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Bignardi Daria - Non vi lascerò orfani

Non vi lascerò orfani
Zoom della copertina
TitoloNon vi lascerò orfani
AutoreBignardi Daria
Prezzo € 17,50
Prezzi in altre valute
Dati2009, 160 p., rilegato
EditoreMondadori  (collana Scrittori italiani e stranieri)

Disponibile per la spedizione in 1 giorno lavorativo

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Descrizione
La sopravvivenza dei figli ai genitori è vista in tutte le tradizioni come un fatto naturale. A maggior ragione quando la scomparsa del genitore non lascia un piccolo orfano ma un orfano adulto. Eppure il dolore dell'orfano adulto non è meno intenso. L'opera di Daria Bignardi scava in questo dolore, lo analizza, lo racconta. La morte della madre è, insieme, il momento della sofferenza e quello del confronto con la prima vita altrui con la quale si è venuti a contatto - e quindi con la propria stessa vita: l'infanzia dei ricordi, l'adolescenza dei contrasti, la giovinezza delle fughe, l'irreale maturità. La morte di una madre ci fa sentire parte di una storia di famiglia, di un mondo, di una genealogia, addirittura di un periodo storico. E di un racconto: il racconto di queste pagine nelle quali sarà, per chiunque, pur nell'assoluta singolarità della voce narrante, facilissimo riconoscersi.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 26 recensioni presenti.  Media Voto: 3.61 / 5

Sarah saraconlh@libero.it (12-01-2010)
Non credo sia facile rendere con le parole il dolore, nemmeno per un giornalista professionista se il dolore è il proprio, ho apprezzato e sentito il voler ovattare, il mischiare il bello e il brutto di una persona tanto cara, ho percepito la necessità di fermare i ricordi, di voler sacrificare il privato per buttare fuori un sentimento tanto privato e doloroso, molto appropriato, mi sono riconosciuta, mi ha commosso e mi è servito un po' come terapia, perchè sentirsi accomunati può aiutare, lo consiglio a chi vuole dare dei nomi a dei sentimenti che non si collocano.
Voto: 5 / 5

stefano (22-11-2009)
Libro molto delicato e pieno d’amore,scritto bene,le letture semplici a volte sono le più belle.Il libro che Daria avrebbe voluto far leggere alla sua mamma. Bello.
Voto: 4 / 5

stefania (16-11-2009)
Non mi è piaciuto per niente questo libro. Non lo consiglio...
Voto: 1 / 5

Dema (30-08-2009)
Ho letto il libro qualche mese fa....ma non mi è rimasto davvero niente...mi piace molto come giornalista, xò come scrittrice...mah...non lo consiglio...
Voto: 1 / 5

Roberta (03-08-2009)
Un bellissimo ricordo della madre scomparsa. Una lettura semplice e coinvolgente che porta a rinvangare il passato e raccontare aneddoti divertenti sugli antenati delle due famiglie.
Voto: 3 / 5

ROSS 72 (15-07-2009)
libro carino, scorrevole, in parte "terapeutico". Lettura poco impegnativa. Storia di vita vissuta in parte paragonabile alla vita di molte altre persone. Per chi ha poco tempo da dedicare alla lettura: si legge in pochi giorni.
Voto: 4 / 5

paola cellario@tin.it (08-07-2009)
ottimo libro, veramente commovente,scritto bene Verissimo quello che la Bignardi scrive, il dolore e' indipendente dall'eta' in cui si rimane orfani e dall'eta' dei genitori. Il dolore e' universale, veramente intensissimo. Da consigliare a tutti,molto profondo
Voto: 5 / 5

giorgio valentini (24-06-2009)
ho letto il libro della Bignardi, Donna che ho sempre ammirato in tutti i suoi aspetti e per ogni sua scelta, al punto di acquistare il suo libro d'istinto. Che tristezza, mi chiedo cos'altro all'infuori dei soldi possa aver spinto la Bignardi a pubblicare ricordi, emozioni, stati d'animo e quant'altro solitamente condividiamo con i nostri cari e con coloro che hanno conosciuto le Persone con le quali siamo cresciuti. Non le bastava ricordare la Mamma con la Sorella, l'attuale Compagno, i propri Figli??
Voto: 1 / 5

