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Cornwell Patricia D. - Kay Scarpetta | Abbandonato il suo lavoro di patologa forense a Charleston, in South Carolina, Kay Scarpetta viene convocata dal dipartimento di polizia di New York per esaminare un paziente dell'ospedale psichiatrico di Bellevue accusato di omicidio, il quale ha espressamente fatto il suo nome e non intende parlare con nessun altro. Quando entra nella cella, Kay si trova di fronte a un uomo affetto da nanismo, ferito ma ritenuto ancora così pericoloso da trovarsi ammanettato e incatenato. Tuttavia, Oscar Bane sostiene di non essere lui l'autore del delitto e racconta a Kay una storia incredibile, secondo la quale le ferite che ha sul corpo sarebbero sì state provocate durante il delitto di Terri Bridges, la sua ragazza, ma che il responsabile sarebbe qualcun altro. Qualcuno che lo ha spiato, seguito, studiato e che infine ha aggredito lui e Terri. Sembra una storia poco credibile, e Oscar potrebbe facilmente essere uno psicopatico, ma le torture e le mutilazioni che Terri ha subito sono altrettanto al limite dell'incredibile. E poco dopo, un nuovo terribile omicidio viene commesso. Così, assieme allo psicologo forense Benton, da poco suo marito, e Lucy, la nipote anch'essa trasferitasi a New York, Kay comincia un'indagine che attraversa le strade della città e le pieghe più buie di Internet, per scoprire che l'omicida potrebbe essere in realtà molto più vicino di quanto creda. Patricia Cornwell ritorna con una nuova indagine che scava nelle più profonde oscurità umane.
Recensioni 1 - 20 di 32 recensioni presenti. Media Voto: 3.37 / 5Manuela (30-08-2010) Non è stata una totale delusione come tutte le sue ultime fatiche, anche se non si avvicina neanche da lontano ai suoi primi successi, inarrivabili. Questo perché per me, come forse per molti, la Cornwell, e i personaggi che ha creato, Kay Scarpetta in primis, si sono esauriti con Punto di origine, con la morte (poi rivelatasi una finzione) di Benton. Lì dovevano terminare le vicende, con la morte, dolorosissima, ma reale e forse necessaria, di uno dei personaggi principali. Tutto quello che c'è stato dopo, si è rivelato solo un allungare il brodo, un riproporre tematiche e personaggi, ormai al capolinea, solo per guadagnare ancora di più sull'affetto dei lettori. Partendo da questo presupposto, il romanzo si lascia leggere: parte male nelle prime 100 pagine, dove il coinvolgimento fatica ad arrivare, e dove la trama sembra essere un po' troppo noiosa e confusa; i dialoghi e il susseguirsi degli eventi si svolgono in maniera un po' troppo verbosa e ripetitiva, e ho trovato interi capitoli infarciti di chiacchiere inutili. Da un certo punto in poi la trama comincia a prendere e ad appassionare, il giallo si fa incalzante, e dopo molti libri piatti e senza pathos, finalmente sono tornata ad aver voglia di continuare a leggere per sapere chi era l'assassino, cosa che non mi accadeva con la Cornwell da anni. Il finale è affrettato e si esaurisce in poche pagine, ma questa non è una novità per la Cornwell, anche nei suoi capolavori il finale lasciava sempre a desiderare. Nel complesso, una leggera risalita rispetto allo standard degli ultimi tempi, quindi il trend è in positivo, ma temo che comunque la Cornwell dei primi romanzi non tornerà più. Che peccato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
zariga (19-07-2010) io penso invece che corwell sia brillante come sempre,forse non hai LIVELLI di postmortem,ma questo libro non mi è dispiaciuto ed inoltre ho imparato un sacco di cose che non sapevo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
