di leggere marina e nuovi romanzi che verranno
Voto: 5 / 5

Rosa (24-09-2009)
Avendo letto prima L'ombra del vento(fantasticooo!) sono rimasta molto delusa da Il gioco dell'angelo,è un libro dal quale ti riesci difficilmente a staccare,perchè ti prende molto e perchè leggendo vorresti dare una risposta alle mille domande che ti si pongono...ma alla fine si riesce a capire ben poco.che delusione!
Voto: 2 / 5

Mafalda (12-09-2009)
Noioso, banale, prevedibile. Leggerò l'ombra del vento, vediamo se va meglio.
Voto: 1 / 5

stefania (12-09-2009)
Certamente bello ma non come "l'ombra del vento". In alcune parti noioso ma è un romanzo che ti resta dentro, alla fine scorrevole e avvincente!bisogna leggerlo però senza chiedersi molti perchè e senza farsi domande, molte cose sono incompresibili e misteriose, il mistero e la magia sono i protagonisti, di reale non ha niente ma comunque un bel romanzo.
Voto: 4 / 5

vale (07-09-2009)
Sicuramente una delusione dopo aver letto L'ombra del vento, ma senza dubbio un libro ben scritto e scorrevole, intrigante e misterioso...Peccato la storia sia di per se estremamente banale e a dire il vero credo di essermi persa qualcosa...non ho capito la congettura dell'incontro con la donna misteriosa presente nel bordello con tutto il resto del racconto...
Voto: 3 / 5

Pasquale Braschi (07-09-2009)
Per realizzare i propri sogni bisogna pagare un prezzo e David Martin lo pagherà molto caro: subisce la perdita della persona amata e rischia di mettere seriamente a repentaglio la propria vita. In un intreccio fitto di mistero, intriso di giallo quasi poliziesco, Carlos Ruiz Zafon mostra ancora una volta di possedere un potere straordinario, quello di risucchiare il lettore nelle pagine del suo libro che, seppure poderoso, si legge in un lasso di tempo inferiore a quello previsto. “Il gioco dell’angelo” è un romanzo che coinvolge e che, sicuramente, non deluderà le aspettative dei suoi lettori abituati a confondere il mondo reale con quello fantastico e visionario.
Voto: 5 / 5

Paola (06-09-2009)
Mi ha molto deluso. Ho trovato la trama un po' strana e confusa, con alcuni elementi embrionali che poi sarebbero emersi nel successivo libro 'L'ombra del vento'(che mi pare sia stato scritto dopo 'Il gioco dell'Angelo'), migliore dal punto di vista narrativo, che mi era piaciuto anche se non in modo particolare.
Voto: 1 / 5

bany 7 vanessa7_bany7@hotmail.com (04-09-2009)
Molti non sanno che "l'ombra del vento" è stato scritto DOPO "il gioco dell'angelo", e pubblicati al contrario in Italia, proprio come per i libri di Dan Brown.... quindi i riferimenti dei personaggi nella storia non sono stravolti, anzi, capire che alla fine, i Sempere erano il padre e il nonno di Daniel, mi ha lasciato una piacevole sensazione. L'UNICA PECCA è il personaggio di BARCELO' che è in entrambi i libri...ma sappiamo bene che ne " l'ombra del vento" questo personaggio ha una storia totalmente diversa. Passiamo alla considerazione del libro. L'ho trovato molto intrigante, capace di suscitare un vero senso di inquietudine al lettore, oltre che alla tenerezza e alla commozione. L'autore mischia generi letterari e sentimenti cosi diversi che non puoi non rimanerne colpito e travolto. E proprio perchè , tra i vari temi, tratta anche il paranormale e la stregoneria, non capisco perche alcuni di voi vogliano delle spiegazioni che non ci possono essere...o meglio, se uno legge bene, ci sono alla fine, ma non in modo scientifico e a rigor di logica....se è fantasia nn ci può essere una spiegazione scientifica. Il finale....ci poteva stare...anche è un pò frettoloso. Diverso dall'ombra del vento ma assolutamente non da meno. Ora mi manca Marina....che se non sbaglio è stato scritto ancora prima degli altri due. Speriamo che il nostro Zafon scriva presto un altro magnifico libro.
Voto: 5 / 5

MENDY (31-08-2009)
Belloccio, il finale un pò così così... Meglio l'ombra del vento.
Voto: 3 / 5

Piero liam.85@virgilio.it (30-08-2009)
Dopo l'Ombra del Vento un altro grande lavoro da parte di Zafon, unico (si sarò ripetitivo!!) a saperti catapultare realmente nello scenario descritto e a tenerti incollato fino all'ultima pagina. Direi che il finale, da molti giudicato "ingarbugliato", è solo soggetto a diverse interpretazioni le quali però non riescono a spiegarmi solo come sia possibile che Cristina quella foto sul molo la possieda già da piccola(?!). Nonostante questo prequel de l'Ombra del Vento lo ritenga una spanna sotto a quest'ultimo, lo consoglio vivamente a chi ama il genere.Ora vediamo Marina..
Voto: 5 / 5

Silvia (27-08-2009)
Bello ma non come L'ombra del vento. Troppo lungo e troppi particolari, ma nonostante tutto prende. Aspetto di leggere Marina per dare un giudizio sull'autore.
Voto: 4 / 5

Aeffe (25-08-2009)
Personalmente non gradisco molto la riesumazione delle tematiche romantiche, l'uso eccessivo di artifici letterari e di espedienti di fine paragrafo nonchè le numerose ripetizioni di episodi teatrali del tipo "fu allora che lo vidi". Quando uno scrittore parla di libri e scrittori ... siamo alla morte dell'ispirazione. Indubbiamente l'autore ha un notevole talento e riuscire a far leggere quasi 500 pagine anche senza che il libro piaccia è già un ottimo risultato ma, come già altri hanno fatto notare, cui prodest ? Pare in effetti un esercizio di stile o peggio una forzatura commerciale. Voto medio-basso quindi, occasione sprecata con impegno.
Voto: 2 / 5

andrea (25-08-2009)
molto bello, la parte centrale è stata quasi un unico passaggio, non riuscivo a staccarmi, finisce in maniera molto discreta e senza niente di che... bah... però un ottima lettura
Voto: 4 / 5

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