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Kehrer Simon; Nones Walter - È la montagna che chiama. Luglio 2008. La tragedia... |
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Titolo | È la montagna che chiama. Luglio 2008. La tragedia del Nanga Parbat nel racconto dei sopravvissuti |
| Autore | Kehrer Simon; Nones Walter | Prezzo Sconto 15%
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€ 15,30
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 2,70)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2009, 175 p., ill., rilegato |
| Editore | Mondadori
(collana Ingrandimenti) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| "Alla fine mi rialzo e mi preparo a uscire dal crepaccio. Ma abbandonare così un compagno mi fa sentire in colpa. Mi giro e provo l'impulso di parlargli. 'Karl, vieni, andiamo via' mormoro quasi senza volere. Mi trattengo ancora un istante, come se mi aspettassi un impossibile miracolo. No, bisogna guardare in faccia la realtà. Karl è morto, e niente potrà più cambiare questo fatto." Luglio 2008. A 6000 metri di altitudine tre alpinisti italiani stanno aprendo una nuova via per risalire la ripidissima schiena del Nanga Parbat, uno dei giganti dell'Himalaya. Si chiamano Karl Unterkircher, Walter Nones e Simon Kehrer. Dopo un complicato passaggio sotto un seracco, improvvisamente, senza dire una parola, Unterkircher scompare dentro un crepaccio nascosto dalla neve fresca. Un volo di quindici metriosilenzioso, mortale. Nones e Kehrer reagiscono nell'unico modo consentito a chi affronta i pericoli della montagna estrema: continuano la scalata dopo essersi calati nel crepaccio per un ultimo saluto all'amico Karl e aver piantato la piccozza di Unterkircher nel punto della tragedia, fiore d'acciaio a guardia della sua bara di ghiaccio. In "È la montagna die chiama" i due superstiti raccontano un'avventura epica e tragica, che ha come protagonisti il Re delle montagne (così chiamano il Nanga Parbat in lingua pashtun), tre uomini e la loro irrefrenabile voglia di alzare l'asticella dei limiti naturali.
Media Voto: 4.33 / 5alberto (07-09-2009) Il libro è stata una splendida sorpresa. Bello il racconto alternato dei due alpinisti; si entrava nella testa di ciascuno apprezzando la loro natura semplice, mite, forte e innamorata della montagna. Per chi è alpinista è uno straordinario messaggio di come l'importante è lo spirito con cui si affronta la scalata e non solo l'epica del raggiungere la vetta. Siamo lontani dalla "solita" rappresentazione dell'impresa eroica come purtroppo è stata anche in questo caso rappresentata dai media in occasione delle operazioni di soccorso (anche se i due alla fine non sono stati soccorsi da nessuno). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Leonello Vesentini (02-08-2009) Il voto non è un 2 per rispetto alla vicenda. Ma il linguaggio è veramente semplice e mi sembra che la scelta di alternare il racconto tra i due autori sleghi il filo conduttore. Per me i libri di Messner sul Nanga Parbat sono un'altra cosa: speriamo questa sia un riconoscimento alla memoria e non un'operazione commerciale. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Stefano (17-07-2009) Il libro racconta la spedizione sul nanga parbat, dalla programmazione fino al ritorno. Suddiviso in brevi capitoli, descrive le emozioni di salire in gruppo, molto bello, si legge tutto in un fiato.
All'interno ci sono anche le foto della spedizione, con paesaggi mozzafiato, c'è anche un piccolo vocabolario per i termini tecnici e il diario della spedizione. Voto 9 Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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