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D'Andrea G. L. - Wunderkind. Una lucida moneta d'argento | Parigi, autunno. È una lucida moneta d'argento a sconvolgere la vita di Caius Strauss. Perché è il dono di un orribile uomo dalla faccia di luna, e perché di lei è impossibile liberarsi: gettata nella Senna o sepolta tra i rifiuti, la lucida moneta d'argento torna sempre. La moneta è lo strumento con cui il male scritto nel destino di Caius ha scelto di manifestarsi, e la chiave per accedere al Dent de Nuit, il quartiere che nessuna mappa ha mai segnalato. Un mondo di tenebra in cui si annidano uomini dotati di un potere letale e luoghi misteriosi come la libreria Cartaferina, che vende oggetti capaci di realizzare desideri oscuri a prezzo del sangue. Nel cuore infetto di una Parigi lunare e apocalittica, una terribile rivelazione attende Caius: lui è il Wunderkind, il ragazzo per cui gli abitanti della città nascosta sono disposti a morire e l'uomo dalla faccia di luna è disposto a uccidere. Potente come un romanzo di Gaiman e inquietante come il Barker più efferato, "Una lucida moneta d'argento" è il sorprendente esordio di un autore dallo stile visionario e innovativo.
18 recensioni presenti. Media Voto: 3.38 / 5Lord Aslan (12-01-2011) Questo libro o si odia o si ama. Io rimango nella prima categoria. Delusissimo, e se potessi mettere un voto più basso lo metterei. Una cozzaglia di idee e nomi senza originalità, senza un senso logico. Inutile sprecare altre parole. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
balaus (07-05-2010) scritto bene, scorrevole, abbastanza originale nella storia che comunque è solida
il primo libro l'ho apprezzato e sono convinto che la storia andrà in crescendo
staremo a vedere se meriterà un altro voto MOLTO POSITIVO oppure è solo un fuoco di paglia Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sara D. (05-01-2010) Un libro che non è un libro. Un libro per pochi, secondo me. Mi spiego: Wunderkind è un'esperienza. L'autore ti prende e ti butta in un mondo (oscuro) in cui nulla e nessuno è ciò che sembra. Ma per davvero! Penso che per simili romanzi (questo è il primo di una serie di tre e non vedo l'ora che esca il secondo!) non ci possano essere mezze misure. Io sta dalla parte di quelli che lo amano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Serena (05-09-2009) terribile. Era tanto che non leggevo una porcheria simile. Abbandonato dopo la prima metà, che mi sono costretta a leggere. Da evitare! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Monica (19-07-2009) Concordo con quanto scritto da Matteo B. Anche io sono un'appassionata di letteratura di genere e non ricordavo un esordio tanto "affascinante" dai tempi di quello di Valerio Evangelisti. Lo consiglio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mousnier (30-06-2009) Fantastico,abbiamo trovato la Licia Troisi dell'horror (No, D'Andrea, non era un complimento). Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Alessandro Scalzo (12-06-2009) Io gli scrittori bravi e talentuosi li ammiro, quelli come l'autore di Wunderkind invece li invidio. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Ferrigno (11-06-2009) Ecco le solite. Un autore da amare o disprezzare senza mezze misure? Oppure la solita Italietta dei poverelli che commentano i libri senza averli letti? L'invidia è una brutta bestia. Per quel che mi riguarda questo libro è l'inizio di una carriera da ricordare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Salvo (09-06-2009) trama claudicante, personaggi piatti e una sfilza di banalità non fanno che trasformare il romanzo in una cantilena in cui l'autore ogni due per tre ci dice che dobbiamo avere paura, quanto è mostruoso questo, quanto è osceno quello e via discorrendo come un rosario. potente come gaiman e efferato come barker ma facciamo il piacere facciamo al posto di insultare barker. sconsigliato. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Ale (09-06-2009) Mi aspettavo un clone di un clone e invece - sorpresa! - a parte le ovvie influenze (è pur sempre un esordio, ma avercele certe influenze!) mi sono trovata fra le mani un libro ben scritto, che porta il fantastico italiano verso nuovi (tenebrosi) lidi. E forse anche il termine "fantastico" sta stretto a questo nuovo autore (ho trovato un po' di horror, di thriller e persino citazioni di Bulgakov e Shakespeare). Avvincente, cupo, visionario e a tratti violento in modo quasi insostenibile, sempre elegante e ben scritto. Imperdibile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Angra (24-05-2009) Un romanzo pessimo, scritto in modo dilettantesco. Pieno di ripetizioni, cliché, ovvietà, banalità. I personaggi sono tutti uguali, parlano tutti allo stesso modo, dialoghi e pensieri sono inverosimili. Metà dell'inchiostro usato per stampare il libro non serve a portare avanti la storia ma a dar modo all'autore di divagare con inutili frasi ad effetto (l'effetto in realtà è quello di annoiare il lettore). Il protagonista poi, è il personaggio più nullo di tutta la millenaria storia della letteratura. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Matteo B. (28-04-2009) Sono stanco del fantasy all'uncinetto che sta prendendo piede in Italia, spero che questo giovane autore (insieme all'ottimo Dimitri) segni una svolta.
