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Narrativa italiana  Di ambientazione storica 

Forte Franco - Carthago. Annibale contro Scipione l'Africano. Il romanzo di Roma

Carthago. Annibale contro Scipione l'Africano. Il romanzo di Roma TitoloCarthago. Annibale contro Scipione l'Africano. Il romanzo di Roma
AutoreForte Franco
Prezzo
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€ 16,58
(Prezzo di copertina € 19,50 Risparmio € 2,92)
Prezzi in altre valute
Dati2009, 476 p., rilegato
EditoreMondadori  (collana Omnibus)
 Disponibile anche in ebook a € 9,99

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Descrizione
Nel 218 a.C. Cartagine non è più la potenza che ha regnato incontrastata per cinquecento anni sul Mediterraneo: la disfatta patita nella Prima guerra punica ha fatto di Roma la nuova signora dei mari e delle terre conosciute fino a Oriente. L'orgoglio dei cartaginesi, però, reclama vendetta. Il giovane Annibale, cresciuto nell'odio per i romani, decide di sfidare apertamente l'Urbe e attacca la città di Sagunto, violando la tregua. Dopo avere approntato un esercito formidabile, che si avvale del supporto degli elefanti, parte per una marcia impossibile che lo porterà a varcare i Pirenei e le Alpi, per scendere nella Gallia Cisalpina e affrontare Roma sul suo territorio. Il piano di Annibale appare folle e senza speranza. Solo un uomo fra i romani sa di trovarsi di fronte al più temibile avversario che la Repubblica abbia mai conosciuto: è Publio Cornelio Scipione, figlio del console Scipione, affascinato dall'abilità e dall'intelligenza dimostrate da Annibale. Quando gli eserciti di Cartagine e di Roma si affrontano nella battaglia del Ticino, il giovane condottiero romano capisce che per poterlo sconfiggere occorre studiare tutto di lui e della sua tattica di guerra. Inizia così un confronto a distanza destinato a durare quindici anni, fino alla resa dei conti a Zama, sulle coste dell'Africa, quando Annibale e Scipione si sfidano in campo aperto, decisi a dimostrare il loro valore in uno scontro che segnerà il destino dei loro popoli.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 22 recensioni presenti.  Media Voto: 4.40 / 5

Stefano (26-01-2012)
Sono francamente perplesso nel dare un giudizio su questo libro che è un romanzo innanzitutto. Un romanzo più che un romanzo storico. Premetto che sono un appassionato di biografie e storia antica. Mi pongo la domanda di che senso abbia trattare due personaggi come Scipione ed Annibale, maestri strateghi in un contesto storico dove la guerra e le dispute su come condurla sono il pane quotidiano, non descrivendo - se non molto sommariamente - le battaglie. Curata la descrizione psicologica dei personaggi che giocoforza risulta romanzata, credo però che non ci si possa e non ci si debba esimere da una trattazione particolareggiata degli scontri. Perdonandomi il paragone ingeneroso,sarebbe come leggere un libro dal titolo Italia - Germania 3-1 nel quale siano descritti i momenti pre partita, spogliatoi, sentimenti contrastanti dei campioni in campo prima e dopo la partita, ma della stessa avere il solo risultato. Peccato mi aspettavo molto di più!
Voto: 2 / 5
miki (01-09-2011)
sarò breve:-----LEGGETELo!!!!!
Voto: 5 / 5
Miller (02-03-2011)
Ottimo romanzo. A differenza de "I Bastioni del Coraggio" non è netta la distinzione tra il personaggio positivo e quello negativo, anzi a tratti non sai da che parte stare perché sei così in empatia sia con Publio Cornelio Scipione e sia con Annibale Barca da soffrire ed esultare per entrambi. Invece con Fulvio Alciati, Mariangela Comencini e Anita Polidori vivevi il romanzo e l'evoluzione della storia per vederli trionfare contro le avversità e i personaggi negativi: Guaraldo Giussani e Ludovico de Valois. Quindi ho riscontrato due modi differenti per gestire e intrecciare un romanzo, soluzioni che sono legate ai personaggi principali e al tipo di relazione che Franco Forte ha voluto creare tra loro e il lettore. Ho avuto la conferma della sua abilità con i personaggi femminili: Himilce è stupenda e soprattutto decisa come Anita e Mariangela. Non ho ancora trovato una donna debole nelle sue opere. Da leggere.
