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Márai Sándor - Il vento viene da Ovest | Nel 1959 lo scrittore ungherese Sàndor Màrai intraprese un viaggio attraverso il vasto continente nordamericano, il Paese che lo aveva accolto come esule: quindicimila chilometri in aereo, bus, automobile e nave dall'elegante San Francisco, "dove finisce l'Ovest e inizia l'Est", giù per la costa californiana, fino al Messico "rumoroso e variopinto", e poi i deserti dell'Arizona e del New Mexico, la vastità del Texas, il carnevale di New Orleans, la Florida tropicale. In questo originale diario di viaggio Màrai descrive paesaggi, architetture, incontra uomini e donne, sfiora i luoghi degli scrittori protagonisti della cultura americana, da Kerouac a Steinbeck, da Henry Miller a Faulkner. L'osservatorio di Mount Palomar gli ispira riflessioni sul posto dell'uomo nel cosmo, gli ordinati sobborghi di Houston gli rivelano il senso profondo dell'anima americana, il buen retiro dei pensionati di Miami gli suggerisce pensieri sulla vecchiaia... A mezzo secolo di distanza, rimangono di straordinaria acutezza e contemporaneità le sue osservazioni sulle abitudini sociali e politiche degli americani (che sono diventate quelle dell'intero Occidente), sulle immense risorse e le infinite contraddizioni del loro stile di vita e di pensiero, sul destino del Paese in cui tutto è giovane e nuovo, scintillante e tecnologico, in cui la vita si fa ogni giorno più sana e più comoda.
biaroc (08-11-2009) Una curiosa prova in veste di giornalista viaggiatore: anche se il testo scorre e le riflessioni sono ben calibrate siamo lontanissimi dai suoi capolavori letterari; sembra quasi uno scritto di evasione. Non si avverte la cifra del grande scrittore, ma l'avra' davvero scritto lui? Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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