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Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Ruiz Zafón Carlos - Marina

Marina TitoloMarina
AutoreRuiz Zafón Carlos
Prezzo
Sconto 15%
€ 16,58
(Prezzo di copertina € 19,50 Risparmio € 2,92)
Prezzi in altre valute
Dati2009, 308 p., rilegato
TraduttoreArpaia B.
EditoreMondadori  (collana Scrittori italiani e stranieri)

Nella promozione Mondadori e Oscar Mondadori fino al 28 maggio

Disponibilita immediata
Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni

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198 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
Barcellona, fine anni Settanta. Óscar Drai è un giovane studente che trascorre gli anni della sua adolescenza in un cupo collegio della città catalana. Colmo di quella dolorosa energia così tipica dell'età, fatta in parti uguali di sogno e insofferenza, Óscar ama allontanarsi non visto dalle soffocanti mura del convitto, per perdersi nel dedalo di vie, ville e palazzi di quartieri che trasudano a ogni angolo storia e mistero. In occasione di una di queste fughe il giovane si lascia rapire da una musica che lo porta fino alle finestre di una casa. All'interno, un antico grammofono suona un'ammaliante canzone per voce e pianoforte. Nel momento in cui sottrae l'oggetto e scappa, è sopraffatto da un gesto che risulta inspiegabile a lui per primo. Qualche giorno dopo tutto gli apparirà tanto chiaro quanto splendidamente misterioso. Tornando sui suoi passi per restituire il maltolto, infatti, Óscar incontra la giovane Marina e il suo enigmatico padre, il pittore Germàn. E niente per lui sarà più come prima. Il suo innato amore per il mistero si intreccerà da quel momento ai segreti inconfessabili del passato di una famiglia e di una Barcellona sempre più amata: segreti che lo spingeranno non solo alla più lunga fuga mai tentata dal detestato collegio, ma anche verso l'irrevocabile fine della sua adolescenza. Scritto prima de "L'ombra del vento" e "Il gioco dell'angelo" questo romanzo ne anticipa i grandi temi: gli enigmi del passato, l'amore per la conoscenza, la bellezza gotica e senza tempo di Barcellona.

La recensione di IBS
Più intimo de L'ombra del vento, più intenso e misterioso de Il gioco dell'angelo. Carlos Ruiz Zafón dà finalmente alle stampe il primo dei quattro romanzi della serie dedicata alla città catalana, scritto prima di raggiungere il grande successo internazionale.
Un lungo racconto, carico di suggestioni e di pathos, sul filo del ricordo "di quello che non è mai accaduto". Una settimana avvolta nell'ombra, in cui Oscar Drai, un giovane studente di Barcellona, scompare dal collegio in cui studia e si perde alla conquista di una donna destinata a cambiare la sua vita. Lei, Marina, lunghi capelli color del fieno, luminosa come un quadro di Sorolla, è figlia di Germán Blau, un pittore che si è preso cura di lei dopo la morte prematura di sua madre. I due accoglieranno il giovane e insicuro Oscar nella loro stravagante famiglia e lo trasporteranno al centro di un mistero che avvolge la città da molti anni. Anche questa volta, così come era accaduto ne Il gioco dell'angelo, è una foto ingiallita a condurre Oscar e Marina sulle tracce di un personaggio tanto affascinante quanto oscuro. Si tratta di Michael Kolvenik, un uomo dal passato misterioso, finito nella Spagna franchista dopo essere fuggito dal regime nazista.
Nella loro ricerca, intensa e disperata, carica di colpi di scena e popolata da personaggi stravaganti, Oscar e Marina porteranno alla luce la storia struggente di una famiglia d'altri tempi. Scopriranno che i corpi di Kolvenik e di sua moglie Eva vennero trovati carbonizzati la notte del 31 dicembre 1948, all'interno della torre in cui l'uomo viveva rintanato a causa di una malattia sconosciuta. Il giorno dopo l'ispettore Florian avrebbe dovuto procedere a un'irruzione in casa della facoltosa coppia e trarla in arresto con l'accusa di frode fiscale. In realtà, nonostante le effettive incongruenze nei bilanci della Velo-Granell, la fabbrica di protesi ortopediche dei Kolvenik, la ragione dell'arresto era di ben altra natura: il torbido passato dell'imprenditore non poteva essere tollerato dal regime di Franco. La morte dei due coniugi innesca però un'inaspettata spirale di violenza, che coinvolge prima gli uomini della polizia che si stanno occupando del caso e poi, ad uno ad uno, tutti i consiglieri d'amministrazione della Velo-Granell.
In una Barcellona gotica, così come abbiamo imparato a conoscerla e ad amarla, ci perdiamo ancora una volta inseguendo umide viuzze che s'inerpicano tra case diroccate e sfociano in piazze sbilenche. Gli antri di una città perduta, abbattuta e ricostruita dalla promessa della libertà e dalla conquista della democrazia, riemergono dalle pagine di un nuovo memorabile romanzo. Il grande rogo che distrusse il Gran Teatro Real, quello che ricoprì di cenere Barcellona, chiude la scena e il mistero, accende le tenebre che hanno avvolto la città, illumina di una nuova luce un autore che conferma tutto il suo talento, ma che riesce ancora a sorprenderci con un'intimità commovente e inaspettata.