Voto: 5 / 5
IsabellaF. (11-12-2010)
Da appassionata di storia antica ho letto con entusiasmo questo romanzo,a mio avviso il migliore finora della serie dedicata all'antica Roma. Al di là dell'interpretazione delle fonti e di come siano state usate, Forte riesce nell'impresa, sempre più ardua per gli autori italiani, di ricostruire un'epoca e la sua atmosfera e rendere la complessità psicologica dei protagonisti, al contempo uomini con le loro debolezze e specchio di due culture e di due mondi contrapposti. Lo stile è scorrevole ma mai banale e in alcuni punti le descrizioni raggiungono una tale forza da evocare immagini "cinematografiche". Decisamente consigliato
Voto: 5 / 5
Massimo M. (30-11-2010)
Sto leggendo con gusto e divertimento Il romanzo di Roma di Mondadori, e devo dire che questo "Carthago" è in assoluto il migliore fra quelli sinora pubblicati. "Il ribelle" è affascinante perché tratta un periodo originale, quello della fondazione dell'Urbe, però la scrittura è leziosa e la storia poco avvincente. "Il mago e l'imperatrice" è il più noioso di tutti, per quanto ci siano delle buone ricostruzioni della vita nei lupanari e nei teatri della Roma di quel periodo. E poi Messalina appare completamente diversa da quella ricostruita dai lasciti storici, e questo spiazza parecchio. "Spartaco" è il più vicino, come qualità, a "Carthago", anche se l'autore non riesce a mantenere sempre viva la tensione narrativa nel romanzo. "L'aquila di sabbia e di ghiaccio" è piuttosto interessante, però come qualità di scrittura mi pare sia quello che fa più desiderare. Adesso resto in attesa dell'ultimo libro della serie per completare la panoramica.
Voto: 5 / 5
Fernando Macchi nuova.comunicazione@yahoo.com (29-11-2010)
Non concordo con quanto scritto da qualcuno, sul fatto che la prima parte di Carthago sia priva di descrizioni, di politica, di personaggi di spessore, anzi. La prima parte di questo straordinario libro ricrea due personaggi di grandissimo spessore come Annibale e Publio Cornelio Scipione, e fin dalle prime righe si respira l'anima autentica del periodo storico ricostruito, degli scenari in cui si svolgono gli eventi (la descrizione di Roma quando il giovane Publio la attraversa osservandone le insuale per la prima volta, è assolutamente rigorosa e pregnante) e dei protagonisti, che crescono con le loro complesse psicologie e molti, interessantissimi personaggi di contorno, a partire da Himilce, la moglie di Annibale, fino allo schiavo innamorato di Publio Cornelio. Le battaglie di Ticino e Trasimeno non sono scritte con il dettaglio pedante della ricostruzione storica minimale (per fortuna. Se avessi voluto qualcosa del genere mi sarei letto un testo di documentazione storica, non un romanzo), ma questo accade perché secondo me l'autore vuole far crescere i due giovani protagonisti e farli diventare creature complesse e complete, che solo a maturazione avvenuta potranno affrontare grandi imprese come la battaglia di Canne (questa sì descritta con una verosimiglianza e un approfondimento di dettagli entusiasmanti) e quella finale di Zama. Quindi, un percorso di crescita che il lettore ha con i protagonisti del libro, sempre e compiutamente intessuto con la politica e le strategie di due culture così diverse come quella cartaginese (e della famiglia di Annibale, in contrasto anche con il Consiglio di Cartagine) e quella degli Scipione, strettamente legata al tessuno connettivo della società patrizia romana (dal padre allo zio, al futuro suocero, tutto ottimamente descritto ed esplicitato). Insomma, un romanzo bellissimo e completo, che non fa mancare assolutamente nulla agfli appassionati di storia ma anche dei bei libri.
