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Zanzotto Andrea - Conglomerati | Umanissimo e saggio, sapientissimo e deluso, Andrea Zanzotto prosegue nel suo ineguagliabile percorso poetico, frustrato dalla contemporanea demenza diffusa e portando con sé un irrinunciabile desiderio di sublime; o meglio, con un sorriso ironico e autoironico, di "sublimerie". Nell'estasi del luccicante kitsch pervasivo della nostra rumorosissima epoca, cerca ancora abbandoni e amati silenzi, è ancora capace di aspettare e invocare il fiorire di un "maggio [...] che trabocca d'invenzione", o di cercare il più elevato senso di una "beltà" ideale. È, insomma, ancora vitalmente lacerato dagli opposti e dunque capace d'indignazione e amore. Tutto questo in virtù della sua mente poetica, della sua strenua fiducia nella capacità di osservazione e penetrazione acuta che offre la poesia, l'"ostinazione di quell'ipnosi chiamata poesia". Non c'è dubbio: non si è spenta, in Zanzotto, la voglia di potersi aggirare nel verde dei suoi colli con il senso di armonia serena e malinconica del poeta elegiaco, o di spingersi verso più elevate e gelide vette, mosso dal "sentimento di un eterno vero". Ma il solo gelo reale che oggi avverte è quello del nulla di un mondo che brucia solo di "commerci", dove "le notti fremono di ladri e di ghiacci", e dove, in fin dei conti, solo "nelle immondizie" potrà trovare "tracce del sublime / buone per tutte le rime".
Media Voto: 3.5 / 5Hamm (09-03-2010) Ma sì, leggete bukowski. Se avete meno di 18 anni, però: ci troverete tante sbronze, tanta freschezza, tante donne, tanti cavalli.
Che palle.
Se però siete maggiorenni e siete innamorati della letteratura, del linguaggio, della natura umana e inumana, allora godetevi andrea zanzotto, il miglior poeta italiano del '900. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giancarlo Tramutoli (17-01-2010) Volevo sommessamente dire, avendolo avuto in mano un mesetto, che questo "Conglomerati" è una solenne, indigesta, pallosissima opera. Non sorprende che dall'agonizzante critica italiana è stato definito un capolavoro. E' una lettura utilissima (piena di avverbi: i nemici di ogni poeta appena decente)per capire cos'è il modello accademico vigente (con le sue finte sperimentazioni e trombonesche variazioni.
E questo è un poeta che rischia il Nobel. Per disintossicarvi leggetevi il freschissimo "Cena a sbafo" di Charles Bukowski. E stappate una bottiglia di Aglianico del Vulture. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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