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Bettiza Enzo - La primavera di Praga. 1968: la rivoluzione dimenticata | Il 5 gennaio 1968 Alexander Dubcek viene eletto segretario generale del Partito comunista cecoslovacco: si inaugura così una stagione di riforme assolutamente unica nella storia dei paesi satelliti dell'Unione Sovietica. È la "Primavera di Praga". I sovietici non tardano ad avvertire il pericolo della secessione, della spaccatura del blocco, nella glasnost che imperversa a Praga come dodici anni prima a Budapest. E la notte del 20 agosto 1968 occupano l'aeroporto mentre una colonna di carri armati irrompe a Praga, tra lo sgomento dei cittadini. All'alba del 21 un commando del Kgb arresta Dubcek nella sede del comitato centrale del Partito comunista. Enzo Bettiza, inviato del "Corriere della Sera", visse in prima persona, sul posto, quei tragici momenti e in queste pagine ci consegna il racconto appassionato di un periodo tra i più fervidi e controversi della storia contemporanea: un resoconto puntuale che si intreccia con informazioni al tempo non pubblicabili, restituendoci le immagini vivide di un paese "sospeso sugli imponderabili automatismi della storia".
Maxlalo (27-10-2009) Molto interessante anche se non mi piace troppo il modo di scrivere di Bettiza. Comunque rende chiari tutti i fatti e i retroscena dei quanto è successo in Cecoslovacchia nel 68 e di come la gente ha vissuto il dramma dell'arrivo dell'esercito russo. Tutto il mondo guardava con il fiato sospeso questo piccolo paese che con umiltà e compostezza sfidava il colosso sovietico (che era un fratello). L'arrivo dei carriarmati russi ha spezzato il sogno di libertà di un popolo che ha dovuto aspettare altri vent'anni prima di liberarsi definitivamente del pesante fardello socialista. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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