ant lomell@libero.it (11-06-2009)
Esordisco subito con un "brava Daria" perchè questo testo mi ha commosso in tanti punti, mi ha divertito, mi ha lasciato dentro qualcosa e mi ha fatto riflettere. Il temi centrale di questo libro è :come affrontare la perdita di un genitore a quarant'anni piuttosto che a 20, e qui sono rimasto di sale per la profondità di alcuni passaggi ...Ma perdere un genitore a quarant'anni fa più male che a venti. A venti è uno strazio, ma sei in corsa e corri. A quaranta è un dolore che non passa più. Non potrai decidere se andarlo a trovare o no. Non potrai più fargli un regalo, spedirgli una cartolina, fargli una sorpresa telefonando a un'ora insolita. Non potrai più far felice nessuno con così poco. Con nessuno ti sentirai più te stesso come con lui..... Così come mi ha commosso e divertito quest'altro punto qua: Ogni bambino dovrebbe avere dei nonni da andare a trovare in campagna la domenica e durante le vacanze, dei cugini con cui giocare a nascondino in giardino e litigare, una capanna dov calarsi le mutande e mostrarsi la pia e il pistolino, come abbiamo fatto noi e i grandi ci hanno beccato subito...Io a Castel San Pietro(Bo) ho passato ogni sabato e domenica e ogni giugno e settembre fino a diciotto anni. A giugno c'erano lucciole e ciliegie...a settembre c'erano uva e noci e i primi freschi ci emozionavano facendoci ensare all'autunno con un nuovo anno di scuola che arrivava: quei crepuscoli sono ancora lì.. Brava Daria
Voto: 4 / 5

barbara (01-06-2009)
Si prova conforto nel leggere descizioni di emozioni e sentimenti provati, quasi una condivisione...m'è piaciuto meno l'intreccio di storie di personaggi che ho trovato catapultati, loro malgrado, in un libro Il voto è alto comunque perchè quel "... quando si rimane orfani a 20 anni sei in corsa e corri.. ma a quaranta è diverso.." m'è entrato dentro e lo cito spesso in questo periodo.
Voto: 4 / 5

alessandra (01-06-2009)
Molte persone spesso, sia da bambini che da adulti, posseggono un diario o quaderno dove poter annotare momenti salienti della propria esistenza, del viver quotidiano. Raccontano della propria famiglia, di eventi piacevoli e non, momenti esistenziali che possono capitare a qualsiasi essere umano. Narrare le vicissitudini del bisnonno, trisavolo, ecc può interessare e magari appassionare un familiare, un caro amico, ma credo che ad un estraneo possa relativamente risultare gradito.Né tantomeno, se fossi un editore, pubblicherei un “libro” del genere, né se fossi un cosciente lettore, spenderei soldi per il suddetto oggetto.Dunque, ciò che maggiormente mi sconcerta e mi rende dubbiosa, è: come può una casa editrice decidere di pubblicare un’oscenità del genere definendo “romanzo” ciò che non è?Perché ingannare un lettore, fargli spendere soldi per qualcosa che alla fine davvero né interessa né coinvolge?In Italia è anche vero che c’è libertà di pensiero, stampa, ma non vi è libertà di prendere in giro le persone definendo il proprio albero genealogico Libro, camuffando il tutto con un titolo che facilmente trae in inganno: Non vi lascerò orfani.Non c’è morale, non c’è concretezza, uno scritto prolisso e noioso da leggere.Il racconto di una giovane ragazza che affronta con dolore estremo la morte del padre, mentre razionalizza di più quella della madre, morta anziana mentre Lei è una donna sposata con figli.Ciò che rende macabro questo racconto, è il momento in cui la scrittrice pensa a redigere già il suo testamento per consigliare ai figli ancora piccoli, di non separarsi ala sua morte nel caso dovesse succedere a breve. Ora chiunque si potrebbe chiedere: quale il beneficio o piacere trarrò nel leggere tutto questo?Potrebbe esser interpretato come il narrare di generazioni passate, presenti e future, un mettere a confronto i diversi stili di vita.Daria Bignardi si è troppo dilungata circa gli affari di famiglia e della sua genealogia.
Voto: 1 / 5

daniela (19-05-2009)
L'ho anche regalato! Forse il fatto che abbia smosso delle cose sopite in me ha fatto si che in alcuni momenti abbia pensato "che peccato non saper scrivere!".
Voto: 5 / 5