Voto: 5 / 5
roberto lucarelli robertolucarelli@yahoo.it (19-11-2010)
Sono un pò combattuto su questo libro.La prima parte,diciamo fino alla battaglia di Canne esclusa,mi ha deluso in quanto mancava di spessore:le battaglie(Ticino e Trasimeno)sono state descritte scarsamente,la politica assente,luoghi e personaggi descritti in modo approssimativo.La seconda parte da Canne a Zama devo dire che è migliorata notevolmente,le battaglie sono state descritte in maniera discreta e il ritmo è migliorato,la politica romana ha fatto capolino.La psicologia dei protagonisti,le loro strategie pre-battaglia analizzate.Insomma lo spessore del romanzo è aumentato.Ha peccato sempre nella descrizione dei luoghi,dei campi di battaglia. Comunque un buon libro,sicuramente migliore de "La compagnia della morte".
Voto: 3 / 5
Marco (04-09-2010)
Libro bellissimo.....accuratezza storica, avevo già letto un'altro libro dell'autore...ma questo è molto meglio....caratterizzati molto bene i campioni delle due fazioni..lo stile è fluido e la trama ti invita a non voler smettere...lo consiglio agli amanti del genere storico e non solo, vale la pena.
Voto: 5 / 5
Franco Riva (12-06-2010)
Mi sono appassionato tantissimo, ero lì in ogni scena di battaglia, nei momenti critici affrontati da Annibale e da Scipione, e cosa più bella di tutte non sono mai risucito, durante la lettura, a prendere parte per uno solo dei due contendenti. Non sono riuscito a schierarmi con uno contro l'altro, ma parteggiavo per entrambi, era come se avessi voluto vedere celebrare la vittoria di tutti e due, tanto mi sono sentito coinvolto. Un'esperienza magnifica e coinvolgente, che ben poche altre volte ho vissuto con tanta intensità leggendo un libro. Grazie a Franco Forte per questo bellissimo romanzo......
Voto: 5 / 5
Sibilla (08-06-2010)
Sono da sempre un'appassionata di Roma antica, e ho letto di tutto. questo romanzo è uno dei migliori che abbia mai letto, perché riesce a tratteggiare i personaggi in maniera lucida e realistica, inserendoli in un constesto storico difficile eppure accuratissimo (la ricostruzione di Roma quando Scipione è ragazzo è fantastica!) che fa davvero assaporare l'atmosfera di quei tempi. Qualcuno l'ha paragonato ai romanzi di Manfredi, ma secondo me non c'è paragone. La scrittura fresca, vivace, mai noiosa di Forte è entusiasmante e appassionante, non cisono quei lunghi momenti didascalici da "professorone" che Manfredi tende a inserire un po' troppo spesso nei suoi romanzi. Quei c'è narrativa al 100%, di altissima qualità, e con una precisione nella resa degli eventi storici sorprendente. Chi, come me, è appassionato e ha letto moltissimi saggi di documentazione storia, sa che Forte non ha mai sgarrato. La sua second guerra punica è vera, reale e coerente. Se poi non ci sono tutti i dettagli di geopolitica che si possono trovare in un saggio di qualche professore di storia antica... be', mi viene da dire MENO MALE! Questo vivaddio è un romanzo, non un trattato su Annibale e Scipione. E che romanzo!!!
