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Ammaniti Niccolò - Come Dio comanda | In una landa ai margini di tutto vivono un padre e un figlio, Rino e Cristiano Zena, uniti da un amore viscerale che si nutre di sopraffazione e violenza. Tirano avanti un'esistenza orgogliosa insieme a un paio di balordi. Un giorno decidono che è arrivato il momento di dare una svolta alle loro vite. Il piano è semplice: scassinare un bancomat. I protagonisti di questa fiaba apocalittica si ritrovano così in una notte di tempesta, affollata di fantasmi e rimorsi, in cui i fiumi straripano e il fango sembra seppellire ogni speranza. Ma dalle tenebre emerge una ragazzina bionda che sprigiona una forza oscura e finisce per cambiare per sempre i loro destini. "Come Dio comanda" è una sinfonia in cui la più cupa tragedia e lo humour più scatenato si fondono, dando vita a un grande affresco sociale.
9 recensioni presenti. Media Voto: 3.22 / 5Giuseppe (24-05-2010) Un buon libro in cui c'è, come scritto in altri commenti, il paradosso che racconta la realtà. Forse un finale un pò tronco e che si poteva migliorare: commento ritrovarto in diverse recensioni. Stile di Ammaniti sempre molto crudo, realistico, presente. Voto: 4 / 5 |
Sydbar (01-04-2010) Mi è stato regalato questo Natale, sinceramente ero abbastanza scettico sul fatto che potesse interessarmi, invece mi sono immediatamente ricreduto, si legge con grande facilità, il tema trattato è senza ombra di dubbio il "degrado" che sicuramente ci circonda nella vita reale ma non lo si percepisce così come l'autore ce lo propone, ossia con estrema semplicità. La lettura mi ha preso subito, con alternanze di situazioni tragicomiche e questo lo ha reso un libro per me estremamente piacevole. Profondo il legame tra Rino e Cristiano con un rapporto altalenante che sfocia comunque in un amore padre-figlio sempre presente.
Ricordo che si parla del Premio Strega 2007, scusate se è poco.
I miei più vivi complimenti ad Ammaniti.
Promosso e se ne consiglia la lettura a tutti.
Syd Voto: 5 / 5 |
gabriele77 (19-03-2010) Crudo e realistico,descrive bene i personaggi, la situazione e l'ambiente proposti. Voto: 4 / 5 |
PROT (14-03-2010) è il primo libro di Ammaniti, e devo dire che mi ha abbastanza soddisfatto in quanto piuttosto realistico e a volte intrigante;
nulla di trascendentale, ma comunque scorrevole e per nulla noioso...
Voto: 4 / 5 |
danypicci87 (08-03-2010) Un bel libro, forse un po' troppo crudo ed irreale in determinati momenti, ma in effetti Ammaniti tende a descrivere il paradosso per narrare situazioni quoridiane più o meno verificabili... non sono d'accordo con chi accusa l'eccessiva volgarità o crudezza di questo romanzo: è una strategia narrativa, e comunque non mi pare che dobbiamo scandalizzarci poi tanto. La storia qui narrata non è poi tanto dissimile da tante vicende di cronaca che affollano i telegiornali e oscurano le nostre giornate. I tempi narrativi sono giusti, tutto si incastra alla perfezione, il romanzo tiene col fiato sospeso e non è mai scontato (forse anche grazie alla pluralità dei punti di vista, un espediente utilissimo): lo consiglio. Unica pecca: l'ho letto dopo "Ti prendo e ti porto via", che è un assoluto capolavoro! Per questo gli do 4: se Ammaniti può fare ancora di meglio, come ci aveva dato prova, lo faccia! Voto: 4 / 5 |
Sandro (05-02-2010) Sono d'accordo col commento che mi ha preceduto. per me la letteratura è soprattutto cuore. In queste pagine non lo sento battere. E non perché i personaggi siano sordidi, dei disperati, non per il loro linguaggio. La letteratura ha conosciuto di peggio. Ma per l'atteggiamento di chi narra, che sembra neutrale rispetto alla vita - e non può essere. Ammaniti è bravo, ma spreca il suo talento su strade che possono garantirgli un portafogli pieno e del successo di cronaca, ma rest fuori della storia letteraria con la S maiuscola Voto: 1 / 5 |
Maurizio G. (04-02-2010) Un libro impossibile da leggere – a mio avviso. Per quanto mi sia sforzato di finirlo – anche per fare onore ai 10 euro spesi qui su IBS – non ce l’ho fatta. Se anche la scrittura di Ammaniti è letteratura, deve essere un’altra letteratura rispetto a quella che ho imparato a conoscere e amare attraverso i classici ma anche i grandi contemporanei. A proposito di contemporaneità, mi pare che Ammaniti ammicchi in modo smaccato a un linguaggio “generazionale”, proponendosi come una specie di Moccia ma radicalchic, visto che questo libro ha ricevuto lo Strega nel 2007. Voto: 1 / 5 |
Mario maderonzi@vodafone.it (25-01-2010) Romanzo che ti lascia senza fiato, bello, intenso, duro, ben scritto, nel quale si descrive alla perfezione l'animo umano, nelle sue brutture, nella sua brutale e inutile violenza, nella sua solitudine, nel suo disperato bisogno d'amore, d'auto, di capire e capirsi. Uno dei migliori romanzi di Ammaniti. Voto: 5 / 5 |
stef (20-12-2009) - sopraffazione e violenza fine se stesse ( ma il senso di mandare il ragazzino ad ammazzare il cane?), balordi ma non personaggi......è il primo libro che ho abbandonato alla sua sorte sul cassonetto della carta.
- mi dispiace, perché ero partito fiducioso di trovare un nuovo giovane autore italiano.
- concederò ad ammaniti una altra possibilità. Voto: 1 / 5 |
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