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Ruiz Zafón Carlos - L' ombra del vento |
Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all'oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell'anima oscura della città. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra.
Recensioni 1 - 20 di 101 recensioni presenti. Media Voto: 4.04 / 5Fabrizio (16-01-2010) Ho riletto L'ombra del Vento dopo tre anni dalla prima lettura e lo trovo sempre un romanzo sensazionale. Ti invoglia a visitare Barcellona con uno sguardo diverso. Indimenticabile! Voto: 5 / 5 |
Sarah (05-01-2010) Mi sono imbattuta in questo libro quasi per caso. Ho letto la trama e mi sono detta... "Magari mi può piacere!".... Beh...l'ho iniziato e non sono riuscita più a staccarmene. Sono stata presa e coinvolta in questa Barcellona di luci ed ombre e fino a quando non sono arrivata alla fine non riuscivo a darmi pace. Ora vorrei rileggerlo mille volte ancora. Voto: 5 / 5 |
paolo (23-12-2009) E' un libro talmente puerile che quasi provoca imbarazzo. Chi lo considera un capolavoro probabilmente non capisce molto di letteratura (sia detto senza offesa). Un po' come chi considera un grande film "Il gladiatore", o un grande cantante Bocelli, o un grande ristorante il McDonald's, o un grande pianista Giovanni Allevi. Bisogna rispettare le idee e i gusti di tutti, ma si deve anche avere il coraggio di dire che questo libro non merita attenzione. Inoltre, Zafon è molto presuntuoso e pretenzioso, un arrogante senza qualità che inanella frasi fatte e banalità spacciandole per verità ispirate. Si lancia in lirismi ridicoli che possono incantare solo chi "non mastica" la buona letteratura (e ce n'è tanta: la Spagna ci ha dato in questi anni almeno due ottimi scrittori: Vasquez Montalban e Marias). L'unica cosa su cui si è impegnato è costruire una trama complicatissima e del tutto inverosimile, un polpettone che mischia malamente generi letterari diversi e va dall'erotico allo splatter, dalla commedia alla tragedia al thriller, il tutto magari nella speranza di vendere il soggetto per il cinema. Un'ultima cosa: secondo il mio personale gusto l'idea del cimitero dei libri è qualcosa di oscenamente stucchevole e posticcio. E lo dice uno che i libri (ma solo quelli buoni) li ama veramente. Voto: 1 / 5 |
Antonio (09-12-2009) Come Zafon fa dire a Bea "i libri sono specchi in cui troviamo solo ciò che abbiamo dentro di noi".
Per questo, penso, le recensioni dei libri sono così discordanti.
Io in questo libro ci ho visto un inno all'amicizia ed all'amore, e mi sono emozionato.
Per me vale il massimo, nonostante non ami le storie un po' surreali alla "Cent'anni di solitudine". Ma qui la voluta, scarsa verosimiglianza serve, paradossalmente, a far risultare più credibile la storia, facendo passare in secondo piano piccole incongruenza e forzature.
E poi le atmosfere catalane di un periodo molto particolare sono una piacevole novità.
Gran bel libro, secondo me!!! Voto: 5 / 5 |
claudio (04-12-2009) gran bel libro. scorrevole con una trama coinvolgente. Voto: 5 / 5 |
Anna (23-11-2009) Sopravvalutato. Non un solo tema originale, non un solo tema non originale trattato con originalità. Trama trita e ritrita, personaggi idem. Non mi è piaciuto per niente. Voto: 2 / 5 |
Josi (23-11-2009) Confesso che ho comprato questo libro circa 1 anno fa, avevo iniziato un paio di volta ma non riuscivo arrivare alla metta del libro, anche perche compravo sempre più libri e lasciavo in 2° piano...Adesso ho preso su serio e veramente mi ha fatto colpo, un libro intrigante, pieno di colpi di scena, ho riso, ho avuto paura e mi sono emozionata. Voto: 4 / 5 |
Filippo (21-11-2009) Difficilmente assegno il voto più alto, ma credo che ne valga veramente la pena. Ottimo libro anche se non esente da qualche piccola critica come il numero dei personaggi, veramente tanti, oppure il finale che sembra voler spianare la strada ad un eventuale seguito. Non è stato facile terminarlo, tuttavia mi ero talmente affezionato ai protagonisti che avevo la sensazione di dispiacermi nel distaccarmi da loro una volta terminata la storia. Da non perdere assolutamente. Voto: 5 / 5 |
Andrea (13-11-2009) Ottimo libro...inutile paragonare o parlare di gusti, il libro a me è piaciuto molto. Voto: 5 / 5 |
kaanoce (10-11-2009) Gli 1 e i 2 dati a questo libro, mi sembrano veramente impietosi, come ho già scritto in una precedente recensione il libro è più che valido. Come si fa a dire che non è avvincente (come ha scritto qualcuno) o che non appassiona (come ha scritto qualcun altro) proprio non riesco a capirlo se non considerandolo puro spirito di contraddizione.