Voto: 5 / 5
Michele Marra (04-06-2010)
Qualcuno, nei commenti che ho letto, ha detto che in questo romanzo non ci sono battaglie.... mi chiedo che libro abbia letto!! Certamente non Carthago. Qui ce ne sono eccome, di battaglie, e tutte descritte in modo diverso, originale, con punti di vista e coinvolgimento inediti, per entrare più a fondo negli avvenimenti storici come si sono svolti e senza mai essere noiose, come invece troppo spesso avviene nei romanzi storici che leggo. E poi la costruzione di due personaggi tanto diversi eppure alla fine simili come Annibale e Scipione, è assolutamente grandiosa, affascinante e coinvolgente al massimo, facendone due personaggi così veri e vividi che sembra di poterli toccare!! Io, da grande appassionato, ho parecchi testi storici che riguardano questo periodo, e non ho trovato nessuna incongruenza con quanto scritto da Forte in nessun passaggio. Consiglio di leggere il libro (un saggio) Scipione e Annibale di Giovanni Brizzi, uno storico fra i più accreditati per questo periodo, per verificare che nulla, in Carthago, si discosta dalle teorie più diffuse su quanto accadde nella seconda guerra punica. Ovviamente, l'autore ci ha messo tanto di suo, ma nella costruzione dei personaggi, dei loro sentimenti, di tutte quelle cose che non si possono certo trovare nei libri di documentazione storica e che solo romanzi robusti e di valore come questo possono garantire. Io sto leggendo tutti i libri di questa Storia di Roma di Mondadori, e se qualcuno mi ha convinto poco, qualche altro mi ha appassionato di meno (ma non faccio i nomi dei titoli perché non lo ritengo corretto, in questa sede), senz'altro Carthago lo trovo il più appassionante, coinvolgente e ben scritto, con un sapore di storia antica "vera" che non ha eguali. Consiglio a tutti di leggere anche gli altri romanzi storici di Franco Forte, come La Compagnia della Morte sulla battaglia di Legnano (e chi è appassionato di battaglie si vada a leggere questa, poi vediamo che cosa ne pensa....), perché raramente un autore italiano mi ha appassionato tanto!!!
Voto: 5 / 5
Alfredo (03-05-2010)
Non mi trovo per nulla d' accordo con le precedenti recensioni, mi ha deluso molto, la lettura senz'altro scorrevole, però il romanzo appare a tratti molto lacunoso e per certi versi di dubbia interpretazione dei fatti svolti ad esempio manca quasi del tutto la descrizione delle battaglie, parte molto difficile, i reparti degli eserciti sono quasi esclusivamente descritti come fanteria e cavalleria, inoltre un attento lettore si sarà chiesto come ha fatto Roma a vincere se i suoi consoli, a parte Publio Cornelio Scipione, sono tutti descritti come interessati esclusivamente alla propria gloria personale ? Pochissimo si dice sulla drammaticità della vita nell' Urbe soprattutto dopo la battaglia di Canne, e con quale coraggio tutte le famiglie romane affrontarono quel momento, non si fa nemmeno cenno a come, nonostante le diverse sconfitte, Roma riuscisse a trovare nuove risorse e comporre nuovi eserciti. Il romanzo non spiega nemmeno perchè quasi tutte le popolazioni e le città italiche rimasero fedeli a Roma, cosa che fece la differenza sull' esito della guerra. Ciò che mi ha fatto letteralmente rimanere senza parole è stata una frase poco prima della battaglia di Zama, in cui i comandanti romani sono descritti come dei codardi in quanto molto spesso prima della sconfitta si davano alla fuga,cosa assolutamente non vera, vorrei sapere dall' autore la fonte di questa affermazione, oltretutto contraddetta dal romanzo stesso, nel quale si racconta come Publio Cornelio Scipione padre ed il fratello morirono in guerra in Spagna, il primo tra l'altro ferito gravemente nella battaglia del Ticino, il console Caio Flaminio morto nella battaglia del Trasimeno ed il console Lucio Emilio Paolo morto nella battaglia di Canne insieme a molti senatori, il quale anzi rifiutò di ritirarsi per andare incontro a morte certa, episodio eroico non raccontato dall' autore nonostante le varie testimonianze scritte degli storici dell' epoca. Siamo lontani dai bei romanzi di Manfredi, Cervo, Iggulden e Scarrow.