Ascolta la lettura delle prime pagine del libro su RadioAlt.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 198 recensioni presenti.  Media Voto: 3.68 / 5

raffaella (22-05-2012)
All'inizio mi ha preso ma poi proseguendo non mi è piaciuto più. Non mi è piaciuta in particolare lìentrata in scena dei manichini viventi. E' una storia strana si avvicina all'horror ma non lo è.
Voto: 3 / 5
Silvia. (20-05-2012)
Zafòn da me penso che riceverà sempre il massimo dei voti. Mi sembra stupido paragonare ogni altro libro da lui scritto al grandissimo "Ombra del Vento". Anche perché molti libri (di Zafon e non) apparirebbero scialbi in confronto. Comincio col dire che in Marina ho, sì, rivisto l'Ombra del Vento, con mia grande felicità; forse perché la scrittura di Zafòn è inconfondibile. Ma il libro non è un copiato. Sì, la storia è incentrata sulle vicende di un ragazzo (anche lui innamorato) che comincia a giocare al detective venendo a capo di qualcosa di più grande di lui. Marina appare per giunta inquietante, in quanto è un horror o un semi-horror. Ci sono state parti in cui ho rabbrividito davvero. L'ho adorato. Il libro appare un po' frettoloso, giusto un po', mentre penso che se avesse approfondito i sentimenti dello stesso Kolvenik, se avesse inscenato una qualche sorta di dialogo tra lui e uno dei personaggi sarebbe stato una bomba. Il libro finisce tristemente, con un senso di incompiuto. Ma è quello che probabilmente vuole Zafòn. L'autore vuol giusto farci sentire un po' come Kolvenik, quando si trova a tu per tu con la morte e non riesce ad accettarla. Chissà, forse Zafòn ha provato in prima persona come ci si sente; magari lui stesso è un piccolo Kolvenik, da qualche parte, nel profondo. Comunque, e questo lo dico in modo generale per tutti i libri di Zafòn: se comprate un suo libro e un altro di un qualsiasi altro autore, nel 90% dei casi vi consiglio di lasciare Zafòn per ultimo, o vi sarà più difficile di quel credete abbandonare i suoi personaggi e la sua sinistra Barcellona per immedesimarvi ad altri luoghi e ad altri personaggi.
Voto: 5 / 5
polly (02-05-2012)
libro davvero intrigante, molto ben descritto e ambientato, un horror davvero carino, manca di qualcosa ma nel totale e' molto carino ed interessante
Voto: 4 / 5
Chiara (03-04-2012)
Avevo già letto un altra opera di Zafon, e, pur facendo parte dello stesso filone, non mi era affatto piaciuta. Marina, invece, è diverso. Il finale è molto toccante e la trama è intrigante. Non gli assegno il punteggio più alto perchè, ad un certo punto, la storia diventa troppo inverosimile, tanto da somigliare al Frankstein di Mary Shelley (uno dei personafggi, non a caso, si chiama dott. Shelley).
Voto: 4 / 5
Francesco (14-03-2012)
Un buon libro con una scrittura fluida buone ambientazioni e un finale carino...ma non mi ha convinto prpio del tutto
Voto: 3 / 5
Damiani Info@costasmeraldina.it (27-02-2012)
Bhé, forse ho sbagliato a leggere questo libro dopo l'ombra del vento e il gioco dell'angelo.... Sicuramente non coinvolgente come il primo romanzo, ma la sua scrittura, il suo modo di descrivere anche le cose piú banali, con quel suo modo cosí penetranti mi ha aiutata a finire il libro! Romantico, ingenuamente malin onico l'autore mi fa sprofondare in luoghi che vorrei conoscere....l'invito che trasmette al lettore é sempre quello di carpire che in ogni cosa, persona vi si cela sempre qualcosa di enigmatico! Insomma penso di avere la ZAFONMANIA, poiché leggerei tutto di lui...come hanno già detto, anche la lista della spesa!
