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Ammaniti Niccolò - Come Dio comanda | In una landa ai margini di tutto vivono un padre e un figlio, Rino e Cristiano Zena, uniti da un amore viscerale che si nutre di sopraffazione e violenza. Tirano avanti un'esistenza orgogliosa insieme a un paio di balordi. Un giorno decidono che è arrivato il momento di dare una svolta alle loro vite. Il piano è semplice: scassinare un bancomat. I protagonisti di questa fiaba apocalittica si ritrovano così in una notte di tempesta, affollata di fantasmi e rimorsi, in cui i fiumi straripano e il fango sembra seppellire ogni speranza. Ma dalle tenebre emerge una ragazzina bionda che sprigiona una forza oscura e finisce per cambiare per sempre i loro destini. "Come Dio comanda" è una sinfonia in cui la più cupa tragedia e lo humour più scatenato si fondono, dando vita a un grande affresco sociale.
19 recensioni presenti. Media Voto: 3.36 / 5Alessia (05-02-2012) Primo libro di Ammaniti che leggo. E devo dire che ne sono rimasta estasiata. Crudo, duro, cinico, talvolta estremo: un libro che fa riflettere sulle realtà di oggi(nonostante la storia possa sembrare esagerata in alcuni punti, non è comunque inverosimile). Per la prima volta in vita mia non ho disprezzato un libro caratterizzato da un linguaggio scurrile; la trama sarebbe stata parecchio improbabile senza l'uso di termini "volgari". Consigliato VIVAMENTE a chi ha voglia di leggere qualcosa di "pesante" ed emotivo e non per le ragazzine che si accontentano di qualche poco velata oscenità e frasi smielate alla Moccia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Norberto n_larcher@hotmail.com (12-09-2011) Un autore non è innocente quando scrive un libro.
Anche nel caso di un romanzo di pura fantasia, egli ha una responsabilità nei riguardi di chi lo leggerà.
Se la realtà che racconta appartiene alla sua vita, la compatisco.
Se invece è frutto della sua fantasia provo timore per la sua sanità mentale.
Questo libro è un inabissarsi nel cinismo più banale.
Le realtà che vengono presentate sono tutte al limite della paranoia.
Non esiste nulla, situazione o personaggio, che abbia un respiro che attiene alla realtà.
Tutto è portato all'eccesso, all'estremo.
Anche il bene è presentato come una macchietta o come un teatrino.
Non vi è un minimo rispetto per nulla.
Ogni cosa è profanata o dileggiata.
La speranza è semplicemente assente.
Ho fatto fatica a finirlo perché ogni tanto dovevo fermarmi e respirare.
Dovevo guardarmi intorno e rinfrancarmi con la realtà che mi circonda.
Inutilmente ho atteso un passaggio/finale che riscattasse la storia.
Inutilmente sono arrivato alla fine.
Non so come l'autore si sia sentito quando l'ha ultimato.
Io non mi sono sentito niente bene.
Il fatto che abbia vinto un premio letterario mi fa seriamente dubitare della capacità di giudizio di coloro che ne erano preposti.
Questo è un libro che non rileggerei mai. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
cristina (15-06-2011) Molto duro, l' inizio poi...pensavo di non riuscire a continuare, però mi sono affezionata subito al ragazzino e ho intensamente sperato in un suo riscatto sociale, culturale..
Ammaniti fa sempre breccia sull' emotività del lettore. Molto pulp,crudo ma purtroppo reale e rappresentativo di certe situazioni difficili.
Bravo Niccolò! come sempre !! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mark Child (04-03-2011) Ho letto questo romanzo sull'onda di entusiasmo di "ti prendo e ti porto via". Purtroppo non l'ho trovato all'altezza. L'unica cosa buona del libro è il rapporto tra padre e figlio, che emerge bene dalla violenza corale. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
elos (01-02-2011) semplicemente fantastico! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
FRANCESCA (25-01-2011) Letto tutto d'un fiato. indecisa tra il desiderio di conoscere la fine e quello di non farla arrivare troppo presto. versione non troppo romanzata della vita reale. molto crudo. non per signorine. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lettore4 (11-12-2010) Buon libro, scritto bene con una forte dose ironica nonostante l'argomento trattato. Rimane un po' di amarezza per come l'autore tratti le figure femminili, un po' stereotipate e/o assenti senza una ragione valida, come se non importasse spiegare i motivi dei loro comportamenti. Il linguaggio è crudo e qualche volgarità suona di troppo quando a parlare è l'io narrante che dovrebbe essere una parte terza ed oggettiva. Ci sono alcune incongruenze nel racconto ma non tolgono la piacevolezza della lettura. Consigliato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Cristiano (21-11-2010) La descrizione e la caratterizazione dei vari personaggi che animano questo libro è notevole. L'analisi introspetiva di ognuno di loro che in qualche modo intrecciano le loro vicende fanno diventare questo libro veramente avvincente fino all'ultima pagina, pur senza un trama particolarmente articolata e senza esagerare in colpi di scena. Un libro di spessore che fa entrare nei personaggi, te li fa amare, odiare e ti obbliga al confronto o semplicemente a capirli, ma fino in fondo. Un libro potente, che infonde energia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
LaMelaMarcia (05-10-2010) Può un libro essere troppo lungo e, contemporaneamente,troppo corto.. Dopo aver letto questo romanzo posso tranquillamente rispondervi Si. Vengo e mi spiego: lungo è perchè non vedi l'ora di finirlo, ti lasci trascinare dall'autore in un vortice di cattiveria, pazzia, tenerezza e non vedi l'ora di sapere come va a finire questa benedetta, anzi, maledetta storia. Troppo breve perchè è uno di quei romanzi che vorresti non finissero mai, per il piacere di assaporare ogni frase, ogni emozione, per il legame che si crea con i personaggi, sublimemente delineati. ..Beh, cos'altro dire.. Ammaniti ha scritto un romanzo Come Dio Comanda! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
francy (17-09-2010) Avevo deciso di dare a questo scrittore un'altra possibilità dopo il primo che lessi 'ti prendo e ti porto via' ... invece forse questo è anche peggio. Davvero insulso, inutilmente violento, vuoto di qualsiasi realismo anche...e invece forse l'intento era descrivere una qualche forte realtà.
