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Díaz Junot - La breve favolosa vita di Oscar Wao | "La breve e favolosa vita di Oscar Wao": già dal titolo si capisce che il romanzo non avrà un lieto fine classico. Ma non importa. Perché la vita di Oscar - ribattezzato Wao da un amico dominicano che storpia il nome di Wilde è davvero favolosa. Da favola. Da favola letteraria, magica e realistica al tempo stesso. Nasce e cresce nel New Jersey, il grasso, poco attraente, intelligente e parecchio eccitato Oscar. Sua madre Belicia è una ex reginetta di bellezza scappata da Santo Domingo perché perseguitata dal clan del dittatore Trujillo, la sorella, Lola, è una ragazza dolce, assennata e insieme spericolata come tutte le dominicane di Diaz. L'intero albero genealogico di Oscar, come quello di altre migliaia di dominicani, è composto da figure torturate, espropriate, martirizzate.
Media Voto: 3.6 / 5LaMelaMarcia seby.g@hotmail.it (03-01-2011) Diverte e commuove il romanzo di Junot Dìaz, premio Pulitzer 2008.
Con astuzia e leggiadria riesce a toccare le giuste corde e a smuovere qualcosa nell'animo.
Come non affezionarsi al gordo Oscar, alla bella e ribelle Lola, alla diosa Belicia Cabral.
Storia di vite tristi e drammaticamente dure tra l'integrazione negli States e la tirannia di Trujillo nella disgraziata Repubblica Dominicana.
Misticismo e tradizione, fantascienza e letteratura s'intersecano a creare un perfetto mix tra passato e presente.
La costruzione temporale del romanzo, "alla Rushdie", è quella che più preferisco: tasselli in ordine sparso che vanno perfettamente ad incastrarsi. Lo stile, rispetto all'autore anglo-indiano, è decisamente più semplice ed immediato.
Davvero un bel libro: vibrante e tenero quanto cinico e spietato.
La forza del romanzo è soprattutto nei personaggi. Le figure femminili sono adorabili, tutte quante, nel bene e nel male.
Non resta che aspettare con ansia un nuovo lavoro di Dìaz. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
valina91 (23-10-2010) Bello bello bellissimo! E' incredibilmente toccante la descrizione del personaggio di Oscar e della sua posizione (a dir poco insognificante) nella societa dominicana della seconda metà del secolo scorso. La sua passione per il fantasy, per i giochi di ruolo, per le grafic novel che hanno come protagonisti eroi con incredibili superpoteri, in breve il suo essere nerd, unito alla repulsione delle ragazze per il suo fisico non proprio palestrato lo allontana dai suoi coetanei rendendolo un outsider. Ciò contribuisce più avanti ai suoi tentativi di suicidio, che purtroppo o per fortuna, non riesce mai a portare a termine. Dalla descrizione del protagonista e della sua inadeguatezza si evince anche una descrizione della società dominicana durante il regime dittatoriale di Trujillo. Vincitore del Premio Pulitzer, è un libro da non perdere assolutamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Geffy gemondi@libero.it (22-12-2009) Premetto che dare due stelle a un Premio Pulitzer potrebbe sembrare pretensioso ma non amo il genere fantasy, e, pur apprezzando l’argomento trattato e le trama avvincente, non ho gradito la scrittura, innovativa sicuramente, ma poco piacevole.
All’inizio ero un po’ perplessa, infastidita, ma non ho mai pensato di abbandonare il libro. Infatti, man mano che si va avanti nella lettura, la narrazione diventa più interessante e la storia, ricca di riferimenti storici sulla Repubblica Dominicana, si snoda in un continuo alternarsi di voci narranti, di flashback e di vicende diverse ma strettamente legate tra loro dalla comune sofferenza e dalle torture tipiche della dittatura di Trujillo Molina.
Insomma, libro originale, storia interessante, spunti storici non irrilevanti, ma uno stile non di mio gradimento!
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Soci (28-08-2009) Semplicemente meraviglioso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
max castel (03-06-2009) Tutti i libri che ti capitano tra le mani vanno letti, se possibile; almeno per capire il valore di alcuni che hai già letto. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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