manù (16-06-2010) Non riesco a capire cosa sia successo alla scrittrice brillante che ho scoperto anni orsono e che mi ha fatto conoscere e amare il medical-thriller. I suoi ultimi lavori sono noiosi privi di passione; li trovo scontati, banali, come se fosse costretta ha scriverli. Peccato dopo gli ultimi flop non so se avrò ancora lo stimolo per leggere i prossimi scritti, se mai ci saranno. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Sarah saraconlh@libero.it (04-01-2010) Dopo gli ultimi romnzi decisamente sottotono, a mio avviso, questo ha ripreso vigore e mi sembra che l'autrice stia riprendendo i fasti dei primi, a me è piaciuto, unica nota negativa i dialoghi, mi son sembrati un po' troppo pomposi e elevati, considerando la tipologia e i personaggi, forse è stato solo un problema di traduzione. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
SilviA (17-12-2009) Ma non dovrebbe essere un thriller? Io non sono riuscita ad andare oltre le prime 200 pagg. Non c'è trama...onestamente un nano paranoico e Marino che dà di matto non è quello che intendo io per thriller della Cornwell. Soldi buttati :( Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Maria Rita criscì (29-10-2009) Ho letto quasi tutto della Cornwell e credo che già da tempo si intuiva la decadenza della scrittrice,ma con questo ha toccato il fondo,noioso,lungo nei dialoghi,piatto.Mi dispiace ma sfornare per contratto libri non fa bene a nessuno,vedi altri autori come Follet,Smith,Camilleri ecc. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
luca (06-09-2009) Premessa: non ho letto gli altri libri della Cornwell, per cui non posso fare un paragone con i libri precedenti. Il mio giudizio è positivo, i personaggi hanno tutti una loro precisa psicologia e un ruolo definito, la trama è coinvolgente, il finale è molto intenso e avvincente, senza attimi di respiro. L' unica nota non positiva è che alcune parti del libro (soprattutto a metà) risultano un po' troppo lente e pesanti, si potevano eventualmente snellire.
In conclusione si tratta però di un libro che sicuramente consiglierei di leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Melly (03-09-2009) Dunque dunque...non è facile dare un giudizio a questo libro, sicuramente scritto da Patricia ma secondo me non tutto, ci sono alcuni pezzi interessanti che ti fanno praticamente divorare il libro altri talmente lenti e noiosi che ogni tanto , incredula, guardavo la copertina per rendermi conto se era lo stesso libro della sera prima e poi...troppi dialoghi incomprensibili e lunghissimi. Considerando gli ultimi libri che abbiamo letto questo sicuramente è un decollo ma continuo ad avere nostalgia dei primi meravigliosi best-seller. Continuo a sperare... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Fanny (31-08-2009) Questo è il primo libro della Cornwell che leggo e devo dire che mi è piaciuto abbastanza....molto scorrevole e con un bel finale.....penso proprio che leggerò i primi libri da lei scritti dato che tanti dicono che siano ancora piu' belli di quest'ultimo!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Dario (22-06-2009) La Cornwell è meno svogliata del solito (o più probabilmente ha trovato un ghostwriter migliore) e il romanzo risulta abbastanza avvincente, con un finale degno di questo nome. Comunque tanti, troppi dialoghi scientifico-tecnologici, spesso, almeno per me, poco comprensibili. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Tin@ (18-06-2009) Bentornata Patricia!Dopo gli ultimi deludenti libri,a mio parere non scritti da lei, ecco finalmente tornata Kay Scarpetta & Co.,scritto sicuramente da Patricia Cornwell,certamente un bel libro anche se non all'altezza delle "perle" che abbiamo divorato ormai anni fa, ma l'ho ritrovata nelle frasi,nei tempi,nella trama,nei dialoghi,nelle persone, ecc.L'ho letto avidamente,mi è piaciuta la storia,la psicologia dei personaggi,finalmente la negatività che aveva fatto prevalere nel romanzo precedente pare essersi ridimensionata lasciando il posto alla speranza.Ho trovato la trama avvincente come ai vecchi tempi,è riuscita a tenermi sveglia divorando le pagine fino a notte fonda come ormai non mi succedeva da tempo con i suoi libri, unica pecca il finale un pò troppo "irreale" ma la perdono volentieri se continuerà a scrivere così come sa fare.Grazie Patricia,finalmente non vedo l'ora di leggere la prossima indagine di K.Scarpetta! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
