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Camilleri Andrea - Un sabato, con gli amici | Quando il passato presenta i suoi conti. Le vite di Matteo, Gianni, Giulia, Anna, Fabio, Andrea e Renata detta Rena sono tutte vite segnate. Fin dall'infanzia, con traumi profondi che scuotono l'anima oppure vanno a interrarsi in certe zone segrete della coscienza, e dalla giovinezza che ci aggiunge il suo carico di turbamenti, di rivolte, di affermazioni di sé. Sembrerebbe che gli anni della prima maturità possano portare un inizio di pacificazione, se non altro perché le vite sembrano incanalate nei loro binari borghesi e le coppie si sono stabilizzate, ma non è così. Non è affatto così; anzi, è proprio il contrario: l'età matura è il momento giusto perché i nodi vengano al pettine, gli elementi psichici si combinino apposta per precipitare, per esplodere come una miscela assai temibile con la quale un alchimista improvvido abbia giocato troppo a lungo e con troppa fortuna. Decisamente, questo romanzo è anomalo nella produzione di Andrea Camilleri. Lo è da subito, dalla prima lettura che ci propone una lingua secca, affilata, che non cede all'espressività del dialetto né ad alcuna di quelle varie forme di pietas che spesso si ritrovano nella prosa dello scrittore e che sotto forma di ironia, tenerezza, comprensione per le umane debolezze intervengono a lenire anche le situazioni più dure e crudeli. Qui invece non c'è possibilità di fuga o di nascondimento. Ogni personaggio è consegnato alla sua dannazione e alla deriva inesorabile delle sue azioni.
Recensioni 1 - 20 di 34 recensioni presenti. Media Voto: 2.70 / 5roberto (18-01-2012) ho praticamente letto tutta la produzione del maestro, questo libro mi lascia perplesso, se lo avesse scritto un giovane scrittore direi che e' promettente, ma nulla piu'... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Laura (01-04-2011) Amo moltissimo il Camilleri di Montalbano. Ogni volta che esce una nuova avventura del commissario di Vigata mi lancio nella lettura ed ogni volta, quando più quando meno, è sempre un piacere. Questa premessa è necessaria perché Camilleri ha, secondo me, la dote di essere tre scrittori in uno, quello di Montalbano, quello storico ("La bolla di componenda" o "La scomparsa di Patò" ad esempio) e quello degli ultimi romanzi, che non sembrano neanche frutto della sua prolifica penna. Questo brevissimo romanzo mi ha lasciato senza parole. E' di una crudezza, di una glacialità sorprendente. Non si riesce ad amare uno dei personaggi nenache sforzandosi. Sono tutte persone prive di moralità, vuote, nonostante i traumi legati al loro passato, - bellissima l'idea di un preracconto sull'infanzia di ognuno di loro - non si riesce a provare compassione. E anche i legami tra loro non richiamano né ricordano un rapporto di amicizia. Finito di leggere ho costretto marito e amiche a leggerlo solo per poterlo commentare con qualcuno. Urticante Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Maunakea (20-02-2011) Primo libro in italiano, e registro completamente diverso, si legge d'un fiato, bel strutturato e scorrevolissimo, il bello è che senza saperlo non diresti mai che è di Camilleri. Mi piace quando gioca a cambiare completamente genere e si cimenta con strutture e trame differenti. Consigliato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
fiorella (22-09-2010) Pessimo.Tante deviazioni morboso-sessuali tutte riunite in un gruppo ristretto di amici , giustificate dal fatto che TUTTI hanno subito nell'infanzia tremendi traumi. Io sono una grande estimatrice di Camilleri ma questo romanzo mi ha disgustata. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giovanna Carbonaro (09-05-2010) Di Camilleri avevo letto finora soltanto storie di Montalbano ed ero troppo abituata a quelle trame poliziesche infarcite di termini dialettali e parolacce tipiche siciliane. Con questo libro ho conosciuto uno scrittore universale che si esprime in ottimo italiano, ma la cosa che mi ha meravigliato è che se non avessi saputo chi era l'autore, avrei pensato a un giovane scrittore dal linguaggio fluido e fresco. Grande, Camilleri. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marek (22-10-2009) Ottimo....per 3 ore di svago!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Roberto (20-10-2009) Chiaramente non mi aspettavo qualcosa "alla Montalbano", cercavo una lettura diversa, tuttavia non mi è piaciuto. Probabilmente però il libro è valido e certamente, superata qualche riserva iniziale, può piacere. C'è molto in questo piccolo romanzo: noir, scrittura nervosa, scene e temi violenti, certamente tanto cinismo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
gaetano, alcamo (24-07-2009) Pessimo! Del Camilleri che conosciamo c'è solo il nome sulla copertina. Nonostante sia brevissimo ho anche faticato a finirlo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
luigi (17-07-2009) Ho letto praticamente tutto di Camilleri lo amo moltissimo e resto incredulo:é il suo primo libro che mi delude. Dubito che lo abbia scritto lui! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Tommaso (08-07-2009) Avvincente: la struttura narrativa ricorda quella di un film con brevi scene che sempre più lentamente e profondamente portano all'incontro del sabato.
Pensavo di centellinarlo, l'ho letto tutto insieme. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
roberta (02-07-2009) é il primo libro Camilleri in assoluto di che mi ha deluso. Bruttissimo. Ma l'ha scritto lui? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Megant (03-06-2009) Decisamente fuori dai canoni del Camilleri di sempre, non lo si può certo definire un classico giallo. Mi ha suscitato forti emozioni, l'ho letto tutto d'un fiato e sinceramente mi ha preso molto. Certo che i tasti interiori che va a toccare non sempre sono "positivi": alcune parti hanno quasi il risvolto del noir, alcune scene sono sicuramente inquietanti. Mio padre l'ha trovato addirittura "sgradevole", posso capire perchè, ma sicuramente è originale e vale la pena almeno provarne la lettura. Credo che le reazioni possibili poi siano solo 2: o lo si ama o lo si detesta.