Voto: 3 / 5
blinky (02-02-2012)
Pare sia stato scritto inizialmente per ragazzi, mi sembra lo dice anche all'inizio, (quasi a mettere un po le mani avanti?) A limite lo si capiva comunque, se non altro al teatro nel finale, non che sia un fastidio, pero magari le esagerazioni..(i mostri praticamente volanti, il cornicione, i proiettili con l'antidoto); specie se non a caso scomodi nomi come Maria Shelley. Non banale secondo me la scelta di Barcellona quasi esclusivamente dark, cosa poco ovvia nello stereotipo. Tra l'altro il cognome Blau c'e anche in "canone inverso" (famiglia di Kuno).
Voto: 3 / 5
Flavia (08-12-2011)
Ingiuste le critiche verso questo libro, andrebbero invece rivolte alla casa editrice la quale nel presentarci un romanzo si è dimenticata di segnalarci che il pubblico per cui è stato scritto è giovanile dai 9 ai 15 anni, ma adatto anche ad un pubblico adulto senza la pretesa di trovare un alto "L'ombra del vento". Manca della stessa allure, ma gotico e decadente è un ottimo romanzo, sicuramente consigliabile se giustamente collocato.
Voto: 5 / 5
Valmont (17-09-2011)
Libro penoso. Stile acerbo, ingenuo, trama sciatta, personaggi stereotipati, caratterizzati in maniera brutale con i peggiori luoghi comuni (patetica la figura di German... ce le ha tutte, poverino! Cosa ha fatto per meritarsi questo da Zafon?), parte centrale talmente grottesca e irreale da risultare ridicola. Non è un horror, non è un fantasy, non è un giallo, non è un thriller, non è un romanzo di formazione ma un miscuglio pasticciato e indigesto di tutto questo (insieme all'immancabile storia d'amore melensa, scontata e strappalacrime) messo insieme da un autore che non sa che pesci prendere per concludere 300 pagine totalmente insipide e irritanti.
Voto: 1 / 5
Marina (08-09-2011)
La storia raccontata non è propriamente il genere che normalmente leggo...direi un po' visionario.. Tuttavia il libro ha un ritmo incalzante che ti porta in un soffio alla fine. Zafon scrive bene ed il risultato è molto buono. Ieri ho cominciato IL GIOCO DELL'ANGELO... vediamo cosa mi aspetta. Il migliore rimane, per ora, L'OMBRA DEL VENTO.
Voto: 3 / 5
luca (07-09-2011)
Un romanzo che ti prende fin dalle prime pagine, una scrittura decisamente coinvolgente e accattivante, una grande capacità descrittiva, numerosi flash back che, in parte, rendono meno fluente il ritmo narrativo. Il finale è un po' troppo "strappalacrime". Nel complesso ho preferito Il gioco dell'Angelo, ma anche qui Zafon coglie nel segno e ci regala un storia avvincente
Voto: 4 / 5
Salvatore (04-09-2011)
Per la serie Zafòn non delude mai! Davvero un bellissimo libro che si legge con molta facilità (ci ho impiegato 2 giorni scarsi) in cui affiora il primo amore per Barcellona che verrà confermato nei seguenti libri. Genere di scrittura originale che ti tiene attaccato dalla prima all'ultima pagina con un finale davvero davvero bello. E se non vi dovesse piacere la storia in sè, il libro andrebbe letto solo per le morali e gli insegnamenti finali che lasciano sempre senza parole. Consigliatissimo. Voto: 5/5
Voto: 5 / 5
Claudia (24-08-2011)
