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Chi è lui? Chi lo ha generato davvero? Suo padre Alois Hitler, funzionario di dogana austriaco, se lo chiederà sempre. E senza risposta, perché nemmeno sul letto di morte la madre gli svelerà il segreto della sua nascita di illegittimo. E lo stesso ci chiediamo noi di Adolf Hitler: chi è? Chi lo ha generato? Da dove viene il lupo Fenrir che, nelle mitologie nordiche, a un certo punto del Tempo spezzerà la catena per irrompere schiumando di rabbia e annunciare la fine del mondo? Questo noi ci domandiamo, consapevoli che, se si comincia a spiegare, a rispondere alla domanda "perché?", si finisce per correre il rischio di giustificare. Il romanzo di Genna connette i fatti più risaputi con elementi poco noti. Dal labirinto familiare da cui fuoriesce il piccolo Hitler, con deliri di grandezza e improvvise abulie, all'esperienza limite dell'umanità disfatta nel gorgo di Männerheim, l'ostello per poveri e criminali dove passa anni da nullafacente; l'esposizione al fuoco e ai gas della Prima guerra mondiale al ricovero in ospedale; dal rapporto incestuoso con la nipote Geli Raubal al comporsi dell'abominevole, grottesca corte dei suoi scherani.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.66 / 5Vittorio Bonini (12-10-2010) Peculiarissima biografia del Fuhrer, scritta in modo per nulla convenzionale. Genna ci offre una densa, completa ed efficace scrittura teatrale (del resto, mi risulta che l'opera sia stata già adattata per il palcoscenico). Ritengo assai riuscita la metafora/immagine del lupo Fenrir e il frequente distaccarsi del narratore dal protagonista per esaminarlo, psicanalizzarlo, offrirlo al giudizio del lettore! La descrizione "a presa diretta" delle vicende umane (in particolare, quelle infantili e giovanili) di Hitler (ad esempio, i muti rapporti familiari e gli anni vissuti nel tugurio viennese per senzacasa, la Mannerheim) ben fanno capire e presagire al lettore come si sia poi arrivati alla tempesta finale (per non dire, alla soluzione finale) che si abbatterà sul mondo intero! Concludo consigliando vivamente la lettura di questa insolita (ma completa e corretta sul piano storiografico) biografia hitleriana, a cui ben si attaglia - secondo chi scrive - la definizione di lettura psicanalitica della vita di Adolf Hitler. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianni (08-10-2010) Bellissimo romanzo di Genna. A parte il notevole flop di “Italia de profundis” per ora Genna non mi ha mai deluso. La scrittura di Genna è ipnotizzante, è in grado di coinvolgerti e portarti dove vuole lui, di estraniarti dalla realtà del momento e di farti vivere quello che racconta. Visto l’argomento del libro il tutto può risultare anche una esperienza un po’ scioccante ma il risultato è sicuramente di grande interesse. Il libro è dichiaratamente un romanzo e quindi non vorrei entrare in discussioni sulla perfetta aderenza storica degli avvenimenti e del quadro che emerge dal libro, anche se, pur non essendo io uno storico, l’aderenza alla realtà dei fatti mi sembra che sostanzialmente ci sia. L’opera quindi non ha la pretesa di essere un saggio storico e come romanzo è sicuramente un’opera notevole e meritoria. Quello che emerge è che è inutile voler spiegare come mai si sia potuti arrivare a fare quello che Hitler ha provocato di male al mondo intero; ma questo non per non voler affrontare il problema, ma piuttosto perché voler spiegare il come ed il perché è già probabilmente un voler trovare una giustificazione di quello che è successo e che invece non può avere giustificazioni di sorta. Certo poi se uno vuole si può stare a discutere se Hitler sia l’unico esempio di male assoluto che il secolo scorso ci ha presentato, ma allora sui esula dall’argomento del libro e dal contesto. Il libro, come solito per Genna, è sanguigno ed animale, è un cazzotto in piena faccia, e non può non far riflettere. Genna è il migliore giovane scrittore italiano, indiscutibilmente, sia per il modo in cui scrive sia per il coraggio e per la scelta dei temi affrontati nei suoi libri. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gianca (19-06-2009) Con una prosa scorrevole l'autore ripercorre la vita socio-politica di Hitler. Un'analisi molto documentata ci accompagna in tutti gli anni del nazismo e dei suoi crimini fino al catastrofico epilogo. Non è nè un romanzo e nè un saggio, ma un lungo ed appassionante racconto del maestro Genna. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Arkadin arkadin70@yahoo.it (31-03-2009) Lugubre e lunghissimo viaggio nell'evento più profondamente devastante del secolo scorso. Scrivere un romanzo storico è da sempre difficile ma il maestro Genna ci riesce benissimo grazie al protagonista del libro Hitler. Un terribile e disgraziato signor Nessuno venuto dal nulla ma capace di insanguinare mezzo mondo con il suo abberrante e demoniaco (nel senso non solo dostejevskiano) progetto. Disegno che viene sventato a prezzo di inaudite sofferenze non ancora dopo 70 anni dalla fine della guerra perdonate da chi ha visto soccombere nella più indicibile sofferenza i propri cari. In questo devastante emotivamente incubo letterario la storia non diventa solo romanzo verità, ma in molte sue parti diventa fiaba nera dove il lupo cattivo delle favole (in questo caso della mitologia nordica) fa più volte capolino nella mente malata del protagonista suggerendogli appunto quei demoniaci disegni che nell'olocausto trovarono la loro maledetta realizzazione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandro Tiberi (26-02-2009) Ho letto interamente il libro e, a mio parere, è molto originale il modo in cui vengono affrontati gli "eventi" e sono molto interessanti i documenti riportati sui vari "steps" della vita di Hitler e della seconda guerra mondiale (come ad esempio le varie lettere spedite a casa dai soldati al fronte, ecc...).
Purtroppo, come spesso accade, viene troppo a galla il pensiero politico e personale dell'autore
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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