Ma l'abbiamo capito o no che si tratta di un romanzo. A me personalmente piacciono le storie vere o, comunque, verosimili; questa non è né l'una e né, probabilmente, l'altra, perchè abbastanza fantasiosa, ma certamente è un bel romanzo. Se proprio dovessi rimproverare qualcosa a Zanfon riguarda il finale, in cui ha creduto di accontentare il lettore risolvendo tutti i problemi dei vari personaggi nel migliore dei modi. Beh non sta scritto da nessuna parte che un romanzo per essere bello deve finire con ..........e tutti vissero felici e contenti. Detto questo però aggiungo che se c'è qualche piccola pecca, pazienza, altrimenti non sarebbe solo un buon libro ma sarebbe un vero capolavoro. Il voto che ho dato mi serve per contrastare gli ingiusti 1 e 2. Voto: 5 / 5 |
Elisa (09-11-2009) Veramente molto molto molto raramente mi è capitato di non portare a termine la lettura di un libro. Ma questa volta l’ho fatto.
Sono arrivata a metà e con fatica: un libro che non mi ha coinvolto per nulla.
Voto: 1 / 5 |
Giovanni D. (04-11-2009) Che delusione!!!
Non è avvincente, pochi colpi di scena e male architettati, storia che sembra una fiaba quando vuole essere thriller e un documentario quando vuole essere storica.
Che noia, grande padronanza di scrittura per l'autore che rende solo mediocre una storia veramente pessima.
Scusate, ma non ci siamo per nulla.
Voto: 2 / 5 |
giorgio g (02-11-2009) Veramente un bel libro, coinvolgente, ben strutturato, colmo di pathos, di personaggi intriganti, di storie che si intrecciano sullo sfondo di una città piena di vita…e di morte. Qui la tecnica del flash-back è portata ad un’arte sopraffina, sì che l’ andare avanti e indietro nel tempo non disturba ma appare naturale. I personaggi sono una folla ma ciascuno è ben definito: Fermìn il Deus ex machina, il misterioso Julian Carax, Daniel e Bea teneri innamorati, la patetica Nuria Monfort, l’odioso ispettore Fumero, la cui fine grandguignolesca è salutata con gioia dal lettore. Che con tristezza depone il libro, ormai terminato, che gli ha donato molte ore di piacevole lettura. Voto: 5 / 5 |
Vincenzo (01-11-2009) Come si possa dare il massimo voto a questo romanzo è decisamente un mistero.Occorre riconoscere a Zanfon una certa padronanza nel dipanare storie; è solo grazie ad essa che questa rivisitazione del feuilleton di fine 800 riesce a tenere il lettore fino alla conclusione. Ma i pregi del romanzo terminano qui. qualsiasi confronto con i possibili riferimenti diventa impietoso: quanto povera la fantasia e la capacità di stupire, rispetto a Potocki, quanto sbiadito il dramma, rispetto a Leroux e via di questo passo per l'intero incredibile collage di citazioni che si affacciano nella storia. Non si può poi tacere che c'è più Barcellona in una pagina di Vazquez Montalban che in cento di Zanfon. Detto questo e, tralasciando paragoni impossibili, il diffetto maggiore del romanzo è l'incapacità dell'autore di fondere con naturalezza dramma e comicità;tale fusione dovrebbe condurre al grottesco, ma, con Zanfon si passa, senza soluzione di continuità, dal dolore alla farsa, senza che i due registri narrativi si armonizzino mai. Unico personaggio di un certo spessore risulta Firmin, che, paradossalmente, è del tutto avulso dalla storia, risultando, con tutta evidenza, un espediente per dare un pò di colore e movimento ad una vicenda che non appassiona. Da consigliare soltanto come possibile lettura sotto l'ombrellone, da dimenticare l'indomani. Voto: 2 / 5 |
enzo (27-10-2009) Diciamo così, un buon libro da intrattenimento,a volte mi ricorda un po' la sagra dei personaggi di Garcia Marquez in cent'anni di solitudine,e un pò Henry Potter,il libro è comunque scorrevole e avvincente; anche se un pò irreali Ruiz rende piacevoli le vicende di David, il personaggio più vero e interessante è senza dubbio Miquel Voto: 3 / 5 |
caterina (25-10-2009) un vero capolavoro! avvincente,scorrevole, lo consiglio per chi vuole vivere un mistero affascinante anche sensuale e divertente. consiglio tutti i libri di zafon!!!! Voto: 5 / 5 |
esercizio di stile (21-10-2009) Avvincente. Da leggere. Lo consiglio in particolare a chi non ama la lettura... Voto: 5 / 5 |
alexx (16-10-2009) TROPPO LUNGO, TROPPO CONTORTO, TROPPI INTRIGHI, TROPPI PERSONAGGI ho fatto veramente fatica a finirlo non mi è piaciuto per niente..... Voto: 1 / 5 |
Kat (12-10-2009) Un libro che narra una storia assurda ma scritta con uno stile talmente vivace e accattivante da coinvolgere dall'inizio alla fine senza mai annoiare. Si è letteralmente catapultati nel mondo dei protagonisti e si rimane ammaliati dalla sua magia fino all'ultima pagina. Il miglior Zafon, lo consiglio senza dubbio. Voto: 4 / 5 |
Roby82 (08-10-2009) miodio ... peggio di un harmony. più finto di un pezzo di plastica. neanche mille anni fa si scrivevano banalità del genere. mi sono rifiutata di perdere altro tempo e l'ho chiuso a pag 80. Voto: 1 / 5 |
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