Mi piace l'idea che Camilleri alla sua età abbia ancora voglia di sperimentare, di allontanarsi dallo stile che lo ha reso famoso. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Sara (16-05-2009) Ma sono l'unica a cui questo libro è tremendamente piaciuto?! Ma sono l'unica che cerca di staccarsi dalle abitudini di una narrativa consolidata, di un autore ben definito e conosciuto per un certo tipo di letteratura, che riesce ad apprezzare un tentativo molto lontano, e secondo me pienamente riuscito?!
Complimenti al maestro, piacevolissima sorpresa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alessandra (08-04-2009) Raramente, quasi mai a dire il vero, ho pensato di avere buttato i miei soldi comprando un libro, in tutti trovavo un qualcosa piccolo o grande che lo rendeva comunque degno di lettura.
Non in questo che davvero non vale il prezzo della carta su cui è stampato.
Amo Camilleri di Montalbano, la sottile ironia , la non troppo velata critica al mondo contemporaneo sempre presente nelle sue storie,
trovo affascinanti le sue storie sulla Sicilia arcaica. Ma questo sabato tra gli amici proprio non lo capisco. Certo, si legge facilmente ma questi personaggi , psicotici, segnati da traumi infantili, che riescono a ritrovarsi tutti insieme malgrado si dispezzino a vicenda, li trovo degni di una sceneggiatura teatrale di quart'ordine.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
TG (01-04-2009) Il romanzo del "sommo" non mi è assolutamente piaciuto!i personaggi,i loro traumi da piccoli ed i loro problemi da grandi.
Non è il Camilleri che si aspetta il lettore secondo me! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
fabiof (31-03-2009) Ho letto tutto Camilleri e questo è il peggiore.
Se ne può fare tranquillamente a meno senza nessun rimpianto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Antonella Chinaglia antonellachinaglia@spigolature.org (26-03-2009) La scrittura del Nostro somiglia al segno rigido di Alex Katz (l’opera Pas de Deux, 1983, è in copertina) delimitante il colore compatto dei suoi pieni: le sfumature, nel gioco delle coppie ne Un sabato, con gli amici , stanno nel limbo della psiche, in quel fondo nero fatto di infanzia, passato («nella foto, un (...) procurato da Pasquale.», p. 59), segreti («Quello che stanno vedendo per l’ennesima volta non è un film, è la documentazione di un (...) è costato una cifra enorme», p.71), di un presente intorbidito da infelicità e ricatto.
Il linguaggio dell’infanzia, salta agli occhi nell’incipit del romanzo («Quando tonna papà?», p.7), ritorna, intriso di drammatica ingenuità («cassiare i nagnetti», p.133), malvagia innocenza («sarà lei a fare uno scherzetto a Tilde», p. 20). Già Jung osservò che avvenimenti significativi e/o dolorosi (panoramiche tragicamente chiare sono aperte dalla scrittura di Camilleri, quali “attenzioni” da parte di genitori/parenti/amici; o suicidi di familiari), malgrado semicancellati dalla coscienza attraverso il meccanismo difensivo della rimozione, sono attivi nell’inconscio da cui possono affiorare. Ai casi di personalità/risultato di accadimenti subìti, nel romanzo, si affiancano i casi di “talento” naturale (piacere nel torturare animali/veder soffrire) per i quali non vi è stato un graduale/spontaneo equilibrarsi della personalità, bensì un’evoluzione in peggio.
Realismo che fonde dramma e commedia, il teatro camilleriano; non vi è ruolo sociale né classe sociale che sfugga all’analisi spietata di Andrea Camilleri, il quale, rasentando l’aristotelico, sembra sempre più delegare all’agire il messaggio dei suoi personaggi, esonerandosi da voce narrante, quasi a voler, in questa ennesima, dura, indagine sulla verità, avvisare i Lettori sul fatto che la realtà vada letta nelle parole, nelle opere, e, pure, nelle omissioni. Senza quelle piacevoli metafore alle quali ci siamo affezionati; mi ha ricordato il realismo, seppur differente, de La pensione Eva.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Rita Longhin (25-03-2009) Il peggio libro che abbia mai letto in assoluto...
un guazzabuglio di sfighe e patologie mentali da manuale... preoccupante che si possano pensare tutte queste cose messe insieme.
un libro partorito in un momento di confusione?!
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
francesco francesco.santorio@gmail.com (22-03-2009) Amo moltissimo Camilleri,ho letto tutti i suoi libri ma quando lascia Montalbano o la Sicilia arcaica il livello dei suoi romazi precipita. Già non mi era piaciuto Il tailleur grigio ma queso Sabato con gli amici è veramente pessimo: trama farneticante, personaggi pochissimo credibili, deviazioni sessuali assolutamente improbabili riconducibili a fantasiosi traumi infantili, analisi psicologica ridicola. Ma l'ha scritto lui o ci ha messo solo la firma?. Lo perdoniamo perchè è Camilleri ma che non ci riprovi più. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Pasquale Vesuviano (13-03-2009) Per il rispetto e l'affetto.
Copertina=2 Trama=1 Suspence=1 Personaggi=1 Ambientazioni=1 Conclusione=1 Principale difetto: pagine troppo spesse e copertina troppo cartonata. In una parola = esperimento non riuscito. Ma glielo possiamo perdonare; trovo poco edificanti semmai le eccessive critiche al limite dall'insulto. Sicuramente non le merita. Un solo consiglio, se mi posso permettere, un maggiore controllo sulla casa editrice Voto: 3 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 34
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