Voto: 2 / 5
roberto m (18-03-2010)
Libro davvero molto bello, le quasi 500 pagine si leggono tutto di un fiato, senza mai annoiarsi. Stile asciutto, ritmo sempre elevato, ben delineati i personaggi, buone le descrizioni delle battaglie (non ricche di dettagli, ma, alle volte, l'eccesso di indicazioni sullo svolgimento degli scontri e sulle tattiche militari adottate può causare difficoltà di comprensione in mancanza di raffigurazioni grafiche). Vivamente consigliato agli amanti del genere.
Voto: 5 / 5
Marcella Testa m.testa27@libero.it (10-01-2010)
Un romanzo che vale più di 10 corsi di scrittura creativa. Scritto con sapiente destrezza nell'uso della focalizzazione interna, al punto da far dubitare sull'esito della II guerra punica. Questo perchè F. Forte sa come catturare l'attenzione del lettore con descrizioni plastiche, che si traducono, all'istante, in immagini potenti e dinamiche, come se si trattasse di fotogrammi di una fiction storica. Ben curati anche il contesto e la caratterizzazione non solo di Annibale e dei 2 Scipioni, ma anche dei personaggi femminili, tra cui spicca la procace e devota Himilce, sposa di Annibale. Ma il pezzo forte sono i dialoghi, fluidi e d'effetto. Valga come assaggio questo scambio di battute tra Annibale e Scipione l'Africano prima dello scontro finale a Zama: - Bene - disse il - Cartaginese - Così ecco l'uomo che crede di potermi sconfiggere - [...] - Non sono il primo, immagino - ribattè, con una sicurezza che sorprese lui per primo - Ma forse potrei essere l'ultimo. Insomma durante la lettura di"Carthago" ho cominciato a sognare in punico e romano.
Voto: 5 / 5
Elisel (07-01-2010)
Sono una studiosa di storia antica, e ho trovato molto gratificante questo romanzo, che si rifà soprattutto ai documenti di Livio e di alcuni storici di rilievo come Giovanni Brizzi, senza mai aggiudicarsi pretese storiografiche ma senza neppure inventare, come invece fanno troppo spesso gli autori di romanzi storici. Oltre a questo, devo congratularmi con l'autore per la capacità di resa delle emozioni e dei personaggi, oltre che delle grandi battaglie che fanno da collante per tutto il romanzo. Non è facile descrivere delle battaglie così importanti in modo sempre diverso e coinvolgente, senza mai annoiare e mantenendo un grado di verosimiglianza storica invidiabile. Davvero molto bravo.
Voto: 5 / 5
Gondes (05-01-2010)
Ancora un'ottima conferma per Franco Forte. Senza ombra di dubbio il mio scrittore preferito. Riesce a descrivere gli avvenimenti storici con una semplicità e scorrevolezza unica. Con il suo modo di scrivere, così incalzante e descrittivo illude il lettore di assistere dal vivo agli avvenimenti che descrive. Dopo "la compagnia della morte" anche con "Carthago" ha sicuramente fatto centro! Aspetto con impazienza il suo prossimo lavoro.
Voto: 5 / 5
Filosofo92 filosofo92@libero.it (04-01-2010)
Ho letto "Carthago" in cinque giorni, e devo essere sincero penso che questo romanzo abbia più aspetti negativi che positivi; in primo luogo, se da un punto di vista storico può essere alquanto esaudiente, da un punto di vista letterario è assolutamente il contrario... infatti le battaglie vengono raccontate in modo del tutto inesauriemte, a partire da quella del Ticino e quella del Trasimeno che insieme a quella di Cannae sono le più importanti, poi anche gli intervalli di tempo sono molto, troppo lunghi ed in più pezzi ho dovuto rileggere il testo appunto perchè non sapevo dove si trovavano ed in quale periodo erano... perciò ho dato "tre" divoto unicamente per la storicità di questo romanzo e consiglio di leggerlo solo a coloro i quali piace molto la storia e non guardano il punto di vista letterario...