DANY 53 (08-05-2009)
brava Daria! Ho ritrovato le stesse sensazioni provate quando e' mancato mio padre, in particolare, in alcune righe che ho scritto allora, ho usato anch'io le'espressione "sembra che ti strappino un braccio, un brandello di carne" e condivido l'opinione secondo la quale il dolore per la perdita di un genitore e' diversa a seconda dell'eta' che si ha; puo' sembrare ovvio ma e' solo vero, l'ho visto quando mia figlia ha perso il padre: e' stato un dolore gridato e poi metabolizzato, il mio e' stato piu' silenzioso, meno rabbioso, ugualmente intenso ma piu introspettivo e intimo. Ha saputo trattare l'argomento con una dose d "leggerezza" necessaria, sono contenta averlo letto malgrado le emozioni forti che mi ha suscitato.
Voto: 5 / 5

Cristiana (04-05-2009)
L'ho comprato per curiosità. Mi sono detta "vediamo come scrive e cosa ha da dire la Bignardi". L'ho letto d'un fiato, più per scoprire dove volesse arrivare che per averlo trovato coinvolgente, un po' noioso, l'ho trovato preparatorio per chi non ha ancora perso i genitori (io li ho entrambi): sembra voler riconciliare i figli con i genitori in vista dell'ineluttabile separazione. Mi sono posta una domanda, ricorrente nel corso della lettura: sarebbe stato pubblicato se l'avesse scritto uno sconosciuto? Forse no, forse l'editore ha voluto proporci semplicemente la storia di famiglia della Bignardi.
Voto: 3 / 5

chiara (30-04-2009)
Mediocre. L'ho comprato sulla fiducia visto che la stimo come giornalista ma, una volta finito, mi ha lasciato un senso di "incompletezza": sembra quasi Daria abbia perso l'occasione di scavare un po' più a fondo sugli argomenti e sia rimasta alla superficie. La stessa sensazione che mi lasciano, ogni tanto, anche le sue interviste. Peccato.
Voto: 3 / 5

V@nI11@ (26-04-2009)
Carino,scorrevole,vita vera,vissuta,(la sua):lettura di un giorno. Non vorrei osare ,ma un po'di errori di "virgole" e "punti" non messi nelle frasi,un po' tanti nomi/personaggi da ricordare,anche ripetitiva nelle frasi(specialmente alla fine)però tutto sommato scritto abbastanza bene,non banale:non le solite "letture astratte e inventate" e "mattoni". Ma soprattutto non penso assolutamente, come dice la recensione di Anna: che voglia speculare su un dolore così grande! Buona lettura!
Voto: 4 / 5

Lorenza (20-04-2009)
Daria Bignardi non mi è mai stata simpatica! I libri che consigliava a Radio dj non mi sono quasi mai piaciuti! Trovo che nelle sue interviste sia spesso in difficoltà (a volte ho l'impressione che i suoi ospiti la guardino con commiserazione) ma devo dire che il libro mi è piaciuto molto. Sembra veramente scritto con il cuore. Non per speculare ma semplicemente per far sapere. Magari anche per esorcizzare/metabolizzare quello che ha vissuto. Io mi ci sono ritrovata molto. Grazie Daria!
Voto: 4 / 5

Elettra (13-04-2009)
L'ho letto d'un fiato, era un po' che un libro non mi "prendeva" così. Brava la Bignardi, non solo in Tv
Voto: 5 / 5

anna (29-03-2009)
Non è possibile speculare su un dolore così grande, ma solo provare a raccontarlo. Il modo scelto da Daria e ironico, commovente ed intimo. E a chi lamenta il distacco dell'autrice posso rispondere con le sue stesse parole: "Non posso pensarla a lungo. Mi manca. Devo costruire una distanza di parole che tengano a bada le emozioni. Se mi distraggo, se non sto attenta, la sua mancanza mi investe come un'ondata di caldo o di musica improvvisa".
Voto: 4 / 5

desi (27-03-2009)
Davvero molto bello; una lettura divertente e commovente che mi ha fatto sentire bene. Brava!
Voto: 5 / 5

Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 26

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