samo (05-06-2009) ho tutti i libri della Vargas, dove c'è scritto che è l'anti P.Cornwell cosi' ho voluto capire e ho preso questo...forse ho sbagliato libro,è piatto e abbastanza noioso forse al cinema farebbe la sua figura con la Jolie cosi' gli occhi tapperebbero gli orecchi e basterebbe vedere lei anche se dice cose senza senso almeno x chi non è un hacker o anatomopatologo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Brunella (05-06-2009) Da Calliphora a Predatore ero caduta in depressione in quanto non riconoscevo una delle mie autrici preferite di thriller. Devo dire che con quest'ultimo libro la Cornwell sembra, dico sembra, essere ritornata quasi quella di un tempo. Bentornata! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Eloina (25-05-2009) Primo e ultimo libro della Cornwell letto. Le lesbiche, i disabili, i diritti degli animali, lo spaesameneto del genere maschile, l'abuso tecnologico, tutte nobili cause, ma libro tremendo. Se è vero che questi libri sono tutti ripassati dagli editor con la pialla, il suo la odia tanto, o, meglio, cosa era in principio?.... Oppure l'ha veramente fatto lei.... Comunque ho deciso che scriverò anch'io un libro per fare del male al mio prossimo...
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
A-Man andreaammannati1951@libero.it (18-05-2009) Sono passati venti anni da "Postmortem" e si vede.Thriller (se così si può chiamare)basato più sui ricordi del passato che sulle vicende del presente stracolmo di dati tecnico-scientifici che potranno essere interessanti per esperti in materia e hacher, ma non certamente per i comuni lettori.Deludente. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
alaxia (12-05-2009) Orribile!!! ho adorarato i primi libri della cornwell, soprattutto la trilogia che termina con il cimitero dei senza nome...ma da punto d'orogone in poi ha iniziato una china verso l'abisso e con quest'ultimo sembra aver toccato il fondo; l'unica cosa che lo salva l'aver ripreso in mano la storia di tutti i personaggi ed averla portata alla conclusione. se deve continuare su questa linea spero la scrittrice abbandoni il filone Key Scarpetta anche se vi sono molto affezzionata Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Robin (08-05-2009) Deludente, come del resto i suoi ultimi libri. Peccato. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Barbara fdt.bmc@tin.it (29-04-2009) Ho un problema: o io non riesco più a leggere i libri della Cornwell oppure sono i libri che si fanno più leggere da me... Storia che fa fatica a decollare, personaggi che si rincontrano dopo la vicenza "Marino/Scarpetta" e nessuno reagisce, scrittura molto formale (passati ormai da un po' dalla 1° alla 3° persona e il continuare a ripetere per intero il nome Kay Scarpetta a mio parere crea un distacco con il personaggio).
In conclusione: devo sperare nel prossimo? Incrocio le dita Voto: 2 / 5 |  |  |  |
formigine78 (01-04-2009) La Cornwell è tornata...la Cornwell non è tornata...per me la Cornwell non se n'è mai andata. Ho sempre letto con piacere e coinvolgimento tutti i suoi libri da 10 anni a questa parte. Certo, qualcuno meno originale degli altri, ma sempre di altissimo livello.
Patricia ha un talento e un vissuto tale che scriveva 15 anni fa come la maggior parte degli autori di thriller scientifici scrive oggi. Quello che scrive questa autrice oggi è di livello superiore, che non può essere forse nemmeno completamente capito se non si leggono i precedenti.
Questo libro in particolare spicca per profili dei personaggi, particolari tecnici, evoluzione psicologica dei protagonisti principali, ambientazione sociologica attualissima (siamo nella New York per eccellenza dominata dai siti web e dalla CNN). Un libro di questo tipo, con una quasi totale mancanza di scene d'azione se non nell'ultimissima parte, necessita di un grande talento per essere pienamente apprezzato.
Mi auguro davvero che il percorso letterario di questa scrittrice sia ancora lungo e prolifico. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 32
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