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Muñoz Molina Antonio - Il vento della luna | Aprile 1969. A Magina, sonnacchiosa cittadina andalusa, un ragazzino attende con il fiato sospeso l'invio del primo uomo sulla luna. Un filo sottile e tenace lega quel bambino all'equipaggio dell'Apollo 11, nella lontanissima America: lo sguardo rivolto al medesimo corpo celeste e al misterioso futuro che si cela dietro il suo volto. Dal suo minuscolo lembo di Europa, stretto da una fosca dittatura che sembra trattenere e smorzare ogni libera espansione della mente e dell'animo, il nostro giovanissimo protagonista tenta con tutte le forze della sua verde immaginazione di sentirsi parte di un evento che si propone inequivocabilmente come simbolo supremo della potenza e della creatività del pensiero umano. Alle note intense e liriche di un romanzo profondamente autobiografico, Munoz Molina unisce così gli accenti di una dolente riflessione sull'angustia della Spagna franchista degli anni Sessanta. Libertà e oppressione, Europa e America, passato e futuro dell'umanità si intrecciano magicamente alle trasformazioni profonde di un corpo e di un'anima adolescenti, regalandoci una vicenda di formazione delicata e profonda.
Media Voto: 3.5 / 5Donata (25-02-2009) Antonio Munoz Molina descrive molto bene in questo libro la vita che scorreva quarant'anni fa in un piccolo paese spagnolo.
Il romanzo è incentrato sull'impresa lunare del 1969, che coinvolge fortemente il protagonista, un intelligente ragazzo alle soglie dell'adolescenza, turbato da nuove scoperte (sul mondo e su di sè). Emergono in particolare il contrasto tra scienza e fede, tra il mondo contadino (di cui il giovane fa parte) ed il mondo dei benestanti (rappresentato dai suoi compagni di scuola, ma anche dal ricco, morente abitante del paese, Baltasar), tra il mondo maschile (che si occupa della coltivazione deglio orti e della vita sociale) e femminile (che opera incessantemente tra le mura domestiche). La luna è un una specie di "altro mondo" nel quale il ragazzo si rifugia per sentirsi meno inadeguato e per far parte del "grande mondo" che si trova al di là del suo paese. Opera ben scritta e piacevole, che si potrebbe, per certi versi, definire "romanzo di formazione". Unico neo: a volte la lunghezza delle descrizioni fa perdere il filo del racconto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (24-11-2008) Libro che si sviluppa in due dimensioni
storica cioè della Spagna franchista,
e personale ossia del protagonista.
Devo dire che lo scrittore delinea molto bene quelle che sono le problematiche del tempo dell'azione dei fatti, e cioè il luglio 1969(sbarco sulla luna)
Infatti il modo di pensare, la semplicità delle famiglie spagnole che vivono in campagna, i sogni e le aspettative del protagonista; sopratutto la formazione culturale e la chiusura mentale di alcuni precettori, sono tracciati in maniera nitida ed efficace, e raggiungono sicuramente l'obiettivo che è quello di fare un quadro della Spanga franchista.
Manca di quel brio che tiene vivo l'interesse fino all'ultimo, per il resto libro ben scritto Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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