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Cotti Andrea - Un gioco da ragazze | Tre corpi massacrati a coltellate. Una famiglia quasi azzerata. Giorgio Flores, il padre, sua moglie Serena e Lucia, la figlia maggiore, giacciono sul pavimento morti. Unica testimone, Elena Flores, sedici anni, visibilmente sotto choc. Nell'elegante villetta di una placida cittadina della provincia italiana più benestante, è questa la scena del delitto che si presenta agli inquirenti. Tutti gli indizi portano a Stefano Grandi, il vicino di casa, un professionista affermato, il miglior amico di Giorgio e Serena Flores, sorpreso da un anticipato rientro a casa della famiglia mentre sta violentando Elena. Forse troppa chiarezza, secondo l'ispettore Giulia Vita, abituata ad andare sempre a fondo nelle cose. Le indagini della polizia scoperchiano una realtà allucinante in cui, sotto il perbenismo di facciata, si nascondono droga e perversioni sessuali, corruzione e tradimenti, noia, egoismo, ipocrisia e soprattutto un vuoto infinito. I tratti che consentiranno a Giulia Vita e ai suoi uomini di disegnare una nuova verità, ancora più devastante della prima.
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.42 / 5Andrea bacci.andre@libero.it (04-11-2011) Libro carino, ben scritto e coinvolgente. Ben trattati i personaggi e storia abbastanza originale nonostante i punti di contatto con la cronaca. Forse un pochino di sesso in meno non avrebbe guastato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gabriele gabriele.rucco@libero.it (26-08-2011) Discreto romanzo con un finale di stucco, imprevedibile. Consigliato per chi ama il genere Thriller. Cercherò di vedere il film basato su questo testo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
andrea (09-02-2011) Leggetelo perchè merita di essere letto e un bellissimo thriller,scritto bene senza errori e ti lascia con la suspence fino alla fine io l'hò letto già ben tre volte. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Patrizia O. porsucci@libero.it (10-02-2009) Più che al genere noir, a cui viene attribuito, la trama di questo romanzo sembra ispirarsi alla brutta copia dei fatti di cronaca dei nostri giorni. Direi che è un noir solo di facciata. Non c'è alcuna originalità. Si salva solo l'intenzione di delineare il ruolo dell'ispettrice, che fra solitudine personale e malattia, viene fatta procedere nell'indagine sui fatti. L'intenzione, ammirevole, di far luce e denunciare ciò che si nasconde dietro una realtà, quella odierna, con droga, perversioni sessuali, corruzione, tradimenti, noia, ipocrisia e quant'altro non ha alcun riscontro nella narrazione. Il soffermarsi, in maniera del tutto gratuita, e non funzionale alla trama, sulla descrizione dettagliata di vicende sessuali, risulta essere, essa stessa, perversa, là dove viene usata per sedurre il lettore. Putroppo, o per mia fortuna, sono abituata a leggere romanzi dove il lettore viene appassionato con descrizioni che non lasciano con la sensazione del vuoto infinito,anzi. Se fosse catalogato in un altro genere di racconto sarebbe forse più accettabile.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Sara P. (21-01-2009) Non è tanto il finale, a valorizzare il libro, bensì tutto ciò che gli ruota attorno. In questo volume, l’autore dimostra una grande abilità narrativa che, insieme all’intreccio della storia, tiene il lettore attaccato alle pagine. L’ho letto in 4 ore. L’ho cominciato ed il desiderio di andare avanti ha fatto il resto… Perché disdegnare la “solita storia” della poliziotta solitaria? Giulia Vita per un attimo mi è sembrata più interessante di un personaggio della Cornwell. Siamo abituati a credere che i bravi giallisti siano per lo più americani, ma Cotti ed altri sfatano ingenuamente questo mito.
Belle anche le idee di sovrapporre “articoli di redazione” o “telegiornali” per riassumere ed inquadrare il momento; oppure di trovare (coraggiosamente!) un nesso con un vero omicidio accaduto in Italia.
È un libro da leggere non solo per gustarsi un buon giallo, ma anche per capire. Capire una parte del mondo di oggi… perché “Un gioco da ragazze” ne è lo specchio…
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
omacc (02-12-2008) Si cerca spasmodicamente il finale a sorpresa, quello che spiazza il lettore e lo lascia a bocca aperta, ma Cotti non e' Dahl e se anche riesce nel suo intento ci arriva con il fiato corto. I personaggi non brillano per originalita' (quante volte abbiamo letto e visto la storia della poliziotta solitaria dalla vita sofferta ma dal notevole acume) anche se il ritmo narrativo e' assai incalzante. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
erika (26-10-2008) Un libro che costringe ad aprire gli occhi in modo crudo, su realtà che a volte preferiremmo non sapere...Non è solo un bel giallo (con finale "colpo di scena") ma anche una storia senza pietà, in cui anche chi non uccide è comunque colpevole.
L'unica superstite di un omicidio, avvenuto per un beffardo scherzo del destino, è lei stessa una potenziale, abilissima, assassina. Più spietata ancora di chi ha commesso il delitto, perchè capace di uccidere solo per noia e perversione.
Insomma un libro che si legge d'un fiato ma non a cuor leggero.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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