Linguaggio al solito triviale al solo scopo di creare stupore anzi direi meglio squallore.
L'ho finito perchè li finisco tutti ma anche la fine delude.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giuseppe (24-05-2010) Un buon libro in cui c'è, come scritto in altri commenti, il paradosso che racconta la realtà. Forse un finale un pò tronco e che si poteva migliorare: commento ritrovarto in diverse recensioni. Stile di Ammaniti sempre molto crudo, realistico, presente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Sydbar (01-04-2010) Mi è stato regalato questo Natale, sinceramente ero abbastanza scettico sul fatto che potesse interessarmi, invece mi sono immediatamente ricreduto, si legge con grande facilità, il tema trattato è senza ombra di dubbio il "degrado" che sicuramente ci circonda nella vita reale ma non lo si percepisce così come l'autore ce lo propone, ossia con estrema semplicità. La lettura mi ha preso subito, con alternanze di situazioni tragicomiche e questo lo ha reso un libro per me estremamente piacevole. Profondo il legame tra Rino e Cristiano con un rapporto altalenante che sfocia comunque in un amore padre-figlio sempre presente.
Ricordo che si parla del Premio Strega 2007, scusate se è poco.
I miei più vivi complimenti ad Ammaniti.
Promosso e se ne consiglia la lettura a tutti.
Syd Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gabriele77 (19-03-2010) Crudo e realistico,descrive bene i personaggi, la situazione e l'ambiente proposti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
PROT (14-03-2010) è il primo libro di Ammaniti, e devo dire che mi ha abbastanza soddisfatto in quanto piuttosto realistico e a volte intrigante;
nulla di trascendentale, ma comunque scorrevole e per nulla noioso...
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
danypicci87 (08-03-2010) Un bel libro, forse un po' troppo crudo ed irreale in determinati momenti, ma in effetti Ammaniti tende a descrivere il paradosso per narrare situazioni quoridiane più o meno verificabili... non sono d'accordo con chi accusa l'eccessiva volgarità o crudezza di questo romanzo: è una strategia narrativa, e comunque non mi pare che dobbiamo scandalizzarci poi tanto. La storia qui narrata non è poi tanto dissimile da tante vicende di cronaca che affollano i telegiornali e oscurano le nostre giornate. I tempi narrativi sono giusti, tutto si incastra alla perfezione, il romanzo tiene col fiato sospeso e non è mai scontato (forse anche grazie alla pluralità dei punti di vista, un espediente utilissimo): lo consiglio. Unica pecca: l'ho letto dopo "Ti prendo e ti porto via", che è un assoluto capolavoro! Per questo gli do 4: se Ammaniti può fare ancora di meglio, come ci aveva dato prova, lo faccia! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Sandro (05-02-2010) Sono d'accordo col commento che mi ha preceduto. per me la letteratura è soprattutto cuore. In queste pagine non lo sento battere. E non perché i personaggi siano sordidi, dei disperati, non per il loro linguaggio. La letteratura ha conosciuto di peggio. Ma per l'atteggiamento di chi narra, che sembra neutrale rispetto alla vita - e non può essere. Ammaniti è bravo, ma spreca il suo talento su strade che possono garantirgli un portafogli pieno e del successo di cronaca, ma rest fuori della storia letteraria con la S maiuscola Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Maurizio G. (04-02-2010) Un libro impossibile da leggere – a mio avviso. Per quanto mi sia sforzato di finirlo – anche per fare onore ai 10 euro spesi qui su IBS – non ce l’ho fatta. Se anche la scrittura di Ammaniti è letteratura, deve essere un’altra letteratura rispetto a quella che ho imparato a conoscere e amare attraverso i classici ma anche i grandi contemporanei. A proposito di contemporaneità, mi pare che Ammaniti ammicchi in modo smaccato a un linguaggio “generazionale”, proponendosi come una specie di Moccia ma radicalchic, visto che questo libro ha ricevuto lo Strega nel 2007. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Mario maderonzi@vodafone.it (25-01-2010) Romanzo che ti lascia senza fiato, bello, intenso, duro, ben scritto, nel quale si descrive alla perfezione l'animo umano, nelle sue brutture, nella sua brutale e inutile violenza, nella sua solitudine, nel suo disperato bisogno d'amore, d'auto, di capire e capirsi. Uno dei migliori romanzi di Ammaniti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stef (20-12-2009) - sopraffazione e violenza fine se stesse ( ma il senso di mandare il ragazzino ad ammazzare il cane?), balordi ma non personaggi......è il primo libro che ho abbandonato alla sua sorte sul cassonetto della carta.
- mi dispiace, perché ero partito fiducioso di trovare un nuovo giovane autore italiano.
- concederò ad ammaniti una altra possibilità. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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