Voto: 3 / 5
Aldo Selleri (11-12-2009)
Perché l’approccio romanzesco alla storia ha tanto successo? Perché c’è poco fumo letterario e tanto arrosto di informazioni? Perché i giovani sono affascinati dalla storia? Perché incoraggia chiunque alla scoperta del passato? Per un nuovo lettore del genere storico come me, la lettura si è svolta più lentamente del previsto, quasi in sincrono con la traversata delle Alpi degli elefanti di Annibale. Alla fine arriverò a Roma, mi sono detto. E il lungo viaggio ne è valsa la pena. L’accuratezza e la precisione del linguaggio di Franco Forte sono fonte di una lettura sempre piacevole. Il tema è storico ma attuale: due personaggi a confronto, due nazioni in guerra per il dominio del mondo. Non è storia moderna, questa? Per me, Carthago è un grande romanzo e, allo stesso tempo, una lezione di creative writing. La concretezza dei fatti non offusca l'ispirazione. La realtà della storia è verosimile. Mai noiosa. I dettagli danno sapore a un passato difficile da immaginare nel suo quotidiano. La precisione nelle descrizioni degli eventi e dei costumi sociali rende viva l'immagine di una società scomparsa. Non so come Franco Forte abbia fatto a scrivere un romanzo così complesso ma facile e piacevole da leggere, ma l’ha fatto. Successo meritato.
Voto: 5 / 5
Anto78 (01-12-2009)
Ma che bello questo romanzo!!! L'ho comprato al supermercato, perché mi ha sopresa vedere questo autore a me poco conosciuto in mezzo a Dan Brown, Stephen King, Camilleri, Vespa e tutti gli altri che di solito riempiono gli scaffali sotto natale. E poi perché ha quella copertina che è fantastica! Ma il romanzo di più, perché non è solo un gran bel libro storico, che ti fa entrare con verosimiglianza nel periodo descritto, ma riesce ad appassionare anche quella parte di pubblico femminile che secondo me si annoia troppo con i soliti libri storici dove si parla solo di guerre e battaglie. Qui c'è anche una donna, Himilce, che è davvero straordinaria e ti fa appassionare! Fantastica poi tutta la ricostruzione della Roma antica, con una verosimiglianza pazzesca e un modo di far saltare fuori dalle pagine gli odori, i sapori e le immagini in 3D di quell'epoca davvero invidiabile. Altro che Brown, King o Vespa! Regalate questo libro per Natale, non ci sarà proprio d apentirsene!!!
Voto: 5 / 5
Umberto (01-12-2009)
Nonostante faccia parte di un progetto presentato da Valerio Massimo Manfredi (cosa che per un attimo mi aveva reso tuitubante all'idea di acquistarlo), questo romanzo è stato una vera sorpresa. A mio avviso le scene di battaglia sono di una verosimiglianza e di un impatto quasi cinematografico, come poche volte mi è capitato di leggere (mai, per esempio, nei romanzi di Manfredi...). E i due protagonisti, Annibale e Pubblio Cornelio Scipione, sono due figure possenti che emergono con forza dalle pagine di "Carthago", per di più con una "angolatura" davvero inedita rispetto a quello che si legge di solito nei romanzi storici. Personalmente sono un appassionato di storia romana, e ho diversi testi di storici di valore (come il Brizzi), e da un confronto con quanto scritto in Carthago e quanto citato dalle fonti storiche, direi che Franco Forte è risucito non solo a scrivere un romanzo pienamente riuscito e avvincente, ma anche a seguire le fonti storiche ufficiali, per quanto lo consenta naturalmente il fatto che il suo è un romanzo di narativa, non certo un testo di documentazione storica. Benissimo, quindi, finalmente un bel libro con cui divertirsi a leggere e approfondire un pezzo di storia molto appassionante.
Voto: 5 / 5
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