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Neri Giampiero - Paesaggi inospiti | C'è un grande, maestoso silenzio che avvolge la scena di questi "Paesaggi inospiti". Una scena che è in prevalenza quella di una natura in cui possiamo osservare il volo e l'ombra, la rapida intelligenza animale, l'impassibile economia che la governa. Giampiero Neri, l'autore di "Teatro naturale", una delle opere di poesia più singolari e giustamente amate del secondo Novecento, ci reintroduce nella sua dimensione ambientale, che è quella di una realtà sempre insidiosa e attraente, con la fermezza di una pronuncia classica e inconfondibile, che nulla sottolinea, che nulla concede all'enfasi, ma che riesce prodigiosamente incisiva in virtù della svia esattezza e insieme del risentito risalto dei suoi umori. Nei suoi paesaggi Neri ci presenta le tracce residue di antiche battaglie, osserva i lenti e spesso misteriosi cambiamenti della storia e delle epoche, registra a distanza di tempo barlumi di vicenda come se fossero brandelli di racconto. O meglio ancora, come rapide successioni di fotogrammi che ci mostrano situazioni e personaggi colti in un momento chiave: i cavallanti, l'attrice adolescente, il vecchio bevitore, l'amico del paradosso. Ma anche personaggi chiave nella cultura del Novecento, come Rossellini, Terragni, Sironi. L'insieme ci rappresenta per frammenti un incessante lavorio naturale e umano dove agiscono fazioni in guerra, o dove regna una pace molto provvisoria.
La Recherche (22-05-2009) La produzione poetica di Giampiero Neri, classe 1927, è indubbiamente tra le più interessanti di questa nostra Italia in versi. Egli si distingue nettamente dai suoi contemporanei per le modalità analitiche con cui tratta i soggetti/oggetti poetici dei suoi componimenti, soggetti spogliati della loro complessità dalla semplicità descrittiva, quasi scientifica, che conferisce alla sua scrittura lo stesso caratteristico ordine dei sistemi naturali, regolati da ben definite leggi. Il dettato poetico lascia nel lettore una sorta di positivo sconcerto, si ha la sensazione di ricevere una blandizia allo spirito, il corpo si rilassa, l’attenzione penetra tra i versi e si viaggia col poeta nel suo teatro naturale e umano, dove il passato riaffiora; anche se è un passato che non appartiene ai ricordi diretti del lettore, quest’ultimo si ritrova comunque coinvolto a sperimentare una controllata emozione personale, poiché Neri, nel suo caratteristico equilibrio tra sentire soggettivo e oggettiva descrizione del mondo, raccoglie l’esperienza collettiva del creato, dei luoghi naturali, della vita, e li pone sotto il manto della sua poesia che diventa territorio familiare al lettore.
L’intelligenza analitica di Neri riesce quindi a soddisfare la mente logica e il pensiero emotivo, senza interrompere mai, neppure da una sezione all’altra del libro, e, oserei dire, neppure da un libro ad un altro, quella tessitura leggera tra i vari poemi che li rende nel complesso armoniosi, e che emergono dall’unica e unitaria opera che è la vita stessa del poeta e che traspare dai suoi scritti come meditativa, protesa a ciò che ancora è da esperire nel presente/futuro ma che allo stesso tempo attinge in modo notevole dalle esperienze del passato. [...] Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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