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Bianconi Francesco - Il regno animale | Alberto è arrivato a Milano dalla provincia toscana, attirato da un lavoro precario. Vorrebbe fare lo scrittore, o almeno il giornalista. E ha dei problemi di erezione. Susi è bella e magra,vorrebbe volare via da quel puzzo di piscio, hashish, benzina, cocaina bruciata e Chanel numero 5 e i milioni di essenze del piano terra della Rinascente. Nel frattempo si taglia il corpo con una lametta. Sandro da bambino pescava le rane con Alberto. Lui è rimasto in provincia, è molto ingrassato, è in cassa integrazione e sta ubriaco di Fernet al bancone del bar. Francesco, cantante di una band indie di successo, è l'unica vittima di un attentato in una festa alla moda nella quale si sentiva pure un po' a disagio. Le loro vite sprecate si toccano in una Milano dalle mille sfaccettature in un mondo in cui sembra perduta ogni speranza di purezza. Lirico, spietato, immaginifico e sfacciatamente contemporaneo.
Media Voto: 3.5 / 5ant lomell@libero.it (06-02-2012) Un buon esordio nel romanzo, a mio parere, x il frontman dei Baustelle nonché autore di canzoni famose come "Bruci la città" x Irene Grandi etc.
Questo libro è la rivisitazione in chiave anni 2000 di quello che fu un libro cult degli anni '60 e cioè "La vita agra" di L.Bianciardi, stessa trama e stessi propositi: un ragazzo toscano pieno di aspettative e belle speranze che dalla Toscana si trasferisce a Milano e nella città meneghina si scontra con la dura vita quotidiana.
La differenza è la doppia chiave di lettura e i flashback che Bianconi inserisce in questo romanzo x affrancarsi da Bianciardi; si perché oltre il racconto del vissuto a Milano lo scittore ci narra parallelamente di storie adolescelenziali e dell'infanzia vissuta in Toscana.
Questo doppio plot di cui sopra è' un intersecarsi di situazioni che secondo me non annoia il lettore, anzi lo aiuta a comprendere meglio il pensiero del protagonista del libro e a carpirne sfaccettature di comportamento e analisi di azione.
Io lo definirei anche un libro a spirale, nel senso che fondamentalmente Bianconi parte da un punto, un incontro ben preciso che lui fa appena a arriva a Milano( il soccorrere un ubriaco fuori da un supermercato) e da lì costruisce tutto il succo del testo, cioè dare un senso a questa esistenza apparentemente vuota attraverso varie esperienze possibili pe rpoi ritornare al punto di partenza , magari più ricco spiritualmente che materialmente.
Un complicato e articolato, apparentemente, pensiero, ma che invece risulta poi essere la base, per quanto mi riguarda, di un gradevole libro molto interessante da leggere.
Molto particolare anche la copertina(una ragazza nuda che ha sulle spalle...un lupo!!!) Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Nicolò (13-12-2011) Molto bello questo romanzo del leader dei Baustelle. Io ascolto anche questo gruppo e il romanzo sembra proprio una loro canzone, ma di 200 pagine e oltre. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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