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Celli P. Luigi - Comandare è fottere. Manuale politicamente scorretto per... |
"Ci sono troppe cose che si fanno ed è bene non dire." Questo è un libro che non fa giri di parole. Che magari mentre tu stai lì a farli, gli altri ti soffiano la poltrona da sotto il sedere. Il mondo del lavoro è una giungla, con poche regole e tanti aspiranti leoni. Lo sa bene Celli, che per anni è stato ai vertici delle maggiori aziende italiane. E allora risultano inutili, se non addirittura ridicoli, i discorsi buonisti e politicamente corretti sulle strategie per fare carriera. In questo "piccolo vademecum per bastardi di professione" l'ex presidente della Rai dice tutto quello che di solito in proposito si tace. Ovvero che, alla faccia dell'utopia delle pari opportunità, "nascere bene" aiuta eccome. Così come aiuta saper scegliere la persona giusta da servire per poi abbandonarla quando serve, selezionare alleati e nemici, usare l'arte della seduzione e della finzione. E quando arrivi poi, consiglia Celli, non guardarti indietro, sii sempre pronto a succedere a te stesso o a farti rimpiangere attraverso i successori.
7 recensioni presenti. Media Voto: 2.85 / 5nitrox nitrox@email.it (31-08-2009) Il libro piu' inutile della storia.
Una vero esempio di marketing funzionante per polli in carriera.
Il linguaggio è di una semplicità elementare.
Il testo non aggiunge alcun 'segreto' o tecnica particolare per muoversi in azienda.
E' pensato solo per i 'fessi' (me compreso) disposti a spendere 14 euro.
Sconsigliato, lo si legge in un pomeriggio tra il ridicolo ed il banale, strappa alcuni sorrisi nella narrattiva fantozziana di cui è parecchio ricco.
Ne sconsiglio la lettura. Voto: 1 / 5 |
Costantino costia81@libero.it (21-06-2009) FINALMENTE è FINITO .... ORRIBILE (6 mesi x finirlo) Voto: 1 / 5 |
Graziano (28-04-2009) Una valanga di idee vomitate in pochissimo tempo a detta dello stesso Celli. Concordo con la scarsa linearità che porta lo scritto a perdersi un po' nella parte centrale probabilmente a causa di vicende troppo intime. Indubbiamente però pagine che fanno riflettere e che vanno lette. Belli i capitoli sulle donne in carriera e sui futuri responsabili delle "risorse umane". Ho provato il brivido dell'ascesa per un po' e concordo con Celli su tutte le dinamiche attuali del potere in tutte le sue forme. Perciò ho detto: no grazie! Celli direbbe che ho rinunciato a fottermi. Grazie Pier Luigi. Voto: 4 / 5 |
Arkadin (01-03-2009) Intrigante, e sincero apologo su come fare carriera senza essere "fottuti" da uno dei migliori Manager italiani.
Potrà in alcune parti apparire anche "politically scorrect" ma più si sale verso il vertice e più le insidie aumentano, per cui ben vengano saggi di questo tenore che anche se raccontano la vita in azienda con un'ironia disincantata (che cela a volte una certa tristezza), mettono in guardia tutti coloro che vogliono diventare Mamanger e comandare. Voto: 5 / 5 |
g. ausilio bertoli (10-01-2009) Non siamo in Africa, nella giungla, o negli altri paesi del Terzo mondo dove i poveri per sfamarsi (non certo per far carriera) devono spesso leccare le briciole lasciate dai cani: siamo nella giungla delle città moderne (e della nostra civiltà), dove i cani sono coloro che comandano e i poveri, i subalterni. Che per sfamarsi, ovvero per far carriera, devono leccare le briciole lasciate dai ...
Un libro realistico, forse troppo, e perciò "scandaloso". Ma è proprio dalla lettura di libri cosiddetti scandalosi che nascono idee, progetti e propositi per cambiare le cose, per reagire a un certo modo di comportarsi e rapportarsi agli altri, siano essi superiori o subordinati, re o sudditi.
E questo, penso che Celli lo sappia meglio di molti altri studiosi e manager.
Voto: 4 / 5 |
Dagger (17-12-2008) E' perfetto. Non concordo in nessun punto con il precedente commentatore.
Inutile demolire a forza.
Sono un manager e mi ritrovo pienamente d'accordo con tutto quello che è scritto (bene).
Sconsiglio la lettura anche io ma solo a chi non vuole fare carriera o non vuole intraprendere la strada del dirigente/manager/direttore. Voto: 4 / 5 |
remo (18-11-2008) La lettura è difficile, forse troppo dotta, pecca di scarsa linearità.
Il linguaggio utilizzato è oscuro e sembra indirizzato ad una platea occulta.
Non ne consiglio la lettura. Voto: 1 / 5 |
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