Non rimanevo così colpito da scene e descrizioni dai tempi del miglior Evangelisti, il tutto condito da un gusto per l'azione degno di Altieri.
Il tutto in uno scrittore del '79... se questo è solo l'inizio ci sarà da divertirsi.
In un mondo dove vengono osannati giovani mediocri come C. Paolini, spero che D'Andrea venga giustamente valorizzato e supportato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Rose (27-04-2009) Grande libro, grandissima storia, una capacità di raccontare rarissima. Le visioni di Wunderkind sono di quelle che restano: i mostri creati da D'Andrea sono forme notturne, folli, inquietanti, potenti. Meccanismo impeccabile, stile incalzante, nuovo, avvincente. Una bomba. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Master (26-04-2009) Non si capisce niente delle motivazioni dietro la trama, non si capisce da dove arrivano i protagonisti e gli antagonisti, non si capisce qual è il senso della storia né lo scopo della trama. Lo stile è ridondante e ci sono gravi errori di linguaggio (come si fa a "umettarsi una lacrima"?????)
Peccato, perché gli elementi sono quelli giusti.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Elena (09-04-2009) Amcora non ho capito bene nè a che genere appartenga nè il vero finale di questo libro, talmente autoconclusivo da avermi fatto credere che fosse un singolo e non una trilogia, eppure un voto inferiore al quattro non mi sento di darglielo perchè uno stile come quello non l'ho trovato da nessun'altra parte. Il delirio scritto nero su bianco, metafore che a volte rendevano la narazione un viaggio nella galleria degli incubi, proprio perchèe con quello strano retrogusto onirico. Libro letto in un giorno (come al solito) e su cui, a distanza di tre mesi, mi sto ancora a scervellare. Ottima l'idea di dare ai personaggi nomi in tedesco che ne rispecchino una caratteristica (es. Spiegelmann=uomospecchio, il cattivo dagli occhi di luna per inciso) così pure la trama imprevedibile ed l'inesistente confine tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato per ottenere quello che si vuole. Insomma, un libro che tutt'ora rileggo per cercare di capirci qualcosa e che consiglio a chiunque cerchi storie nuove, sotto ogni punto di vista. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Jericho89 minomale@yahoo.it (05-04-2009) quando ho letto di dov'era l'autore (Bolzano) è stata la più grande sorpresa di tutte; essendo di Bolzano anch'io. libro assolutamente fantastico che ho letto tutto d'un fiato. non vedo l'ora di leggere i seguiti per capire la storia ancora meglio. anche perchè alla fine lascia un grande punto interrogativo. gtrande d'andrea ottima storia!!!!! continua così Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco (13-03-2009) L'idea di fare una trilogia che vede nel singolo racconto una storia autoconclusiva è segno di rispetto nei confronti del lettore. Libro scritto veramente bene (letto in tre giorni). Difficile catalogarlo in un genere, ma credo che anche in questo stia la grandezza di questo libro. Bellissima storia e soldi ben spesi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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