Ma il richiamo al 'lavoro' e alle 'richerche' del dottor Frankestein e il fatto che uno dei personaggi si chiami Shelley è un caso o l'autore vuole rendere merito a uno dei più famosi classici della letteratura horror? Chissà... Suspence (che non fa paura) e stile rapido e incalzante fanno di 'Marina' un romanzo che si legge di corsa, però quelli che Zafon chiama i suoi primi romanzi per ragazzi sono davvero i tentativi per giungere a quel capolavoro che è ' l'ombra del vento'. Gli ingredienti qui ci sono tutti! Certo che lui ci sa giocare con le parole eh? E ogni volta dà una descrizione di Barcellona che, più che una città reale, sembra una città delle fiabe, di quelle magiche e misteriose...
Voto: 3 / 5
moneypenny (01-08-2011)
Il voto è basso perchè se, per tre quarti il libro tiene incollati per suspance ed una vicenda dai sapori gotici, dopo si rivela essere un orribile miscuglio fra "Frankenstein", "Il Fantasma dell'Opera" e "Dracula". E' come se Zafon avesse voluto fare il tiramisù con uno strato di peperonata di melanzane! Il libro non si salva nè per il modo scorrevole in cui è scritto, nè per la vicenda di amore/amicizia che alla fine vira al patetico. Mille miglia lontano da "L'Ombra del Vento"
Voto: 1 / 5
Ippogi (07-07-2011)
In due parole, notevole e profondo. L'unica cosa è non lasciarsi influenzare dal precedente (L'ombra del vento), altrimenti si può cadere nell'errore di giudicarlo male. Alcune riflessioni specialmente alla fine lo rendono veramente un'opera da non perdere.
Voto: 4 / 5
Dade (29-06-2011)
Non riesco a capire come si possa abbassare il voto ad ad un libro facendo un confronto con un altro. Il libro va esaminato per quello che è. In questo caso "Marina" è un libro splendido. Un classico libro alla Zafon dove l'amore si intreccia con il mistero. Ho amato questo libro splendido perché sa trasmettere la giusta suspence, ma soprattutto mi ha fatto piangere (e un libro x farmi piangere deve essere fantastico). Libro splendido, consigliato x chi vuole iniziare a "immergersi nell'universo dei libri" (come ha detto zafon nell'introduzione).
Voto: 5 / 5
tizigolf (06-01-2011)
ho letto come suo primo libro l'ombra del vento, un capolavoro! difficile secondo me riuscire ad eguagliarlo o a superarlo. Tuttavia mentre sono rimasta un po' delusa dal gioco dell'angelo, Marina mi é piaciuto molto; l'ho letto in pochissimi giorni, mi ha tenuta col fiato sospeso e soprattutto mi ha commosso
Voto: 3 / 5
Giusi hleuzzi@libero.it (17-11-2010)
Ho "dovuto" leggere questo libro perchè ricevuto in prestito. Mi è sembrato un fumettone enfatico. In particolare ho trovato molto spesso irritanti i personaggi, con le loro asserzioni tronfie e saccenti nella presunzione di definire con un motto le grandi verità!
Voto: 1 / 5
Marella (16-11-2010)
Suggestiva l'ambientazione ma discontinuo e con molte forzature (pesanti) soprattutto nelle descrizioni di creature spesso più ridicole che inquietanti malgrado l'immersione in salsa horror e goticheggiante.
Voto: 3 / 5
Marco Tolotti (09-11-2010)
Semplice ma comunque accattivante. Benchè il romanzo non viva di momenti adrenalinici particolari -e nemmeno sporadici- lo svolgimento è comunque coinvolgente. La sufficienza è il voto giusto, almeno per i miei canoni.
Voto: 3 / 5
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